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IL MIO GATTO

Bivvù
(...'mmazza
quant'è bbello!)
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Quanta voglia avevo di
possedere di nuovo un gatto! Durante la mia infanzia ne avevo
avuto uno, si chiamava Fiocchetto, ed ho dei ricordi bellissimi di
lui; purtroppo ricordo che appena adolescente fui io stesso a
trovarlo morto in una stradina limitrofa alla mia abitazione, lo
aveva sgozzato qualche cane. Nel frattempo sono anche cambiati i
parametri di allevamento rispetto ad una volta, quando di
vaccinazioni e cibi specifici non se ne sentiva neanche parlare;
ricordo che andavo dal macellaio a comprargli del polmone! Quindi,
quando mi ritrovai chiuso dalla mattina alla sera dentro a Blu
& Verde pensai che appena mi si sarebbe presentata l'occasione
avrei adottato un gatto con il chiaro intento di volerlo tenere |
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a negozio. E qui
sopra potete vedere l'occasione: questa splendida cucciolata
fu ottenuta il 05 Maggio 2001 in un allevamento di pesci tropicali
di stanza a Capranica (VT) dai ragazzi della Panaque s.r.l., che con
un giro di e-mail cercarono di piazzare i micietti; io gli risposi
che volevo quello "Full Color" (il secondo da sx nella
foto) usando una terminologia da Discus e Giorgio Melandri (h y
d r a) invece adottò la gattina proprio
accanto al mio nella foto. Siccome il mio gatto avrebbe praticamente
vissuto con me nel negozio lo chiamai Bivvù, perché sono le
iniziali della ditta e anche perché la signora della lavanderia
confinante ha una cagnetta di piccola taglia di nome Milù che
vedremo più avanti. Così, mi fu portato questo gattino
meraviglioso che qui a lato vedete
ritratto nel suo trasportino nuovo di zecca, che usavo per gli
spostamenti
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da casa a negozio e
viceversa; Bivvù era sempre con me, giorno e notte era la mia
ombra ed era quello che avevo effettivamente desiderato.
Praticamente passò tutta l'infanzia a negozio fino a che non fui
costretto a rinunciare di portarlo al lavoro per via della
vicinanza con la via Aurelia, perché man mano che il piccolo si faceva
sempre più
intraprendente nelle sue uscite, rappresentava per lui un enorme
pericolo. Bivvù è sempre stato un gatto tranquillo ed è un vero
pigrone, un gatto romano D.O.C. i suoi genitori sono un certosino
e una rossa europea per cui nella sua indole è insito un grande
talento di cacciatore e una spiccata aggressività verso tutto
ciò che lo incuriosisce.
Qui a lato
una foto che dimostra la verità di quanto vi |
ho appena detto... La gabbia conteneva un coniglio nano
che lui si divertiva a stuzzicare con una zampetta e nel fare questo
gioco... si addormentava!!!
Non è uno spasso?
È veramente un morbidone, guardatelo qui a
destra dormire con il suo peluche preferito Simba sul
coperchio caldo di un acquario, per questo particolare infatti
l'accoppiata gatto-acquario è molto indicata e ve la consiglio
vivamente. Molti miei clienti acquariofili hanno un gatto, anche se
tendenzialmente si è portati a ritenere che ci sia una certa
incompatibilità fra le due cose, e tutti mi riportano degli
aneddoti divertenti del loro gatto stimolato dai pesci
dell'acquario, succede di tutto...
È veramente un'accoppiata simpatica!
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Che dormiglione!..
(Qui a sinistra) Ancora!!.. E con un
cane per giunta!!!
Già quello che vedete è di pelouche, ma come vedrete più avanti
il miglior amico di Bivvù sarà proprio un cane e penso di
avergli dato la possibilità di scegliere fra tante opportunità
d'amicizia: in un pet shop, infatti potete immaginare quanti
stimoli visivi, olfattivi e tattili ho potuto offrire a Bivvù
durante la sua fase di crescita; conigli, criceti, pesci, cani, di
tutte le specie, le varietà. Forse potrà interessarvi sapere
qualcosa riguardo la nutrizione; Bivvù ha mangiato quasi solo
esclusivamente secco, più precisamente il Kitten
della Hill's Science Plan ed un paio di volte alla
settimana gli davo un umido specifico, Gattini
della Almo Nature. |
Terminata ad un anno la fase di
crescita, ho iniziato ad alternargli tutti i tipi di mangime in
crocchette prodotte dalla Hill's nei gusti pollo, agnello, tonno e
coniglio lasciandogli sempre a disposizione dell'acqua fresca e
alternandoli sempre a mangimi umidi cotti a vapore della Almo
Nature. Per un periodo gli ho dato anche l'Indoor
Cat, un prodotto specifico della Hill's studiato
appositamente per gatti sterilizzati che vivono in casa quindi
ipocalorico dato il limitato esercizio fisico, ipominerale per la
salute delle vie urinarie e con una particolare formula per ridurre
i boli di pelo che l'animale ingerisce facendo molto più grooming
di un altro che vive prevalentemente all'esterno. Comunque non è
durata molto la vita prevalentemente casalinga del mio gatto,
infatti non credete a chi vi dirà che sterilizzando il vostro gatto
l'animale non sente la necessità di uscire e vive benissimo in
casa; questa è una falsità che nasconde una grande dose di egoismo
che per fortuna non tutti possediamo, quindi mettiamoci in testa
che segregare un gatto in casa e stravolgere la sua natura di
cacciatore e predatore è una forma di violenza verso l'animale
perché non esiste gatto che non senta la necessità di espletare
queste funzioni.
Purtroppo se potessi tornare indietro lascerei intero il gatto, e
non mi sento di consigliare ad altri la sterilizzazione, come invece
fecero con me il veterinario ed
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anche un gruppo di
discussione che malauguratamente frequentai su Internet con lo
scopo proprio di informarmi su tutto il possibile e chiarirmi le
idee, prima di iniziare questa nuova avventura felina.
Sinceramente mi sono pentito di aver dato retta ai loro consigli,
che non discuto, sono sicuramente quello a cui si attengono oggi
la maggior parte delle persone che allevano dei gatti, magari
nelle grandi città, ma questo non è il mio caso come gli feci
notare, e per chi vive in un posto abbastanza tranquillo e con
parecchie aree verdi come il mio è praticamente un peccato
vietare ad un gatto di fare la propria vita, lottare, riprodursi
pur rimanendo il gatto di casa, a cui si da da mangiare, a cui si
offre un giaciglio, a cui si riservano delle carezze, delle
coccole, delle belle spazzolate, a cui si tiene insomma e si
riserva tutto il massimo che possiamo dargli. In definitiva io
sono per un allevamento un po' come lo faceva mia nonna, ma
adottando un'alimentazione moderna. Oggi, Bivvù vive in casa
anche se non rinuncia mai alla sua passeggiata quotidiana e spesso
ritorna fiero con delle piccole prede in bocca, ed ogni volta
cerco di coprire con i miei apprezzamenti le urla che invece
vengono da mia moglie! È un tipico atteggiamento felino quello
infatti di dividere la preda anche con gli altri del branco ed è
sbagliato sgridare l'animale. Anche allontanarlo mi rimane
impossibile quando si acciambella sulle mie gambe nel letto dove
dormo, dormire in gruppo infatti è un'altra prerogativa dei
felini (quante volte infatti nei documentari abbiamo visto dei
leoni sonnecchiare assieme?). Comunque gli voglio un bene dell'anima perché adoro
la discrezione di questo animale che a differenza del cane non è
mai troppo invasivo e sa donare comunque affetto, anche se in
maniera diversa. Ultimamente quindi, dato il suo rinnovato
stile di vita, gli abbiamo cambiato di nuovo alimentazione e gli
abbiamo fatto assaggiare le nuove golosissime crocchette della
Hill's, le Nature's Best, un prodotto
appetibilissimo, a base di soli ingredienti naturali (attenzione
che sembrerebbe che io stia citando i nomi dei prodotti per fare
pubblicità, invece la mia intenzione è solo riportarvi quelle
che sono state le mie impressioni e i prodotti che il mio gatto ha
preferito, nda).
Alla fine di questo mio breve reportage voglio fare cenno alle
foto che ritraggono Bivvù con Milù durante l'ultimo periodo in
cui ancora me lo portavo in negozio: i due insieme erano uno
spasso per tutti, Milù è frutto di un incrocio tra uno Yorkshire
e un Chihuahua ed è una cagnetta deliziosa che praticamente ha
visto crescere il mio gattone affiatandosi molto con lui. :-))) |

Bivvù e Milù... in un
caldo pomeriggio d'estate!
Gli
"sfigatti"
articolo di C. Orlandi pubblicato sul mensile Caere Nova
No,
non abbiamo deciso improvvisamente di adottare l’idioma sardo per
comporre i nostri articoli! Ricordate gli aristogatti? Quelli di Disney:
Romeo (er mejo der Colosseo), Duchessa, Minou, Bizet, tutti intenti a
condurre una vita avventurosa e romantica con epiloghi a lieto fine. Ben
altra cosa è l’esistenza di un gatto ai giorni nostri. Si nasce chissà
dove. Se si è fortunati, in casa di un qualche appassionato allevatore e
si vive viziati e coccolati, se si è “sfigatti”, in mezzo a una
strada e per tutta la vita si dovrà pur racimolare qualcosa da mangiare,
rovistando nei cassonetti. Non esistono più mezze misure come diceva mio
nonno, quando ogni nonna aveva un gatto. Non ci sono più le condizioni
per cui era allora possibile assicurare ad un gatto il suo pasto
giornaliero e mantenere intatta tutta la sua innata propensione alla
libertà: la FIV (aids felino) incombe! Cosa si è costretti a fare per
salvaguardare la salute del proprio gatto? Prima di tutto bisogna
sterilizzarlo e poi tenerlo in casa il più possibile. Ma allora, dico io,
che senso ha allevare un animale in questo modo, snaturandolo quasi del
tutto? Come ci si può sentire isolati dal resto della comunità, privati
del normale ciclo della vita, obesi, soli e tristi? Ecco allora che anche
un gatto sterilizzato a sette mesi si conceda comunque di “scappare” o
di chieda di uscire quando la sua testolina glielo suggerisce! Stiamo
vivendo tempi in cui non è più permesso nemmeno avere un gatto senza che
questo non implichi frustrazioni e paranoie, come quelle che
quotidianamente recepiamo e spingono il mondo in una preoccupante
indifferenza verso i fatti importanti,
quelli spesso anche ignorati dai mass media, quelli di cui invece dovremmo
realmente preoccuparci! Primo fra tutti, questa assuefazione, il
ridimensionarsi, l’allineamento, il buonismo, l’appiattimento sociale.
È così poi, che si guardano con sospetto tutte quelle persone fanno
qualcosa disinteressatamente, semplicemente per passione, o che danno
amore al primo che capita, che, in definitiva, donano senza chiedere nulla
in cambio. Le “gattare” sono tra queste, e nella loro magnanimità
riescono a trattare con indifferenza il tipo che la mattina incontrano e
va loro dicendo che si è scocciato di avere tutti quei gatti sotto casa,
mentre s’infila nella sua sfavillante automobile, nuova di zecca,
impugnando il telefonino in una mano e la ventiquattrore nell’altra.
Queste SIGNORE forse non hanno mai avuto né l’automobile di prima mano,
né il telefonino, né la ventiquattrore, ma sicuramente hanno un cuore
grande, più di qualsiasi fuoristrada o station wagon in circolazione! Per
commercianti e veterinari sono delle ottime clienti (anche se
ragionevolmente si dovranno far loro degli sconti particolari), per il
resto del mondo invece restano delle reiette da evitare e, se possibile,
combattere con tutte le proprie forze. Mettessimo lo stesso impegno a
risolvere i nostri problemi, tutto a quest’ora si sarebbe già risolto!
Ci vuole molto la mattina ad uscire di casa di buonumore, fare “pissi
pissi”, veder accorrere quattro gatti e dar loro da mangiare? Che strana
vita conduciamo oggi! Oggigiorno, Romeo “er mejo der Colosseo”,
sarebbe già morto di fame dalle nostre parti, ben prim’ancora di
arrivare a Parigi! E Duchessa non si potrebbe essere mai innamorata di
lui, visto che le sarebbe stata negata la possibilità di riprodursi.
Romanzando così, non voglio dire di essere contrario alla necessità di
sterilizzare un gatto, ma per contro non sarei nemmeno così assolutista.
Impariamo a vivere col mondo che ci circonda, rispettandolo ed amandolo.
In questo modo potremmo trasmettere ai nostri figli quello che è più
importante al giorno d’oggi per il loro futuro; e non stiamo parlando di
belle macchine, case, gioielli e tette rifatte, ma più semplicemente di
tutto quel contesto in cui queste cose potrebbero acquisire valore, vale a
dire il Mondo nella sua piena interezza; e la Natura è la salvaguardia di
esso! Continuiamo pure a non rispettarla, e ci troveremo vecchi e
malandati quando dovremmo accorgerci che ci si è dimenticati del bene più
importante per il futuro dei nostri figli. Non diamo un calcio a tutto,
convinti che la cosa non ci tocchi! Qui si sta parlando per tutti! Una
carezza ad un micio può imparare molto; un calcio, per contro, arreca
dolore non soltanto a chi lo riceve, ma anche a chi lo infligge. E poi,
diciamocelo chiaramente, se avete deciso di vivere a Cerenova, questo vorrà
pur dir qualcosa! Durante i mesi di minor afflusso questo posto ci offre
tutte quelle cose per cui abbiamo scelto di abitarci, vale a dire
svegliarsi con il cinguettio dei passeri, farsi una passeggiata il
pomeriggio in riva al mare, fare la spesa senza dover fare la fila,
scambiare quattro chiacchiere con il vicino, non sentire antifurti o
sirene, salutare quando si entra in un negozio, sorridere, e magari
adottare un gattino… Vivere, insomma, come piace a noi! Cerenova, la
popolazione è in aumento! E non solo quella felina!
Costantino Orlandi

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uno screensaver molto rilassante di Bivvù (800x600)
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