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I MIEI LAGHETTI

Phaedra Orlandi
Articolo
tratto
da "Aquarium Speciale Pond
’99" che potrete richiedere
alla casa editrice Primaris
Dopo
aver raggiunto l’acquario numero sei, capii che dovevo andare oltre,
dovevo sfondare la barriera dei quattro vetri, dovevo realizzare un
laghetto da giardino!
Costruire
un laghetto da giardino non è una banalità, ci sono una serie di domande
che è bene porsi prima di iniziare questa avventura:
Dove?
Il
mio piccolo giardino di 6x5m mi permetteva al massimo una piccola
pozzanghera, mentre dai miei genitori avrei potuto sbizzarrirmi molto di
più avendo a disposizione un bel giardino.
Tutti
d’accordo?
Un bel giorno di
primavera mi ritrovai in un grande magazzino che stava promuovendo delle
vasche in resina preformate a prezzi abbordabilissimi, senza pensarci
comperai una vasca da 130 l con tanto di pompa filtro e ammennicoli vari.
Giunto dai miei, scesi dalla mia auto, raggiante come non mai pensando di
sbalordirli, ma l’unico a sorprendersi fui io, quello che all’interno
del "grande" magazzino sembrava un "enorme" laghetto,
in confronto al giardino dei miei spariva come un chicco di riso in una
risaia. Tornai a casa, con la coda tra le gambe, e scoprii di aver
comprato il laghetto per il mio giardino! Poco male, da qualche parte
bisognava cominciare: vanga, sabbia, acqua, biocondizionatore, una presa
di corrente e in un attimo ripresi colore. Certo non era proprio quel che
si dice un "gran" bel laghetto, ma bello lo era davvero! Questo
evento in apparenza disastroso fu la chiave di volta che mi aprì le porte
del giardino dei miei. Infatti loro, che si erano sempre mostrati un po'
restii alla mia proposta, ne rimasero affascinati al punto da decidere per
il "via libera".
A questo punto partii alla carica: - Mamma, tu hai quel piccolo angolo
dove ti lamenti sempre che non cresce nulla perché il terreno è troppo
argilloso...- (lo dico per i ragazzi che mi stanno leggendo, DETERMINATI,
nella vita bisogna essere sempre determinati!)
Come?
Questa
volta decisi di fare le cose per benino, senza avere assolutamente fretta,
impiegai due mesi esclusivamente per studiare sulle varie riviste che
avevo raccolto negli anni ed in occasione di
ZooCasa
'96, ebbi l'onore di acquistare direttamente dalle mani del gran capo
(inchino, il
Guppy insegna) la guida "Il laghetto" di H. Berg che mi aiutò a
fare le mie scelte, e non è poco, anzi forse è il miglior pregio che
possa avere un libro di questo genere.
Questa
volta oltre ad andare sul sicuro a me interessava molto
"sperimentare", a tutto vantaggio dell'economicità del
progetto. Decisi di fare un laghetto veramente unico e cominciai ad
immaginarmelo.
Forse non ci crederete, ma questa è la fase veramente più bella, se
sapete godervela!
Pensate che dalle mie parti c'è un tizio che si è arricchito realizzando
laghetti tutti uguali, con lampade colorate, mulini finti, piante finte e
pieni di acqua clorata che finisce per rovinare anche il pratino inglese
del malcapitato commissionario, ma come si dice "de gustibus...".
Per quanto mi riguarda amo questo hobby soprattutto per la capacità che
ha la natura nel riprendersi ciò che le appartiene; questo è successo
nei miei acquari e sapevo che sarebbe immancabilmente accaduto anche nel
laghetto che stavo progettando.
Via
libera!
Come
ho già accennato mi preoccupai principalmente di rendere economica una
cosa che ha detta di molti risultava invece molto dispendiosa (è forse
questo uno dei tanti motivi per cui qui da noi il laghetto non
"decolla"? ndr). Avevo a disposizione quel brutto angolo del
giardino in cui tutte le piante messe a dimora stentavano a crescere a
causa del terreno argilloso che da lì a poco doveva divenire il punto di
riferimento del giardino di mia madre.
Il
laghetto posto alla fine del viale di ingresso avrebbe dato il
benvenuto ai visitatori e l'acqua raccolta nel piazzale
antistante avrebbe assicurato un approvvigionamento idrico
quasi continuo, tranne chiaramente nei mesi estivi, in cui
avrei dovuto far ricorso all'acqua potabile, peraltro di buona
qualità. Questa la mia prima intuizione, perfezionata in
seguito ponendo della lana sintetica nel punto in cui l'acqua
affluisce nel laghetto e aggiungendo nei mesi invernali delle
pasticche di carbonato di calcio per portare
la durezza ai livelli minimi accettabili (5 dGH).
Ecco
cosa feci: i lavori partirono nell'agosto '96, per prima cosa
stesi una corda per tracciare il perimetro, calcolai quanto
telo in PVC mi occorreva, tenendo conto ovviamente anche della
profondità media e poi pala e piccone (!!!). Ricordate
l'argilla?!? Letto di sabbia e dopo averla inumidita una
spolveratina di cemento; stendemmo il telo in quattro, dopo
averlo lasciato al sole per alcune ore e cominciammo a
immettere acqua tenendo d'occhio il contatore; al primo metro
cubo d'acqua ci fermammo per stendere le pieghe del telo sotto
i sassi e qui viene il bello...
Avete idea di quanti sassi avrei avuto bisogno per un laghetto
di 7x2m, avendo scelto di rinuciare al fondo e coprirlo di
ciottoli e di fare anche una bella cascatella?!?
A questo punto senza falsa modestia devo dire che ebbi un
lampo di genio, spinto sicuramente dal fatto che le mie
finanze non avrebbero retto il colpo. Avevo notato da tempo
che ai margini dei campi coltivati gli agricoltori ammassavano
delle enormi quantità di massi di origine tufacea e calcarea
che evidentemente venivano alla luce grazie alle lame
dell'aratro. Chiesi conferma a due di loro e devo dire che
entrambi apprezzarono molto il mio interesse per tali sassi
dato che mi invitarono a portarglieli via tutti se potevo
(Eureka!!! Eccome se potevo!); così ogni volta che passavo di
lì riempivo il bagagliaio e li ringraziavo anche se loro mi
avevano preso per matto!
I sassi erano delle forme più svariate e ben si prestavano a
ciò che avevo in mente: realizzare dei "muri a
secco" come avevo visto nei miei viaggi di lavoro sia in
Sardegna che in Puglia, quindi applicai la stessa tecnica per
costruire il perimetro e la cascatella del mio laghetto; per
il fondo usai dei ciottoli di origine tufacea reperiti sempre
presso uno dei miei amici agricoltori.
Per la cascatella occorre prestare veramente attenzione
affinché non si trasformi in una "franatella", man
mano che rinvenivo dei sassi utili allo scopo (sassi larghi e
piatti,
lastroni) li mettevo da parte per poi metterli su un piano
orizzontale ed osservare il loro naturale equilibrio; quando
ne ebbi un numero sufficiente cominciai a formare una
struttura piramidale scegliendo quelli che meglio si
adattavano l'un l'altro, facendomi nel contempo un'idea di
quello che sarebbe stato il risultato finale.
Nel
laghetto entrò un altro metro cubo d'acqua ed
arrivammo così a 2000 lt popolati da 17 (!)
Carassius auratus, 2 cesti di ninfee, 1 Cyperus
alternifolius, Ceratophyllum e Vesicularia e
diverse piante da rock garden poste nella zona
perimetrale. Al filtraggio provvede un filtro compatto interno
più una pompa Extrema pond per la cascatella,
accesa solo durante il giorno.
E
dopo?
Devo
dire di non avere mai avuto grossi problemi con le
alghe, a parte la solita fioritura di alghe
unicellulari in primavera, peraltro risolta
brillantemente con il prodotto Crystal della Sera.
Finora, e cioè a un anno e mezzo
dall'allestimento non si è verificata nessuna
malattia ed ho utilizzato esclusivamente
biocondizionatori (Sera Aqutan e Nitrivec, Cycle
Askoll) almeno una volta al mese. Nutro i pesci
una volta al giorno e sempre alla stessa ora con
mangime secco in scaglie, settimanalmente aggiungo
al cibo un prodotto polivitaminico; I pesci rossi
sono molto abitudinari e se vengono nutriti sempre
alla stessa ora si "addomesticano"
facilmente.
Ai cambi d'acqua pensa la natura, come ho già
accennato, e d'estate mi limito a rabboccare
(molto lentamente!) quella evaporata fino al
livello del "troppo pieno".
I valori dell'acqua sono sempre stati ottimi: pH
7, KH 4,GH 5, NO2assenti, NO3 25mg/l.
Soddisfatti?
Beh,
anche qui bisogna organizzarsi! In primavera mi
sono costruito una panchina per godermi appieno ciò
che sapevo sarebbe accaduto, e che più mi
gratifica come ho già detto antecedentemente: la
natura arriva prepotente e si appropria di quello
che ognuno di noi acquariofili considera magari già
bello. E invece no! Lei lo stravolge, lo modella a suo piacimento, lo
completa di ciò che noi non avevamo previsto,
insomma per dirla tutta CI DA UNA MANO!
Ed
è così bello stare a guardare! In
fondo è come se la Natura offrisse a
noi una sorta di riconoscimento,
almeno per aver fatto bene la prima
parte del lavoro!
C'era di tutto: larve di zanzara,
dafnie e altri piccoli crostacei
d'acqua dolce, limnee, libellule,
uccelli che si posavano sulla
cascatella per abbeverarsi e perfino
una rana arrivata lì chissà come e
poi c'ero io seduto ed estasiato a
godermi con soddisfazione la mia
piccola parte di successo. Ma ancora
per poco!
Nuovi stimoli, nuove idee! Larve di
zanzara? Ma certo! Gambusie!!!
Un amico me ne regalò una ventina:
alla fine dell'estate riuscii a
tirarne fuori più di 400 esemplari
che regalai ad amici e negozianti.
Ora è tornato di nuovo l'inverno, il
secondo per il mio laghetto che ho
chiamato in mio onore Torren'Tino (non
c'è niente da ridere! N.d.R.) e
"la storia del brutto "angolotroccolo"
finisce qui con quel brutto pezzo di
giardino trasformato in un elegante
cigno, ehm, cioè laghetto. Elegante
come un cigno?!!!? Ehi, e se provassi
con i cigni? 
IL
LAGHETTO, UNA FONTE INESAURIBILE.
Costantino
Orlandi ©1996
CONTINUA...
a breve le
descrizioni degli altri laghetti.
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Realizziamo laghetti da giardino
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peculiarità delle nostre opere sta proprio nella loro naturalezza.
Da dieci anni realizziamo e progettiamo esclusivamente laghetti in
cui la Natura la fa da padrona, limitando in questo modo la
spesa al nostro cliente, ed impiegando dal punto di vista tecnico
solo pochi accessori di qualità, giusto per lo stretto necessario.
Questo è possibile solo grazie alla nostra esperienza che ci
permette di utilizzare in maniera mirata piante e pesci compatibili
considerando tutte le varianti in gioco e creando le premesse per il famoso equilibrio
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riducendo al minimo la manutenzione del
sistema stesso, in poche semplici e veloci operazioni che chiunque può
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ai numeri: 06/99326272
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