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BIOGRAFIA
Dovevamo avere un look (che all’epoca contava molto!) da camionisti e la nostra musica, rigorosamente in italiano, univa Blues, Rock’n’Roll, Funky e Hard Rock. Bello! Bellissimo! Avevamo precorso i tempi, solo che l’industria discografica era in una specie di catalessi e non produceva più niente o quasi! Una frase che ricorderò fino alla morte, proferita con assoluta leggerezza, o meglio franchezza, dall’allora direttore artistico di una nota casa discografica di Milano: “Costantino, che ti devo dire? Io ci credo! Ma se consideri che quando stavo in P******m, mi arrivavano 5 telefonate al giorno di politici che mi raccomandavano delle persone, ora che sto in F***t me ne arrivano 20, che devo fare? Perdere il mio posto di lavoro per te?”. Finivo una serata in Basilicata come tecnico del suono, tornavo a Roma, dormivo 3 ore e mi “sparavo” quello che avevo guadagnato in un viaggio aereo verso Milano. Nulla. Zero. Risultato: 1 pezzo da cui hanno "liberamente" tratto ispirazione i Neri per Caso, Marina Rei e Dirotta su Cuba sulla nostra falsariga dopo 10 (!!!) anni, un riff che ha "liberamente" ispirato addirittura i Pooh, Ligabue o chi per lui che voleva comprare pezzi, e tanti, tanti altri che hanno sentito i nostri demo, che erano praticamente in mano a tutti gli addetti al settore, e che quindi hanno scopiazzato idee, arrangiamenti, musiche e testi! Comunque, lavoravo e guadagnavo, bei tempi, pre-tangentopoli, e come ho già detto, ciò che ognuno ha dentro di noi non si cancella. Torniamo indietro appunto. Nel ’75 ero in campeggio (allora “libero”) con i miei, in Calabria. Mi venne la febbre alta in pieno agosto e cominciai a delirare: “Devo andare a prendere i sassi, devo andare! Li devo vendere!”. Voi direte…”Che c’entra!”. Torniamo agli anni ’80 dico io! Ogni volta che passavo con la mia ragazza, all’epoca, ora mia moglie, davanti a un negozio di acquari mi dicevo: “Appena avrò la possibilità economica mi farò un acquario!” e con la mia “ragazza” fantasticavamo.. Quando avremmo una casa nostra… Dove lo mettiamo?... A separé!… No! Poi ci tocca vedere la televisione attraverso l’acquario… E così via! 1988! Marina 41! 14 Oranda in 20 lt! Acqua, su consiglio della negoziante, totalmente demineralizzata (!!!), nello stesso acquario: niente piante, castelletto, palombaro e aeratore! Un lager! Lì cominciò la mia carriera di fish-killer! Poi i libri e il girovagare tra i negozi per cercare un commerciante onesto… Alla fine ne trovai 3 e ½, gli acquari cominciarono a crescere di numero. I negozianti divennero 3, contenti e felici quando mi vedevano arrivare. Siamo arrivati agli anni ’90, 20 acquari, ancora tecnico del suono. Partivo e le mie figlie piangevano, i miei acquari, tutti dotati di moglie, madre, mangiatoia e timer per le luci, se la cavavano abbastanza bene durante i periodi in cui mi assentavo. A un certo punto (1998) l’ultimatum: “Costantino, togli qualche acquario, non ce la facciamo più, oppure, OPPURE, come hai sempre desiderato, FANNE UNA PROFESSIONE!”. FATTO! BLU & VERDE! La natura a casa tua! Il resto è storia d’oggi... Vendo anche sassi da mettere nell’acquario come il delirio del ’75 mi predisse! La foto che vedete qui sotto è un autoritratto del ’91 quando ero a Bodufinolhu (Maldives Islands) e preferisco ricordarmi così:
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