BIOGRAFIA

Costantino Orlandi nato a Roma il 09/04/1962. Perito elettronico, come tanti miei coetanei “non esercitante”. All’epoca e tuttora ero pieno di buoni propositi, come tutti i giovani, volevo cambiare il mondo e non ci sono riuscito, come tanti altri miei coetanei. La musica mi pervadeva l’anima fin dall’elementari, ma la mia famiglia stava facendo sacrifici enormi e non poteva permettersi di mandarmi a lezioni di pianoforte, e mi comprò una batteria.

Ma ciò che è dentro ognuno di noi non si cancella facilmente, e alle superiori (1978) misi su il mio primo gruppo, gli Alter Ego, qualche “metallaro” dell’epoca forse se ne ricorderà. Un disco (autoprodotto) e una tournee nel Nord Italia, al ritorno il chitarrista decise di fare l’impiegato e di sposarsi…Scaraventai il suo Marshall (amplificatore per chitarra su ruote!) fuori dalla sala prove!


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Nel frattempo mi ero diplomato e assolto gli obblighi di leva cominciai a lavorare prima come rappresentante di ferramenta (tanto per rimaner metallaro!) poi come tecnico del suono, naturale conseguenza di ciò che avevo fatto fino ad allora. Ma non mi diedi per vinto, era l’epoca della contaminazione tra i vari generi; secondo me non esistevano generi, e in precedenza se ne era parlato tanto. Secondo me esisteva solo la bella e la brutta musica: Vivaldi, Hendrix, Yes, Barry White, Ray Charles, Eric Clapton, Little Richard, Bach, Deep Purple, E.L.&P., Earth Wind & Fire, Clash, Pink Floyd, Police, Prince, Duran Duran e addirittura Donna Summer e tantissimi altri erano per me la stessa cosa… Bella musica! Cominciai a lavorare, verso la fine degli anni ’80, ad un progetto chiamato Stootootruck (nome onomatopeico che ricorda uno “stop” di batteria).



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Dovevamo avere un look (che all’epoca contava molto!) da camionisti e la nostra musica, rigorosamente in italiano, univa Blues, Rock’n’Roll, Funky e Hard Rock. Bello! Bellissimo! Avevamo precorso i tempi, solo che l’industria discografica era in una specie di catalessi e non produceva più niente o quasi!

Una frase che ricorderò fino alla morte, proferita con assoluta leggerezza, o meglio franchezza, dall’allora direttore artistico di una nota casa discografica di Milano: “Costantino, che ti devo dire? Io ci credo! Ma se consideri che quando stavo in P******m, mi arrivavano 5 telefonate al giorno di politici che mi raccomandavano delle persone, ora che sto in F***t me ne arrivano 20, che devo fare? Perdere il mio posto di lavoro per te?”.

Finivo una serata in Basilicata come tecnico del suono, tornavo a Roma, dormivo 3 ore e mi “sparavo” quello che avevo guadagnato in un viaggio aereo verso Milano. Nulla. Zero.

Risultato: 1 pezzo da cui hanno "liberamente" tratto ispirazione i Neri per Caso, Marina Rei e Dirotta su Cuba sulla nostra falsariga dopo 10 (!!!) anni, un riff che ha "liberamente" ispirato addirittura i Pooh, Ligabue o chi per lui che voleva comprare pezzi, e tanti, tanti altri che hanno sentito i nostri demo, che erano praticamente in mano a tutti gli addetti al settore, e che quindi hanno scopiazzato idee, arrangiamenti, musiche e testi!

Comunque, lavoravo e guadagnavo, bei tempi, pre-tangentopoli, e come ho già detto, ciò che ognuno ha dentro di noi non si cancella. Torniamo indietro appunto. Nel ’75 ero in campeggio (allora “libero”) con i miei, in Calabria. Mi venne la febbre alta in pieno agosto e cominciai a delirare: “Devo andare a prendere i sassi, devo andare! Li devo vendere!”. Voi direte…”Che c’entra!”. Torniamo agli anni ’80 dico io! Ogni volta che passavo con la mia ragazza, all’epoca, ora mia moglie, davanti a un negozio di acquari mi dicevo: “Appena avrò la possibilità economica mi farò un acquario!” e con la mia “ragazza” fantasticavamo.. Quando avremmo una casa nostra… Dove lo mettiamo?... A separé!… No! Poi ci tocca vedere la televisione attraverso l’acquario… E così via! 1988! Marina 41! 14 Oranda in 20 lt! Acqua, su consiglio della negoziante, totalmente demineralizzata (!!!), nello stesso acquario: niente piante, castelletto, palombaro e aeratore! Un lager! Lì cominciò la mia carriera di fish-killer! Poi i libri e il girovagare tra i negozi per cercare un commerciante onesto… Alla fine ne trovai 3 e ½, gli acquari cominciarono a crescere di numero. I negozianti divennero 3, contenti e felici quando mi vedevano arrivare.

Siamo arrivati agli anni ’90, 20 acquari, ancora tecnico del suono. Partivo e le mie figlie piangevano, i miei acquari, tutti dotati di moglie, madre, mangiatoia e timer per le luci, se la cavavano abbastanza bene durante i periodi in cui mi assentavo. A un certo punto (1998) l’ultimatum:

“Costantino, togli qualche acquario, non ce la facciamo più, oppure, OPPURE, come hai sempre desiderato, FANNE UNA PROFESSIONE!”.

FATTO! BLU & VERDE! La natura a casa tua!

Il resto è storia d’oggi... Vendo anche sassi da mettere nell’acquario come il delirio del ’75 mi predisse! La foto che vedete qui sotto è un autoritratto del ’91 quando ero a Bodufinolhu (Maldives Islands)  e preferisco ricordarmi così:

  Cioa bbelli!

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