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LA GOCCIA è stata una
rubrica di mia ideazione pubblicata per un anno e mezzo circa su
Acquaportal
e su Hydra, la rivista italiana di acquariofilia. |
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ARCHIVIO STORICO |
LA GOCCIA www.acquaportal.it |
| ACQUARIOFILIA PRO E CONTRO Novembre 2002 ACQUARIOFILIA Novembre 2002 ACQUARIOFILIA Novembre 2002 ACQUARIOFILIA Novembre 2002 ACQUARIOFILIA Novembre 2002 ACQUARIOFILIA Novembre 2002 ACQUARIOFILIA Novembre 2002 ACQUARIOFILIA Novembre 2002 ACQUARIOFILIA Novembre 2002 ACQUARIOFILIA Novembre 2002 ACQUARIOFILIA Novembre 2002 ACQUARIOFILIA Novembre 2002 ACQUARIOFILIA Novembre 2002 |
Prefazione Parte con questo mio primo intervento un progetto che spero venga preso in considerazione da molti e nel giusto modo; dopo aver contribuito in maniera notevole allo sviluppo di AcquaPortal in qualità di esperto per oltre un anno, assistendovi per quanto mi è stato possibile, qualche mese fa, quando sono stato costretto ad abdicare per eccessivi impegni in favore di Renato Zamboni, lo feci in tutta tranquillità, conoscendo di persona colui che mi avrebbe sostituito, ma AcquaPortal iniziava già a mancarmi, fin da subito, e promisi all'amico Marco Rosetti, una specie di editoriale, avendo già in mente approssimativamente quello che andrò a proporvi nelle prossime righe. Nel frattempo ho pensato molto a come strutturare "La Goccia" e l'idea è stata carpita appunto proprio mentre osservavo una goccia cadere in uno specchio d'acqua apparentemente calmo. Cosa succede nell'acqua? Quante cose accadono senza che noi ce ne accorgiamo! Se cade una goccia, osservate i cerchi concentrici che si diramano da essa. Il senso di questa rubrica sarà proprio questo: io farò cadere la goccia e ognuno di voi sarà l'anello che concentricamente e ipoteticamente potrebbe diffondersi all'infinito. Un altro esempio che mi viene da fare è quello della statua di Pasquino; chi non è di Roma sicuramente non conoscerà l'usanza che si aveva nel tardo Medioevo, nella Roma papale, di apporre, da parte del popolo, su questa statua dei biglietti per comunicare agli altri disagi, impressioni, opinioni che altrimenti sarebbero state oscurate od ignorate dal potere temporale, che invece, in questo modo, veniva costantemente messo al corrente dei malumori che correvano per le strade, e anche, perché no, di soddisfazioni ottenute. Analogamente "La Goccia" sarà una rubrica aperta in cui tutti potranno intervenire in tempo reale e le vostre considerazioni potranno far riflettere chi di dovere o più semplicemente chi sarà interessato, o più modestamente servirà soprattutto a coloro che interverranno, misurandosi ognuno con l'altrui pensiero e rivalutando magari delle posizioni che sembravano invece ormai acquisite. Prima di partire un'ultima preghiera: per far sì che questo avvenga necessariamente dovremmo adottare delle regole che vi elenco qui di seguito:
N.B. I messaggi che contravverranno le
suddette regole verranno prontamente rimossi dallo staff di AcquaPortal. La Goccia 1. In che modo
potremo condizionare le scelte aziendali di una casa produttrice e sarebbe
giusto che queste abbiano un'etica da dichiarare e conseguentemente
rispettare? (secondo me sì e potremo fare questo semplicemente
informandoci sulla validità dei loro prodotti prima di acquistarli e
sulla loro filosofia di vendita) Conclusione |
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Sergio (info@gaol.it) |
Ciao Costantino, credo di essere il primo a scrivere su la goccia. Secondo il mio parere la risposta a tutte le tue domande e' una sola: INFORMAZIONE. In che modo possiamo condizionare le scelte di una casa produttrice? Con l'informazione, un acquariofilo informato sa quali prodotti scegliere, tanti acquariofili che sanno quali prodotti scegliere condizionano eccome le scelte di una casa produttrice. Qual'e' il giusto ruolo di un negoziante? Quello che oltre a vendere (tutti devono campare e chi ha un'attività non può fare beneficenza) aiuta l'acquirente a raggiungere una maturità acquariofila, anche lui quindi fa informazione. L'editoria? DEVE fare informazione, e come giustamente dici tu deve produrla in proprio, c'e' tanta sete di sapere in giro... Le associazioni? Beh, sono associazioni culturali cosa dovrebbero fare se non informazione? E il singolo? Anche qui rispondi tu, ha il dovere di informare gli altri tramite passaparola. Per portare avanti l'acquariofilia italiana si deve creare una cultura acquariofila italiana, e come se non tramite l'informazione si può creare questa cultura? Ne avrebbero tutti da trarre benefici, dai negozianti alle aziende agli acquariofili stessi. 'iao Sergio |
| Walter
(alias waltanto) Data commento: 07/11/2002 11.35.17 |
Ciao,
mi chiamo Walter e possiedo un piccolo acquario solo da 3 anni, ed
innanzitutto vorrei fare i complimenti per questa nuova iniziativa che AP
ha lanciato con l’uscita del nuovo portale. Come già detto sono un
neofita, per cui personalmente non mi sono accorto del “grave momento di
empasse” che accennava Costantino nell’introduzione, ma solamente
perché ho una conoscenza storica molto breve, di questo hobby/passione,
anche se a dire il vero mi sembra invece che perfino i grossi centri
commerciali abbiano fiutato, nell’acquariofilia, un nuovo campo di
guadagno, visto che fino ad un paio d’anni fa non si vedevano acquari
sui loro scaffali e nelle loro brochure delle offerte. Anzi, se devo
essere sincero, quello che ho scoperto dietro al vetro della mia vasca non
è solo un settore di marketing, ma bensì un vero e proprio mondo
parallelo, fatto di termini strani e formule chimiche. Quando mi capita di
parlare in compagnia con degli altri appassionati di acquari, coloro che
non possiedono un acquario ti guardano in maniera strana, come se venissi
da un altro pianeta !! Cmq, tornando agli spunti di riflessione lasciati
da Costantino e l’intervento di Sergio (Gaol), concordo pienamente sul
discorso INFORMAZIONE, che sta alla base di tutto, non solo nell’ambito
acquariofilo. Dal mio punto di vista, scelgo un negoziante in base alla
sua conoscenza e disponibilità, anche se non deve essere una regola che
maggiore conoscenza sia direttamente proporzionale ai suoi prezzi.
L’editoria arricchisce culturalmente, ma nonostante tutto non è facile
stimolare una grande massa di persone, perché ci si divide in due
categorie, la prima formata da coloro che hanno una piccola vaschetta e
non interessano argomenti complicati di chimica o schede su pesci che
neanche troveranno in negozio, mentre una seconda dove sono oramai saturi
dei soliti articoli “fritti e rifritti”. Concludendo, vorrei
sottolineare che grazie ad internet (sia con AP che con altri siti) la
gente inizia a farsi un’idea più completa di questo hobby. Il problema
però purtroppo sta alla radice, cioè quando uno compra il suo primo
acquario. Se mi permettete, vorrei riportare uno scambio di battute, avuto
via email con un amico acquariofilo: ….. è un po’ come comprare un
acquario:uno lo vede … gli piace …. Spende 100 euro …lo porta a casa
… pensa di buttar dentro un po’ d’acqua ….programmare le luci e
…..ZAC: Fregato !!!!! Scoprirà poi che dovrà leggersi il “Trattato
dell’acqua: dalla preistoria ai nostri giorni”. Analizzare i più
piccoli frammenti di alghe, presenti sui vetri, per scoprire poi che ha
sbagliato il fotoperiodo (che fino a qualche giorno prima, se l’avesse
sentito nominare, avrebbe pensato ad una nuova tecnica di sviluppo
fotografico !!). Decifrare ogni comportamento dei pesci, da come mangiano
a come cagano. E, dulcis in fundo, scoprire che i 100 euro erano un’esca
per spendere successivamente una marea di soldi in test, mangimi, neon,
pesci, piante e medicinali, il tutto sottolineato dalla propria moglie che
l’accusa di distacco fisico e mentale dalla vita famigliare, visto che
lo scopre di notte ad osservare i pesci con la pila, per sapere in che
posizione dormono (chi di noi non l’ha fatto !!!). Grazie e Buon Lavoro
Walter |
| Marina
(Byte sul forum) Data commento: 07/11/2002 15.54.56 |
Ciao
Costantino, e un saluto a tutti, io invece sono Marina, byte per gli amici
di AP, non mi considero una neofita ma.... molto molto meno, purtroppo ho
ancora tanto da imparare. Dal mio modesto punto di vista quello che hanno
scritto precedentemente sia Walter che Sergio è giustissimo,
l'informazione è fondamentale. Ritengo comunque che lo scambio di
opinioni, economicamente disinteressato, sia ancora più importante, quel
poco che ho imparato sull' acquariofilia lo devo a AP e alle
"grandi" persone che partecipano al forum. Per quanto mi
riguarda ogni volta che leggo un post vedo una "goccia"!!!!
Concludo ringraziando te ed AP per tutte le gocce che riuscite a
generare!!!!!! ciao Byte |
| Paolo
Frani Data commento: 08/11/2002 21.42.43 |
Bene,
sono felice di questa nuova rubrica così profonda e impegnata e dove
ognuno, dal più interessato al neofita, possa esprimere un parere proprio
di fronte a una giuria di livello nazionale. L'informazione è alla base
del nostro hobby, pretendere di costruire un habitat ristretto fra cinque
pareti di vetro, vederlo funzionare al meglio, ospitare le più svariate
specie di pesci non è fattibile senza l'informazione passata da chi ha
studiato e esaminato animali e biotopi con rigore scientifico e grande
senso di rispetto per la natura...Ciò che colpisce del nostro hobby è
che ci si avvicina per caso, si vede un acquario, da qualche parte e non
si conosce niente di valori dell'acqua, di dimorfismi vari e patologie
assortite. Lo si compra. In un negozio di acquari o in un centro
commerciale. Ovviamente se l'acquisto viene effettuato in un negozio
specializzato avremo l'assistenza più o meno preparata del venditore, che
se sarà negoziante corretto ci consiglierà di acquistare un trattato
generale sull'acquariofilia prima di impegnarci in questo hobby, senza
divulgarsi in estenuanti spiegazioni, incomprensibili ad un neofita e che
costringono la gente che con noi vuole servirsi in questo negozio a lunghe
e snervanti attese. A questo punto troviamo un primo bivio, fidarci del
negoziante e acquistare il libro, oppure comprare la vasca confidando che
in seguito riceveremo i consigli direttamente da amici o altri negozianti,
visto che questo voleva spilarci quattrini... Da questa decisione il
nostro futuro di acquariofili potrà essere felice e interessato oppure
durare pochi mesi prima di ripore la vasca in cantina. A volte è proprio
la poca informazione con la quale approdiamo al nostro hobby a darci le
delusioni maggiori...Poi ci si lamenta che i pesci che i negozianti
propongono sono sempre gli stessi, ram,scalari,neon,pulcher,corydoras,ancistrus
e discus. Nonché pecilidi. Una mattina passata in negozio con un amico
negoziante svelerà questo mistero, la gente è riluttante verso ciò che
non conosce. Già, strano vero? "Quello cos'è? Un ciclide nano di
recente scoperta? No..grazie,non lo conosco...preferisco ancora i miei
ram...poi magari non accetta le solite scaglie e il granulare e io non
voglio darmi tormento cercando di fare schiudere quattro uova di artemia o
sciogliendo mezzo grammo di chironomus congelato"...E la colpa è del
negoziante? Purtroppo l'acquariofilia impegnata in Italia è ancora in
fase di rodaggio, la maggior parte della gente si accontenta dei guppi o
del pulcher, ha paura delle novità...Pensa di non potersene occupare al
meglio, oppure non ne ha voglia. Le riviste del settore non mancano, le
notizie divulgate da queste testate sono soddisfacenti e ben si adattano
ai neofiti. Per l'esperto ci sono altre testate che cominciano dove
finiscono quelle per L'acquariofilo medio. Come la nostra Hydra. Il tempo
aggiusta tutto, la qualità dei negozianti è in netto aumento, quello che
manca ora è solo una cosa... Noi acquariofili, vogliamo fermarci alle
solite scelte o provare ad andare avanti dando contributo allo sviluppo di
questo hobby da noi tanto amato? Anche questa domanda influisce sullo
sviluppo di ciò che noi cerchiamo, maggiore informazione, maggiore
divulgazione, maggiore qualità. Ciao Paolo Frani |
| Stefano
Caproni (Capro) (s.caproni@tin.it) Data commento: 08/11/2002 22.53.28 |
1.
In che modo potremo condizionare le scelte aziendali di una casa
produttrice e sarebbe giusto che queste abbiano un'etica da dichiarare e
conseguentemente rispettare Ciao Costantino, prima di tutto un abbraccio
da parte di chi ti stima e apprezza il tuo lavoro. Vengo al sodo. Non sono
un grande estimatore delle case produttrici e ritengo che l’attuale
livello di qualità di offerta di prodotti acquariofili sia molto scarso
(perdonatemi la presunzione, ma io i prodotti li uso, li pago, e se mi va
li critico). Credo anche che secondo una legge di mercato abbastanza
consolidata i prodotti proposti sul mercato siano quelli che richiedono i
consumatori finali. E sono proprio i consumatori finali che devono (e lo
possono fare, sono l’anello forte della catena insieme ai negozianti)
condizionare le scelte aziendali. La risposta sembra semplice o meglio lo
è, acquistando solo prodotti di qualità possiamo condizionare le scelte
delle aziende nella distribuzione di prodotti migliori. Ma c’è un punto
oscuro che ormai mi trascino nella mente da tempo, quanti sono gli utenti
finali in grado di poter condizionare le scelte di una casa produttrice?
Pochissimi. E la colpa di chi è? Qua si rischia di sfiorare la polemica,
quindi mi fermo con questo interrogativo. Sono d’accordo sul fatto che
le case debbano avere un etica ben precisa (qua si parla di animali vivi e
quindi la cosa mi sembra assolutamente normale, al contrario mi chiedo
perché ancora nessuna ditta abbia centrato la sua “politica” di
produzione e vendita sul REALE benessere degli animali, chi mi dice che lo
stanno facendo è “Pinocchio”). 2. Qual è oggi il giusto ruolo di un
negoziante di acquariofilia, deve essere una persona responsabile e
preparata, oppure, più semplicemente, deve essere quello che pratica i
prezzi più bassi? Cosa ci interessa ottenere da questa categoria Alla
prima domanda non rispondo neppure, la risposta mi sembra ovvia, parliamo
di esseri viventi che sono tutelati da precise normative, il negoziante
serio DEVE essere preparato e competente, chi vende animali NON può
essere una persona qualunque e improvvisata. Infatti mi pare che i
negozianti più seri che ci siano in circolazione siano proprio persone
che hanno cominciato con la passione dell’acquario in casa, ci vuole
passione nel lavoro, a maggior ragione quando si tengono animali in
cattività. Da un negoziante mi aspetto professionalità e sensibilità,
sia nei confronti degli animali che nei confronti del cliente, il
negoziante deve guidare le persone non tanto alla sola e pura
installazione di una vasca, ma anche verso un percorso che porti alla
comprensione del rispetto nei confronti della natura e degli esseri
viventi, ed i negozianti hanno un arma incredibile, possono far toccare
con mano la passione che c’è dietro una nuvoletta di scalari con i
genitori. Pochi negozianti sfruttano questa possibilità, o meglio molti
negozianti non ne sentono la necessità (a buon inteditore……………).
Parliamoci chiaro, il negoziante acquariofilo NON è un commerciante
qualunque, vende esseri viventi. 3. Quali notizie ci mancano e vorremmo
che ci fossero fornite dall'editoria specializzata? Una rivista, come
tutti i media, non dovrebbe avere l'obbligo di produrre in proprio la
maggior parte del materiale pubblicato? L’editoria del settore dovrebbe
cercare di fare perno in modo più massiccio sulla diffusione di quella
cultura acquariofila che ormai manca. E’ perfettamente inutile fare un
trattato sulla fotosintesi clorofilliana quando il 90% degli acquariofili
NON sa perché cambia l’acqua nella propria vasca. Quegli articoli
specializzati sono per forza di cose recepiti solo da chi comunque
possiede già una certa cultura acquariofila, chi non sa non sapeva prima
e non sa dopo aver letto le riviste specializzate. Quanti articoli avete
visto nelle riviste specializzate inerenti le problematiche
sull’inquinamento dei corsi d’acqua, sulle problematiche inerenti
l’impoverimento di certe specie ormai ridotte a polli di allevamento
nelle nostre vasche? Quante critiche ad aziende e prodotti? Qualche
rivista sta provando a fare qualcosa proprio nell’ambito di temi ancora
poco trattati, che spazino dall’allevamento di un pesce alla conoscenza
dei suoi luoghi di origine o la riscoperta di ecosistemi che sono davanti
ai nostri occhi tutti i giorni. Spero sia solo l’inizio. L’editoria
acquariofila Italiana mi sembra un patrimonio in via di impoverimento,
poche idee e confuse, mentre sfuggono i clienti più importanti cioè chi
non ha cultura acquariofila e di rispetto per la natura e magari la sta
cercando. Non compro più riviste da mesi, ormai gli argomenti si ripetono
e sono spesso copiature o traduzioni, ma cosa più importante di tutte non
mi regalano più emozioni particolari. 4. Di cosa si dovrebbero realmente
occupare le associazioni acquariofile e quale dovrebbe essere il loro
obiettivo principe? Non sarebbe il caso di regolamentare la loro posizione
sociale, di stilare un elenco almeno di quelle legalmente riconosciute
Faccio parte da alcuni anni di AFAE, Associazione Ferrarese di
acquariofilia, un’associazione ONLUS di volontariato. Cosa c’entra il
volontariato con i pesci? Regaliamo forse gli acquari ai bambini poveri?
No, anche se ci piacerebbe farlo. Cerchiamo semplicemente di regalare
emozioni, di trasmettere alla gente comune l’amore ed il rispetto per la
natura e per tutti gli esseri viventi, i pesci in particolare. Cerchiamo
di sensibilizzare le persone, e di accoglierle nella nostra associazione
in modo da poter scambiare esperienze ed emozioni. Credo che di questo si
debbano occupare tutte le associazioni acquariofile, che dovrebbero a mio
avviso venire riconosciute per l’opera che fanno, un’associazione con
degli scopi ben precisi non è e non deve essere solo un gruppo di amici,
deve avere un obiettivo e credo che debba essere riconosciuta questa
propensione alla diffusione di una certa cultura specialmente per chi lo
fa come opera di volontariato. Purtroppo portare avanti una associazione
di volontariato, che deve per forza di cose creare iniziative per
coinvolgere la gente, costa risorse umane e non solo, e posso dire con
grande rammarico che spesso queste risorse sono difficilmente
raggiungibili. Inoltre posso dire per esperienza diretta che la gente non
va nelle associazioni, parlo soprattutto delle vecchie generazioni, che
sembra non abbiano bisogno di ampliare la propria visuale del concetto di
acquariofilia, spesso molto superficiale e legato solamente al valore che
ha la vasca esposta nel salotto di casa, i giovani sembrano più reattivi,
e cominciano ad affrontare il problema con più serietà. Comincio a
vedere sempre più spesso giovani che si informano, e questo non può far
altro che migliorare il futuro dell’acquariofilia. Il mio povero nonno
andava a pescare in bicicletta tutte le mattine, e portava a casa ogni
tipo di pesce, senza curarsi di nulla, era tutta roba buona da mangiare,
essendo pescatore sportivo (pratico il Catch and Release da anni) mi sto
accorgendo che sempre più giovani cominciano a rispettare la natura e
l’ambiente. La stessa cosa posso dirla per l’acquariofilia, i giovani
cominciano a preoccuparsi dei piccoli ospiti delle loro vasche e non solo
del costo della vasca. Questa (in collaborazione con ditte del settore e
con i negozianti) potrebbe essere una svolta. Non lasciamocela sfuggire.
5. Cosa può fare l'iniziativa del singolo dinanzi a queste apparentemente
enormi problematiche da affrontare? L’iniziativa del singolo diventa il
movimento di tutti. E’ importantissima. Purtroppo ritengo che siano
pochissime le persone che si rendano conto di cosa significhi avere un
acquario e ricreare un piccolo mondo sommerso. Che effetto avrebbe una
pubblicità pesante sui mass media che recitasse questa frase? “…..i
piccoli abitanti del vostro acquario non possono parlare…………..vi
immaginate cosa vi direbbero se avessero il dono della parola?…….”.
Pubblicità pesante dicevo, come quella che si sta facendo per la
sicurezza stradale. I pesci valgono forse meno di noi? L’informazione è
tutto, ma le persone che vengono a contatto con chi fa informazione sono
poche, anche perché molte non ci sentono e non vogliono sentirci. E
questo mi rattrista molto. Perché una persona che compra un pesce non è
obbligata a sapere cosa sta portando a casa? Sto esagerando? Forse si, ma
ci tengo ai miei piccoli amici, e pensando a quanti pesci soffrano e
muoiano nelle vasche della gente credo che il fatto che dobbiamo fare il
possibile sia scontato. Ma che futuro c’è per i poveri pesciolini in un
paese dove ancora si allevano cani destinati alla vivisezione? E’ una
battaglia dura, molto dura. |
| Renato
Zamboni (renazam) (renazam@infinito.it) Data commento: 09/11/2002 12.27.02 |
Per
prima cosa un caro saluto a tutti e un grazie di cuore per aver dato vita
a questa iniziativa che mi sembra un ottima cosa. Da alcuni mesi ho
sostituito Costantino come esperto su AP sezione acqua dolce. Rispondendo
alle varie domande che mi arrivano ho potuto notare che i giovani, che si
avvicinano per la prima volta all'allestimento di un acquario e al
mantenimento dei pesci nello stesso, hanno bisogno di sapere cosa fare
prima di iniziare. Questo per me e' molto importante in quanto dimostra
che inizia ad esserci una certa sensibilità e il rispetto verso gli
animali che ospiteranno. Sono diversi decenni ormai che lotto per far
capire che rispettare la natura i gli animali alla fine vuol dire
rispettare anche noi stessi. Questo lavoro di sensibilizzazione deve
essere fatto in primis nelle scuole, e' li infatti che si formano gli
uomini e le donne del domani. Le associazioni in questa opera di
sensibilizzazione ed educazione potrebbero giocare un ruolo molto
importante offrendo spunti ed iniziative al corpo dei docenti interessati
a portare avanti il discorso. Ho avuto l'occasione di guidare diverse
classi di alunni di scuole elementari nelle visite all'Equatorium, una
sala espositiva permanente di acquari biotopo, gestita dall'Associazione
Ferrarese d'Acquariofilia. Posso assicurarvi che dopo i primi attimi di
caos sono sempre riuscito a catturare l'attenzione dei piccoli visitatori
che mi hanno subissato di domande. Questa è sicuramente la strada da
seguire, anche le riviste specializzate dovrebbero fare inserti rivolti ai
più piccoli per incuriosirli ed avvicinarli al nostro hobby.
Personalmente credo che si sia sempre fatto molto poco per educare al
rispetto della natura e di tutti gli esseri viventi. Per il resto concordo
perfettamente con quanto ha scritto Stefano. Spero che questa iniziativa
prenda piede perché reputo molto importante dibattere su questi problemi
per cercare di risolverli nel miglior modo possibile. |
| Massimo
Giraldi Data commento: 15/11/2002 11.17.29 |
Ciao
Costantino, un salutone doveroso e un era ora! Avere la possibilità di
esprimere la propria opinione in merito a come si considera un hobby, non
è cosa da poco, questo può sicuramente motivare chi opera nel settore,
nel cercare diverse strategie mirate, al miglioramento dello stesso.
Bisogna prima di tutto chiarire una situazione esistente e certa, ovvero:
le ditte, i negozianti e le riviste, operano in modo commerciale, vendono,
ma gli hobbisti, sono clienti, cioè persone che comprano e spendono, le
associazioni sono un gruppo di appassionati, che socializzando si
riuniscono per esternare ad altri la propria passione, unendo sforzi sia
umani che economici, senza ritorni di nessun tipo!!!!, per motivare altri
a scoprire una passione che ci accomuna, e allora tanti appassionati che
si scambiano belle esperienze in acquariofilia e perché no, anche umane,
che comprano nuovi acquari e riviste, e tutto torna. Magari fosse cosi, la
realtà oggi esistente è solo il frutto di politiche percorse negli anni
dei nostri manager e operatori del settore, e non sembra rosea, ma
descritta in modo drammatico e allo stato attuale, irreversibile, ed è
anche chiaro il concetto per le ditte che se non fai cassetto, chi comanda
ha sbagliato!!, e per gli hobbisti, che se si mette l'acquario in cantina,
il tutto non funziona. Che cosa io mi auguro, proverò a descriverlo,
sperando di essere chiaro! partendo dall'ultimo, cioè il consumatore,
esso è colui che acquista la merce, al giusto prezzo e nel pieno rispetto
della regolamentazione delle normative vigenti, deve essere in grado di
scegliere sulla base di informazioni chiare e dettagliate, che cosa
acquistare e dove. In dettaglio, per portare un banale esempio, prendiamo
il prosciutto, ne esistono di vari prezzi e qualità, sta a noi scegliere
che cosa acquistare e dove, sulla base di informazioni che ci vengono
fornite dal mercato, mentre in acquariofilia oggi non è cosi!, si
acquistano prodotti con una qualità spesso, a noi poco nota, ed animali
dall'incerto standard qualitativo di allevamento. Ora sottolineo un'altra
grossa grossa lacuna, per aprire un negozio di vendita di animali è
sufficiente compilare una normalissima modulistica, mentre l'art. 727, o
maltrattamento degli animali è penale!, un buco enorme che deve essere
colmato, in che modo?? unendo gli sforzi delle ditte, nei negozianti,
delle riviste e delle associazioni, cercando in rapporto di collaborazione
con gli enti pubblici, mettendo a punto dei progetti concreti al fine di
ottenere un miglioramento per tutti. Le ditte vendono prodotti ed animali,
di diverse qualità al giusto prezzo, traendone il giusto profitto, noi
acquisteremo da un rivenditore professionalmente preparato e rispettoso
delle normative vigenti, avremo cosi maggior soddisfazioni nell'allevare
pesci e piante, creare habitat diversi e meravigliosi, emozioni vissute
giornalmente, da esternare ad altri invogliandoli alla nostra passione e
la macchina si rimette in moto. Questa è la prima possibilità, la
seconda sta nel fatto che le associazioni si dovrebbero unire, portando
avanti la cultura della conoscenza della passione acquariofila, in mezzo
alla gente e soprattutto nei giovani, futuro della nostra società, ma
anche la cultura del benessere animale, pretendendo il loro rispetto,
motivando eventualmente gli enti pubblici ad intervenire per accertare che
vengano rispettate le normative vigenti, perché tutti dobbiamo rispettare
le leggi, ma pretendere anche che siano rispettate. Ora ho terminato, e
quello che il futuro ci riserva è difficile da dire, e speriamo che sia
positivo per tutti, è un augurio. |
| Vega (ukc@libero.it) Data commento: 16/11/2002 18.55.02 |
Anche
io nel mio piccolo(dato che sono un principiante) vorrei dire la mia.
Prima di entrare a far parte del mondo degli acquariofili vedevo l'acquario
solo ed esclusivamente come un oggetto adibito al contenimento di pesci e
piante.Acquistato il primo acquario e poi il secondo devo dire che il mio
punto di vista è radicalmente cambiato. Non pensavo bisognasse essere così
accorti nei valori dell'acqua,nella scelte delle piante e nella scelta dei
vari pesci da inserire e far convivere facilmente tra loro. Di strada ne
ho ancora molta da fare ma quel poco che ho imparato è grazie ai libri,il
forum di questo sito e il negoziante da cui mi rifornisco. Dal mio punto
di vista la prosecuzione di questo hobby da parte di un principiante è in
una certa misura legata all'esperienza e alla professionalità del
negoziante di " fiducia".E' inutile praticare i prezzi bassi ma
non saper consigliare con le dovute conoscenze una persona che si avvicina
per la prima volta a questo fantastico mondo,rischiando che questa persona
davanti alle prime difficoltà si scoraggi e abbandoni il tutto. Grazie ad
AP e a te per l'opportunità dataci. Ciao Mauro |
| Giovanni
Gardini (jo65hn@libero.it) Data commento: 05/12/2002 15.13.33 |
Ciao
Costantino, sono Giovanni Gardini (Aquaria Firenze), mi congratulo
innanzitutto con l'idea che hai avuto di offrire un ulteriore spazio di
dibattito su Hydra e su Acquaportal per confrontarci su problemi che non
riguardano solo noi negozianti ma direttamente o indirettamente tutto il
settore acquariofilo. ho letto che consigli di commentare un unico
argomento a scelta, ci proverò anche se essendo tutti gli argomenti
proposti interessanti, mi sarà difficile rispettarlo, spero che mi
perdonerai. Come dici tu, l'acquariologia o meglio la diffusone degli
acquari in Italia negli ultimi anni sta subendo una stasi preoccupante; è
inutile fare confronti con l'estero, ci sarebbe da mettersi le mani nei
capelli, soprattutto per la presenza dell'acquario in moltissime abitazioni
europee tanto da avere adesso una crisi al contrario cioè di saturazione
del mercato. Mi fa piacere avere letto l'editoriale di Melandri in cui si
parla del ruolo che Hydra cercherà di svolgere per reintrodurre l'acquario
nelle case degli italiani; ho comunque molti dubbi su ciò che circonda la
nostra passione. Siamo entrambi consapevoli, caro Costantino,che la
categoria dei negozianti di acquariologia è a tutt'oggi , anche se con
dei miglioramenti lievi negli ultimi tempi, molto impreparata, pronta a
cercare il guadagno subito affibbiando un pesce non adatta ad un certo
tipo di acquario o un accessorio costoso ma assolutamente ininfluente
nella vita dell'acquario. Non so come mai (o forse faccio finta di non
sapere) in Italia non si arrivi a fare una legge che impedisca l'apertura
di un negozio con vendita di animali vivi a commercianti improvvisati e
impreparati introducendo un esame da superare, stile Inghilterra, o un
corso con frequenza obbligatoria: E' ignobile l'uccisione di tanti animali
e non parlo solo di pesci da parte e per colpa di chi in teoria dovrebbe
nutrire amore verso di loro e dovrebbe prodigarsi nel cercare di creare un
habitat più consono possibile alle loro esigenze. Senza questo punto di
partenza penso che non possiamo certo essere in primi a criticare il
cliente a cui poco o nulla importa dei propri animali preferendo vederli
morire e poi ricomprarli, per vederli semmai morire di nuovo, piuttosto
che cercare di curarli. Partendo da una classe di negozianti preparati e
appassionati si può andare molto lontano e forse risolvere molti degli
altri quesiti che hai posto e cioè fare forza sulle aziende in modo tale
che presentino i loro prodotti secondo un codice etico deontologico, una
maggiore diffusione dell'editoria di qualità,un aiuto e uno stimolo ad
una maggiore attività delle varie associazioni locali. Cari saluti
Giovanni Gardini |
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SEX AND THE TANK Dicembre 2002 SEX AND THE TANK Dicembre 2002 SEX AND THE TANK Dicembre 2002 SEX AND THE TANK Dicembre 2002 SEX AND THE TANK Dicembre 2002 SEX AND THE TANK Dicembre 2002 SEX AND THE TANK Dicembre 2002 SEX AND THE TANK Dicembre 2002 SEX AND THE TANK Dicembre 2002 SEX AND THE TANK Dicembre 2002
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Prefazione Molti di voi mi hanno scritto rendendomi noto che seppur interessati agli argomenti da me proposti la volta scorsa, proprio non se la sono sentita di esprimere le proprie idee e vederle affiancate ad alcuni “nomi altisonanti” per paura di fare una brutta figura… Niente di più sbagliato! Vi rinnovo l’invito, ricordandovi che questa rubrica non è una specie di compito in classe in cui primeggiare, quanto piuttosto un’assemblea durante un periodo di autogestione! :-) Non c’è, e non ci sarà, mai nessuno che vi giudicherà, semmai, invece, ci saranno molti che impareranno molte cose da voi, mi riferisco per esempio alle aziende del settore, che potranno mettere a frutto ogni vostra singola parola per cogliere critiche, consensi, oppure venire a conoscenza delle vostre esigenze, pensando magari in seguito a commercializzare dei prodotti che possano soddisfarle. Quindi non fate più i timidoni e sparatene quante più ne potete! :-) Vi ricordo sempre che:
N.B. I messaggi che contravverranno le suddette regole verranno prontamente rimossi dallo staff di AcquaPortal. Facciamo cadere La Goccia ora!.. Beh, l’avrete capito, sarà che l’altra volta sono stato troppo serio, sarà l’aria di Natale, sarà che in un certo qual modo ho capito il senso di disagio che avete provato l’altra volta, che questa mi sono volutamente cercato un argomento “frivolo, ma non troppo”! J Così, parafrasando il titolo di un celebre format televisivo americano questa volta vorrei parlare di “sesso… nella vasca”!!! Già! Cosa avviene nelle vostre vasche? In fondo, noi acquariofili, siamo tutti un po’ voyeur, siamo i guardoni dei pesci!!! Forse mi starete prendendo per pazzo, in effetti… Vediamo se riesco a farmi capire facendovi delle domande, a cui, giurin giurello, mi prometterete che cercherete di rispondere:
Conclusione Capito l’argomento? Sembra frivolo, ma
non lo è affatto! In compenso credo che tutti possiate facilmente
rispondere e raccontare, in questo modo, come vivete questa insana
passione per l’acquario! Credo che questo sarà utile per tutti, e
potrà essere un ulteriore stimolo a provare con qualcosa di nuovo! Costantino Orlandi |
| Sergio
(info@gaol.it) Data commento: 13/12/2002 0.17.30 |
E
dai che ci riprovo con la goccia! :-) Cosa vi interessa di più in un
acquario, l’aspetto estetico o il comportamento dei pesci? Sicuramente
il comportamento dei pesci, a livello estetico i miei acquari sono delle
vere schifezze, non sarei mai capace di fare un acquario ADA mi manca il
gusto artistico. Invece i pesci mi affascinano, così come i coralli e il
mio vero "amore" i cavallucci marini Quanto tempo dedicate
quotidianamente alla contemplazione dell’acquario? A volte anche troppo,
me ne accorgo al mattino quando mi tocca svegliarmi. Sono uno di quelli che
possono passare ore ad osservare un pesce che resta immobile solo per
capire se resta fermo lì perché sono io a spaventarlo o perche' sta
aspettando di trovare del cibo o magari perché qualche altro inquilino lo
disturba. Credo che per un acquariofilo non ci sia niente di più bello
che osservare i pesci, soprattutto se ci siamo avvicinati almeno un
infinitesimo (di più non possiamo sperare) a quello che e' il loro
biotopo naturale e magari rivedere in acquario un comportamento che hanno
anche in natura, io credo che questo sia il massimo dell'acquariofilia. Vi
è mai capitato di assistere a qualche riproduzione? Sono circa 30 anni che
ho acquari e di riproduzioni ne ho viste parecchie, molte volte ho fatto
il "guardone" sia nel momento della fecondazione che nel momento
del parto. E' sempre una bellissima esperienza, ancora adesso non mi
stanco di vedere nemmeno le riproduzioni dei Guppy. A chi vi rivolgete per
ricevere consigli sull’eventuale accrescimento degli avannotti? In
genere quando acquisto un pesce, qualsiasi pesce, mi documento prima e al
momento fatidico sono già, almeno teoricamente, pronto. Libri, riviste,
negozi, articoli su internet e soprattutto altri appassionati. Ho da pochi
giorni i miei primi cavallucci ma da tempo sono iscritto ad una mailing
list americana a loro dedicata. Io credo che sia una strada naturale da
seguire, prima informarsi su tutto, poi scambiare opinioni con altri
appassionati, siano essi semplici hobbysti o negozianti e poi tentare la
riproduzione, così se al momento dell'accrescimento si dovessero avere
dei problemi, si saprebbe immediatamente a chi rivolgersi. Secondo voi
“riprodurre pesci” è una sfida con se stessi, oppure si tratta solo
di osservare la Natura? Io la vedo come una soddisfazione personale, sono
convinto che se i miei pesci si riproducono, nel mio piccolo ho garantito
loro le migliori condizioni di vita in cattività. Avete aneddoti o dritte
particolari da dare, raccolte in base alle vostre esperienze? Io mi sento
solamente di consigliare di leggere molto, tutto il possibile e magari
iscriversi a una qualche mailing list o partecipare a qualche forum di
appassionati. La lettura e lo scambio di esperienze sono alla base di
questo (come credo di tutti gli altri) hobby. Ah, e a costo di farsi 200
km. trovare un negoziante valido. 'iao Sergio |
| giorgio
(giorgio.vanzani@gaol.it) Data commento: 15/12/2002 11.37.04 |
Certamente
per un acquariofilo appassionato il comportamento dei pesci è la cosa più
interessante. Vedete, dissi un giorno alle due mie figlie,quello è un
pesce territoriale, guardate come difende quel suo piccolo
territorio:questi invece stanno tutti sempre in gruppo, vanno vengono,
girano insieme; questi mi tengono l'acquario abbastanza pulito, mangiano
le alghe sia sui vetri che sulle foglie......così poco a poco anche le
due figlie tutti i giorni si soffermavano qualche minuto davanti a quei
novanta litri di acqua pieni di vita. Eh! Si, non posso far altro che
soffermarmi parecchi minuti durante una giornata davanti al mio acquario,
oggi diventato di 240 litri,"devo vedere" se tutto è a posto,
se i pesci nuotano bene e se non c'è qualche brutto sintomo nel loro
comportamento. Certamente guardo anche il lato estetico. Un acquario pieno
di belle e sane piante messe bene, insomma curato bene nel suo insieme
oltre che allettare la mia vista può invogliare gli invitati, amici o
conoscenti, a interessarsi e a loro volta diventare acquariofili, nella
mia cerchia di amici è già successo. Papà, papà, sentii gridare un
giorno,vieni a vedere,e insieme guardammo una coppia di scalari la cui
femmina stava depositando le uova su una foglia e dietro il maschio che
le fecondava. Non ci stancavamo di guardare, a turno i neo-genitori
ossigenarle con il movimento delle pinne. mentre l'altro era all'erta per
un,eventuale invasore del territorio intorno.Dopo qualche giorno vidi una
delle figlie piangere, credeva che i genitori stessero mangiando i figli,
le dovetti spiegare che se stava bene attenta era il contrario; prendevano
in bocca gli avannotti che si staccavano dalla foglia per poi risputarli
sulla foglia stessa.....per averli tutti sott'occhio.Rinfrancata e felice.
Quelle rare volte che ho delle nascite, cerco di trovare un argomento
sulle riviste o libri per trovare il modo migliore per fare crescere gli
avannotti sopratutto per avere un'infarinatura per poi approfondire
l'argomento col mio commerciante di fiducia e cerco anche di parlare con i
soci acquariofili.Più informazioni si hanno meglio è. Riprodurre pesci
è, secondo me, sia una sfida con me stesso, sia osservare la natura. La
sfida è creare le condizioni in una "vasca" dove la natura
possa avere il suo decorso normale per poter ricreare nuove vite potendola
osservare.Dritte o aneddoti non ne ho poiché nei tanti anni che sono
acquariofilo ho sempre lasciato fare alla natura. Avrei un consiglio: se
non avete pazienza, se non avete passione, se non avete curiosità nel
senso di informarvi il più possibile, se non avete amore(anche) per la
natura,è inutile incominciare questo magnifico e interessante hobby dell'acquariofilia
perché vi arrendereste alle prime difficoltà. ciao, Giorgio. |
| Gina Data commento: 15/12/2002 16.34.21 |
Ciao
Costantino. Io a volte fisso a tal punto l'acquario che vado in trance ;-)
Cosa dire, secondo me, osservare l'acquario significa poter osservare un
pezzo di natura, è anche vero però, che se l'acquario si trova in casa o
in salotto, spesso è per dimostrare a noi stessi di essere capaci a
gestire qualcosa che è al di fuori di un contesto familiare e quindi in
un certo qual modo diventa anche una sfida con se stessi. Detto questo,
posso dirti che ancora non ho assistito a riproduzioni, ma spero che con
il tempo e con un po' di esperienza in più di poterci provare. Per ora i
miei consigli sono carpiti da questo sito e soprattutto dal forum, anche
perché ho iniziato questo hobby non nel migliore dei modi e cioè
comprando l'acquario in un centro commerciale... Ho pensato che fosse
tutto semplice, invece, quando ho avuto l'occasione di conoscere
AcquaPortal, mi sono accorta che avevo molta strada da fare. Mi piacerebbe
avere un negoziante bravo nella mia zona, ma purtroppo così non è... Le
poche volte che mi sono confrontata con i proprietari dei due negozi del
mio paese, mi sono accorta che spesso sapevo più io di loro... Mah,
speriamo che questa rubrica possa servire a far migliorare tutto il
settore. Ciao! |
| William
(williamradice@virgilio.it) Data commento: 15/12/2002 21.50.06 |
>>>Cosa
vi interessa di più in un acquario, l’aspetto estetico o il
comportamento dei pesci? Penso che in un acquario bisogna trovare un
compromesso tra il comportamento dei pesci e l'estetica della vasca. A mio
parere non bisogna esasperare ne uno ne l'altro, ovvero non bisogna curare
solo l'estetica mettendo magari a disagio i pesci ma allo stesso tempo se
dovessimo guardare solo il punto di vista dei pesci penso che le nostre
vasche farebbero un po' schifo. Insomma anche l'occhio vuole la sua
parte!!! ;-)) >>>Quanto tempo dedicate quotidianamente alla
contemplazione dell’acquario? In media un'ora al giorno perché mi
rilassa, ma lo faccio cercando di arrecare meno stress possibile ai pesci,
e per farlo spengo le luci della stanza e mi metto in ombra così penso
che i pesci non vedano me ma io vedo loro!!! >>>Vi è mai
capitato di assistere a qualche riproduzione? Si ho assistito alla
riproduzione di una coppia di ramirezi. E' stato molto bello!!! peccato
che di avannotti neanche l'ombra alla fine :-(((( >>>A chi vi
rivolgete per ricevere consigli sull’eventuale accrescimento degli
avannotti? Io per cercare informazioni sulla riproduzione di pesci faccio
molte ricerche in internet. Molti ritengono che sia molto meglio un bel
libro perché in internet si trovano spesso notizie false, io non sono
d'accordo basta cercare bene e selezionare un po'. Poi per conferma a
quello trovato chiedo agli amici del forum che ne sanno sempre una più del
diavolo;-)))!!!! >>>Secondo voi “riprodurre pesci” è una
sfida con se stessi, oppure si tratta solo di osservare la Natura? Per me
è solo una sfida con me stesso anche perché di naturale in una
riproduzione in cattività penso ci sia ben poco! >>>Avete
aneddoti o dritte particolari da dare, raccolte in base alle vostre
esperienze? Purtroppo no, non ho avuto molto fortuna nelle mie
riproduzioni :-(((( |
| Walter
(alias waltanto) Data commento: 19/12/2002 16.52.51 |
Ciao
Costantino, la "goccia" di questo mese è alquanto scottante
:-))))) !!! La prima cosa che mi colpisce di una vasca ben allestita è
sempre l'aspetto estetico, dopotutto in molti testi "sacri"
dell'acquariofilia nella sezione arredamento della vasca, si consiglia di
mantenere un certo criterio di posizionamento delle piante e degli arredi,
proprio per "pagare l'occhio". Certo che poi occorre tenere
conto delle esigenze degli inquilini della vasca, mantenendo sempre un
certo equilibrio tra estetica ed esigenza. Quanto tempo dedico alla
contemplazione della mia vasca? Sempre troppo poco, anche quando mi fermo
ad osservarla per un paio d'ore consecutive, e sicuramente i momenti
migliori che ho passato appiccicato al vetro sono quelli in cui avevo
occasione di poter assistere alle fasi di riproduzione dei pesci che
allevavo, che inizialmente erano poecilidi (Guppy e Platy), e che poi sono
stati ciclidi nani (apistogramma cacatuoides). Proprio questi piccoli
pesci mi hanno appassionato talmente tanto da ricercare su internet, da
amici e negozianti e in libreria, tutte le notizie possibili per ricreare
il miglior allestimento per loro. Ora mi sto cimentando con gli anabantidi
(colisa e betta), perchè ritengo che allevare un pesce e cercare di farlo
riprodurre è il miglior modo di capire se sono in grado di allevarlo
decentemente, in quanto non penso che la riproduzione possa avvenire in
condizioni sfavorevoli. Non penso di poter dare delle dritte, in quanto mi
ritengo un novellino di questo campo, anzi sarò ben felice di leggere
molte altre annotazioni riguardo appunto alla riproduzione dei pesci. |
| Giuseppe
(peppecorso@hotmail.com) Data commento: 19/12/2002 23.52.32 |
E'
sicuramente affascinante osservare il comportamento dei pesci nonché la
sua estetica, sono creature meravigliose, per cui nel loro mondo vanno
"rispettati"! io se avessi del tempo mi starei tutto il giorno
attaccato davanti alla vasca per poterli osservare sempre nei minimi
particolari, perché ritengo che siano degli esseri viventi straordinari,
e poi mi rilassa tantissimo guardare questo misterioso e fantastico mondo
sommerso, che contemplo due ore al giorno circa. Ho assistito a tante
riproduzioni della specie ciclidi africani ed affermo che sia stata
osservare queste creature, specie per la prima volta, un'esperienza
indimenticabile...! per l'accrescimento degli avannotti mi sono basato
sull'istinto naturale dei "genitori pesci", perché solo loro
sono in grado di sostenerli e di alimentarli secondo le giuste regole
naturali, ovviamente dall'esterno gli ho somministrato del buon cibo a
regolari orari, con il risultato di ottenere per volta una cinquantina di
esemplari circa. Secondo me riprodurre pesci non è nient'altro che
osservare la natura nel suo meraviglioso "miracolo". Esperienza
ne ho accumulata tanta, ma in una vasca ciò che succede è soggettivo e
quindi non bisogna farne una regola fissa per ogni caso, ma dobbiamo
cercare di capire e di studiare il nostro piccolo ecosistema affinché
tutto possa andare sempre bene nel "rispetto" degli esseri
viventi che in esso vivranno...!!! |
| massimiliano
(maxbix71@libero.it) Data commento: 21/12/2002 22.47.48 |
Caro
Costantino trovo che questa rubrica sia molto importante, perché da
l'opportunità a chi come me pur non avendo un'esperienza decennale nel
campo dell'acquariofilia ha lo spazio per poter esporre le proprie idee,
senza dover essere giudicato dai più saccenti. per quanto riguarda le
domande, beh devo dire che a me interessa molto più l'aspetto estetico
rispetto al comportamento dei pesci, ed è per questo motivo che ho
allestito la mia vasca(una vision 260 juwel)con solo piante. I mio sogno e
quello di riuscire a creare una vasca tipo olandese ma sarà davvero dura
per quanto riguarda la seconda direi che non so quantificare il tempo
forse perché il tempo passato nella contemplazione è relativo alle
sensazioni che l'acquario mi trasmette quindi potrei passare delle ore
davanti alla vasca senza rendermene conto. tre, si mi è capitato spesso
di assistere alla riproduzione ed è molto affascinate vedere come grazie
all'ambiente da noi creato i pesci trovano l'habitat ideale alla
riproduzione. in particolare ho allevato degli scalari ed era
impressionate vedere con che cura questi si prodigavano nel tenere le loro
uova attaccate alle foglie prendendole in bocca per rimetterle al proprio
posto. come dicevo non ho ancora messo dei pesci nella mia vasca ma nel
caso in cui dovesse accadermi credo che mi rivolgerei al mio negoziante di
fiducia che guarda caso è anche l'autore di questa rivista. Dico anche
che la riproduzione dei pesci è sicuramente una sfida con se stessi non
parlo certo di alcune specie come i guppy che si riproducono anche dentro
un bicchiere, ma di quelle che cercano ambienti selezionatissimi come i
famigerati discus. all'ultima domanda mi avvalgo della facolta di non
rispondere, con l'occasione porgo distinti saluti a lei ed alla rivista hydra ciaoooo!!!!! |
| Marina
(Piratina) (gnamarina@tiscali.it) Data commento: 23/12/2002 21.57.25 |
Ciao
Costantino,in un acquario l'aspetto estetico è importante secondo me
tanto quanto il comportamento dei pesci: un acquario con dei pesci malati
o che non sono in un ambiente loro adatto è sicuramente poco bello da
vedere no? Sono convinta che l'acquario arredi anche la casa, quindi guai
a non curarne l'aspetto estetico!!! Avendo gli acquari in camera, il tempo
che dedico nell'osservarli è tanto,dato che studio li , mi capita spesso
di girarmi ed osservarli, per vedere se hanno fame, se tutto è ok, se la
CO2 esce, se si corteggiano o se stanno male. Alle volte la sera , quando
sono nel letto, invece di leggere un libro passo il tempo a contemplarli ,
a cercare di capire il più possibile cosa può servirgli e se stanno
bene. Si ho assistito a riproduzioni,è stato davvero istruttivo: leggevo
esperienze di altri acquariofili, ma quando mi ci sono trovata ho provato
sensazioni meravigliose. E' facile leggere come ad esempio si riproducono
gli scalari, ma quando inizi a vedere come i genitori curano i piccoli,
impari ed inizi a capire quanto l'istinto sia innato e quanto quei piccoli
ovetti hanno bisogno di quelle cure. Personalmente mi sono anche
addormentata davanti alla vasca in cui erano nati gli scalarini, li
osservavo x ore e mi interrogavo su quali fossero i loro modi di
comunicare! Credo che certe esperienze servano nella vita, osservare la
deposizione, la schiusa, le cure parentali, l'allevamento, fa capire
quanto noi acquariofili, che ci sentiamo tanto indispensabili x quella
stessa vasca , a volte siamo totalmente inutili perché la natura fa
comunque il suo corso. Per l'accrescimento degli avannotti per prima cosa
ho letto libri, poi mi sono rivolta a chiunque avesse già avuto
esperienza.Può capitare che nessuno ti risponda, ti trovi da solo e
tenti, tenti di dare una mano...a volte può andare bene, ma altre sbagli
e ti senti tanto in colpa x aver sbagliato con la vita di quei piccoli
avannotti. Ma sono dell'idea che tutto fa esperienza, e finché ci si mette
la buona volontà anche gli sbagli valgono qualcosa. Riprodurre pesci
secondo me è osservare la natura, non è una sfida con se stessi, è un a
ricompensa ,perché vuol dire che l'ambiente che sei riuscito a creare va
bene x quel tipo di pesce a tal punto che si riproduce. L'unica dritta che
voglio dare è di mettere da parte l'orgoglio, chiedere a chiunque abbia
avuto esperienza, confrontarsi, documentarsi senza avere paura di essere
giudicati! Si può sbagliare, si può capire male o non capire x niente,
ma l'importante è mettercela tutta!!! Ciao Marina |
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SOTTO L’ALBERO… Gennaio 2003 SOTTO L’ALBERO… Gennaio 2003 SOTTO L’ALBERO… Gennaio 2003 SOTTO L’ALBERO… Gennaio 2003 SOTTO L’ALBERO… Gennaio 2003 SOTTO L’ALBERO… Gennaio 2003 SOTTO L’ALBERO… Gennaio 2003 SOTTO L’ALBERO… Gennaio 2003 SOTTO L’ALBERO… Gennaio 2003 SOTTO L’ALBERO… Gennaio
2003
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Prefazione Avete fatto i bravi? Per quanto mi riguarda, credo di sì: al nostro precedente appuntamento si sono aggiunte nuove voci che saluto in questa occasione; e poi credo che tutti gli acquariofili siano in fondo brave persone, visti tutti gli impegni che ci prendiamo nei confronti degli ospiti dei nostri acquari, quindi ho messo per tutti una buona parola, quando Babbo Natale mi ha chiesto cosa vi avrebbe fatto piacere ricevere per questo Natale! Scherzo, magari potessi! J Comunque, avrete intuito, cosa vi chiederò di raccontarmi questo mese… Un “mare” o un “fiume” di regali, poco importa, marinai o saltafossi che siate, quello che conta è “cosa” vi hanno o vi siete regalati quest’anno! Sarà anche un modo per fare un semplice sondaggino, che ci aiuterà a capire quali sono le tendenze dell’ultimo momento e stabilire, se c’è stato, un bestseller per questo Natale 2002 che spero sinceramente abbiate appena passato il più serenamente possibile. Come al solito, vi ricordo sempre che:
Facciamo cadere La
Goccia ora!.. Come sempre, noi di AP, cercheremo di rendervi tutto più facile, dandovi la possibilità di esprimervi liberamente e senza nessuna costrizione di sorta; infatti, potrete citare nomi, case produttrici e prezzi di ciò che vi hanno regalato, oppure, più semplicemente, avete acquistato per voi in questo periodo di strenne natalizie quando tutte le case produttrici e i vari punti vendita propongono offerte e idee regalo a prezzi vantaggiosi. Vi aiuto, come al solito, nella stesura, formulandovi un breve questionario al quale vi sarà senz’altro facile rispondere:
Conclusione Spero, come al solito, che partecipiate in tanti e che vi abbia fornito un ulteriore stimolo per parlare in positivo della nostra amata acquariofilia. Spero che le case produttrici e i negozianti sappiano trarre le loro conclusioni leggendo le vostre risposte, le vostre gocce! Spero che il 2003 sia un buon anno per tutti! Spero che cadano sempre meno alberi in Amazzonia! Spero che si smetta di trasportare petrolio senza nessuna sicurezza per i nostri mari! …Spero che la guerra non si faccia! Costantino
Orlandi |
| Walter (alias waltanto) | Buon
Anno a tutti !!!! Sempre interessante "la goccia" di Costantino,
che per questo mese è di champagne, giusto per rimanere in tema!!! :-)
Come al solito, prima di Natale ho ricevuto delle richieste su cosa mi
sarebbe piaciuto ricevere come regalo e allora ho scritto due righe a
Babbo Natale, che ora vi trascrivo: “Carissimo Babbo Natale, regalami un
dono speciale ! Sono anni che lotto con i nitriti e perciò vorrei un 200
litri !! Se per caso è troppo ingombrante allora portami un bel libro
sulle Piante!!!”. Per cui quest'anno… mi è arrivato il Libro sulle
piante... eheheheheh ... che naturalmente dovrò andare a comprare o
ordinare on line. |
| Dimitri | Praticamente
io mi sono regalato il mio primo acquario da 100 litri tutto compreso e
poi ho preso piante e pesci. Tra piante, pesci, acquario e vari accessori
ho speso più o meno € 300. Tutto questo l'ho acquistato dal mio
rivenditore di fiducia e qualcosa in un altro negozio per prova. Sono
molto soddisfatto della spesa che ho fatto anche perché era da un bel
po’ di tempo che ci pensavo su, ed ho scoperto un bell’hobby. Io
consiglio di acquistare un acquario a tutti quelli che hanno la passione e
il tempo da dedicare a questo affascinante mondo. Saluti a tutti e
continuate così. |
| Cutter | Quest'anno
ho fatto particolarmente il bravo (non ci crede nessuno), ho quindi deciso
di regalarmi una nuova vasca, ma siccome in casa non ci sta, per il
momento mi sono regalato tutto l'occorrente per sistemare il locale che
dovrà accoglierla (ringrazio mia moglie per la sua comprensione e per
avermi assecondato). Comunque nella letterina inviata a Babbo Natale ho
indicato anche altri prodotti ricevendo i soldini per comprare:
Osmoregolatore (moglie); Calcio Dispenser (suoceri), comprati come del
resto farò con la vasca dal mio negoziante di fiducia. |
| Giorgio Vanzani | Ehm!
Da quanto tempo l'idea di un paludario mi balenava in testa? Costantino lo
sà! Da quando ho visto le foto sul suo sito del paludario in fase di
costruzione. Vi chiederete: e questo che c'entra con Natale? Centra,
centra. Dunque dicevo: paludario che all'occasione del 2°pranzo del GAOL
a Cerenova (01/12/02) vidi nella realtà nel negozio di Tino. Senza
esitazioni comperai il necessario che per motivi pratici di allestimento
consisteva in una plafoniera Dupla Electra II 2X55 WATT. Mia figlia
Arabelle ha voluto a tutti i costi regalarmi questa plafoniera, le ho
detto che costava "tot"(una cifra inferiore a quella pagata, ma
...sssttt non dite niente) :-)). Certamente per un'acquario aperto è
l'ideale, ma ogni acquariofilo in fatto d'illuminazione ha le sue
preferenze; per un piccolo paludario la consiglio. |
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GELO…
SIA!!! Febbraio 2003
GELO…
SIA!!!
GELO…
SIA!!!
GELO…
SIA!!!
GELO…
SIA!!!
GELO…
SIA!!!
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SIA!!!
GELO…
SIA!!!
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SIA!!!
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SIA!!!
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Prefazione
La Goccia. Conclusione. Costantino Orlandi |
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Gina |
Ciao
Costantino. Purtroppo non ho fatto in tempo a rispondere all'altra goccia,
quindi mi sbrigo a rispondere a questa. Cosa caratterizza il mio
negoziante? Niente purtroppo :-( In zona non ce n'è uno che sappia
veramente cosa significa fare e vendere acquariofilia. Ho provato da parte
mia a stringere un rapporto, ma niente da fare... io gli dico A e lui mi
risponde B. E' un commerciante, un puro commerciante e con questo non lo
voglio condannare, anche lui ha bisogno di guadagnare per sopravvivere, ma
il pensiero che lo faccia a scapito di essere viventi mi fa stare male. Di
serate neanche l'ombra e la sfiga vuole che nella mia zona non ci siano
neanche associazioni acquariofile... Un'utlima cosa... la penultima volta
che ho comprato un corydoras... quelli bianchi con gli occhi rossi, tanto
per capirci, l'ho pagato 6.000 £. Sotto Natale ne ho comprato un altro e
m'è costato 6 Euro!!!! Mi sa che le associazioni dei consumatori non
hanno tutti i torti a lamentarsi! Bah... che commento triste... spero di
leggere qualcuno che parli bene del proprio negoziante, almeno gli faccio
un po' d'invidia ;-) |
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Sergio
(info@gaol.it) |
Chissa'
perche' mi sento tirato in ballo :-) Ok Costantino, pedalo! :-) Devo dire
che io non ho un negozio che posso definire di fiducia, in parecchi anni
di passione acquariofila ne ho individuati tre o quattro da cui mi servo a
rotazione, alla fine pero' nessuno di questi ha quel qualcosa in piu' che
mi faccia dire: "ok, vado solo da lui". Alla fine, nella mia
ricerca, mi sono fermato in quei negozi in cui i pesci sono trattati
veramente bene, leggi quarantena, vasche pulite, niente cadaveri sparsi
per la vasca e nei quali il negoziante non sia li' solo per darti
l'ennesima fregatura, a volte sembra un luogo comune quello dei negozianti
furboni ma potrei tranquillamente citare diversi casi, il piu' eclatante
forse e' un negozio in cui mi sono recato alla ricerca di un impiantino ad
osmosi. Entro scambio due parole con il gestore e chiedo se ha il prodotto
in questione, lui mi dice di si e si presenta con un reattore per la co2,
allora gli ripeto che io voglio un impianto ad osmosi, ho un marino e non
mi serve il reattore di co2, e la sua risposta mi rimarra' sempre in
mente: "gli impianti ad osmosi costano tantissimo nell'ordine di
alcuni milioni, ma se metti un impianto di co2 gli "alberelli"
(credo si riferisse ai coralli :-D) cresceranno piu' in fretta e
penseranno a combattere le alghe, proprio come nel dolce" :-D Per cui
continuo nel mio vagabondare per negozi e forse un giorno trovero' un
negoziante appassionato dove potro' fare i miei acquisti serenamente e
scambiare le fatidiche quattro chiacchiere che sono alla base della ver
crescita dell'acquariofilia o forse l'ho gia trovato ma ha tre grossi
difetti: non tiene il marino, si trova a 6-700 km. da casa mia (dalle
parti di Cerenova, Roma insomma) e l'ultima volta non mi ha voluto vendere
uno splendido discus per il mio acquario marino..... 'iao bbello :-)
Sergio |
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Davide (discus4@virgilio.it) |
Ciao
Costantino, sono Davide un giovane allevatore di Firenze, con tanta voglia
di fare da quando ho ricevuto il primo acquario all'eta'di 7 anni, sono
diventato un agente per una ditta di pesci tropicali della tua città,
devo cercare di coprire nel migliore dei modi la Toscana....il compito non
mi spaventa perché parlare di pesci per me è sempre stato un piacere...
vorrei fare in modo che gli appassionati come me rimangano soddisfatti
quando riesco a far fare un ordine....proprio per questo motivo ho chiesto
una serie di garanzie prima di accettare.....per gli ordini grossi,per i
negozianti miei amici di Firenze andrò direttamente a scegliere i pesci
in serra e seguirò in prima persona le consegne...basta mortalità
ingiustificate o per semplici leggerezze....quella di mettere pesci in
sacchetti angusti sarebbero da impiccagione....ho assistito a degli arrivi
da smettere veramente di lavorare...e finché lavoreremo così...sono
molto pessimista...per fortuna la ditta per cui lavoro,da questo punto di
vista è seria! Non ho mai avuto il piacere di conoscerti di persona, ma
conosco molto bene la tua professionalità e la tua passione...sei prima
di tutto un appassionato e in secondo luogo un commerciante...le voci
girano...volevo chiederti una cortesia...é molto importante...mi daresti
dei consigli per svolgere al meglio il lavoro? Il mio indirizzo é
Discus4@virgilio.it Te ne sarei grato |
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Costantino
(blueverde@tiscali.it) |
Caro
Davide, ti ringrazio per quello che hai scritto, ma se volevi contattarmi
potevi farlo tranquillamente in privato. Questa non è una mia casella di
posta! :-) |
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Elena
(elena_cheli@hotmail.com) |
Beh,
essendo cresciuta in una piccola cittadina di mare, molti potrebbero
pensare che qui ci siano negozi d'acquari marini e tropicali a
bizzeffe...ma qui ci si sbaglia! Il mio primo acquario l'ho avuto in
regalo 7 anni fa, all'età di 7 anni; ricordo più o meno bene il mio
ex-negoziante di fiducia: quello era un vero negozio per acquari!
Purtroppo poco dopo che comprai l'acquario quel negozio chiuse, e adesso
al suo posto c'è un negozio di telefonini.. :-( Così sono stata
costretta ad adeguarmi, e adesso non ho più un negoziante di fiducia
nella mia città, o meglio: il fatto è che la mia è una piccolissima
cittadina di mare, non penso che il negozio da cui mi servo principalmente
(pesca e acquariofilia) sia molto serio. Lo si capisce da quando si entra,
lo si capisce dalle condizioni in cui tengono gli acquari, dal loro
disinteressamento, ma soprattutto dalla mancanza di passione da parte dei
negozianti, e la passione è una cosa fondamentale in questo
"hobby", giusto? Ecco, qua non puoi entrare in un negozio
chiedendo informazioni su pesci, perchè non le sanno! Voglio dire: non c'è
un vero negozio d'acquariofilia, ma solo uno di pesca e vari negozi che
trattano di tutti gli animali e si limitano ad avere degli acquarietti con
al massimo guppy. Qua non esistono ciclidi ne nani, tantomeno grandi:
l'unico modo di averli o è quello di ordinarli (quelli che arrivano la
metà muoiono nel viaggio, e la restante parte per malattie infettive e
cattive condizioni in cui vengono tenuti nel negozio in cui
arrivano)oppure vai in altre cittadine vicine, cosa per me difficile visto
che non ne ho la possibilità... Non penso di essere trattata in un
"modo particolare" dal mio negoziante, a meno che per "modo
particolare" si intenda essere presa per i fondelli, quello si!
Vedendo un pesce moribondo chiesi :<< Cosa ha quel pesce?>> e
sentendomi rispondere :<< Ummhh...è stanco, e si stà riposando>>
non so se ridere o piangere.. Per non parlare poi dei pressi aumentati a
dismisura..ma quello è un altro discorso.. Riguardo alla
familiarizzazione con gli altri clienti..sinceramente ce ne sono molto
pochi di clienti, e quando ci sono qualche chiaccherata la faccio.. Che
dire..: figuriamoci se ci sono occasioni particolari o convegni qui, prima
pensiamo a fare un buon negozio per acquariofili e poi viene il resto! :-[ |
|
AflexXx |
Visto
l'argomento ne approfitto... Esiste un negozio nella mia zona che vende
pesci,piante,acquari e accessori vari. Bene,vado per prendere dei pesci e
con mio sommo orrore le vasche sono piene di pesci morti,betta,scalari,platy,discus
e pulitori appiccicati alle griglie del filtro o galleggianti a pancia
all'aria o sul fondo,ovviamente KO. Il filtro era al massimo ovviamente e
le vasche sovraffollate. Per non parlare delle piante,ricoperte di alghe e
strapiene di lumache e malattie di ogni genere. E il bello è che se lo
dici con le commesse si limitano a togliere i pesci morti...e dicono che a
loro piace stare attaccati alla griglie del filtro... Pessimismo e
fastidio... Per quello che riguarda il mio tipo di negoziante..beh direi
che per adesso devo ancora trovarlo,soprattutto onesto e che sappia cosa
sta vendendo,mera utopia,almeno nella zona di Novara. Non parliamo poi dei
prezzi,un filtro tipo Askoll Pratiko costa in media 30-40 euro in più che
su internet. |
|
William
(williamradice@hotmail.com) |
Inizio
col dire che frequento molti negozi di acquari ma solo 1 si è guadagnato
la mia fiducia e stima! In questo sono fortunato perchè è a due passi da
casa! SOno cliente di questo negozio da circa sette anni anche se
all'inizio non avevo l'acquario ma compravo la pappa per il cane...diciamo
che sono cliente acquariofilo da 3 anni circa.La cosa che caratterizza il
negozio sono prima di tutto la serietà e la competenza dei proprietari,
inoltre il negozio è ben curato in ogni aspetto le vasche sono sempre
perfettamente pulite ed è raro trovare un pesce morto in una vasca,
sicuramente anche a lui moriranno ma penso li rimuova subito appena se ne
accorge e secondo me questo è molto importante perchè limita la
possibilità di fare ammalare gli altri pesci oltre ad avere un buon
impatto estetico sul cliente! Le piante sono molto belle e vengono
rinnovate molto spesso, gli acquari allestiti sono molto belli e
attraggono subito l'attenzione (anche l'occhio vuole la sua parte ;-) ). I
titolari del negozio sono due e trattano molto bene tutti i clienti e sono
pronti a dare consigli ai più inesperti, non so se abbia atteggiamenti di
riguardo nei miei confronti ma ogni tanto mi fa degli sconti e una volta
mi ha persino regalato una pianta! penso comunque che qualche sconto lo
faccia un po a tutti. non ho mai avuto l'accasione di familiarizzare con
altri clienti anche perchè evito i giorni e gli orari in cui c'è molta
gente in quanto il negozio non è molto grande e si affolla facilmente. No
nel negozio non si organizzano eventi forse anche perchè come ho detto
prima il negozio è piccolo e non ci sarebbe la possibilità, una volta
però Amano ha fatto visita al negozio e le foto sono esposte sopra
l'acquario allestito con il metodo giapponese. In conclusione posso dire
che il negozio è molto valido, i prezzi sono piu che giusti e non potrei
desiderare altro! Quando devo prendere dei pesci o delle piante vado
sempre da loro perchè è l'unico di cui io mi fidi, in tre anni non mi è
mai stato venduto un pesce malato!se ci sono dei pesci che non stanno
troppo bene ma che magari un occhio esperto non riesce a capire è lui il
primo a dirti "non te li vendo perchè sono malati" a dispetto
di molti altri negozianti che cercano di darne via il piu possibile per
non perderci troppi soldi, e questo è un segno di grande onestà nei
confronti di noi clienti! Spero che altri negozi prendano esempio da
questo perchè andrebbe tutto a loro vantaggio!!! |
|
Walter
(alias waltanto) |
Ahhhh
Negozianti .... brutta razza :-))))))) !! Scherzo, anzi li invidio ... chi
di noi appassionati non vorrebbe esserlo ? Abitando in periferia di
Milano, ho fortunatamente una buona scelta di negozi, con l'unico neo che
per fare 15 km ci metto 1 ora, per cui il negozio di "fiducia"
è l'unico del mio paese e cmq mi trovo abbastanza bene, soprattutto perchè
il ragazzo che gestisce il reparto acquari (essendo un garden, vende
principalmente piante da terra) oltre che ad essere preparato e, clientela
permettendo, anche disponibile a dare spiegazioni alle mie allucinanti
domande ("Competenza e Disponibilità nell'aiutare e consigliare i
clienti sono due caratteristiche fondamentali per un negoziante,
soprattutto nel ramo acquariofilo !!!!)" Purtroppo la zona degli
acquari è ridotta all'osso, perchè penso che i proprietari del garden
puntino su altro, per cui anche io evito di andarci nei giorni e negli
orari di maggiore affluenza, però se posso ci vado con amici anche loro
appasionati di pesci, così due chiacchere si scambiano volentieri di
fronte alle vasche .... magari insieme a Federico (l'esperto del negozio).
Quest'anno il negozio ha organizzato per Natale un concorso fotografico
... bellissima iniziativa, soprrattutto perchè c'era anche la sezione
SCUOLE, dove la classe vincitrice ha portato via un acquario che gestirà
con l'aiuto di Federico. Cosa dire ..... dovunque si trovano competenti ed
inesperti, purtroppo a volte capita i primi siano troppo lontani ...
fortunatamente per ora non è il mio caso :-))) ... ma occorre sempre far
balà l'öcc !!!! Walter |
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Marina
(gnamarina@tiscali.it) |
ciao
a tutti! La goccia di questo mese è particolarmente interessante devo
dire...ed io non potevo mancare!!! ;-p Fiducia,stima,segreti, queste sono
parole importanti e meritano questa mia piccola e soggettiva
riflessione!!! Si è parlato del negoziante di fiducia e questo mese
addirittura del concorrente del nostro negoziante di fiducia , ma non
sento mai parlare dei clienti...cioè di noi! Come giustamente Costantino
ha detto..."l’importante per noi, non è tanto lodare chi se lo
merita quanto far notare a chi è rimasto indietro, PERCHÉ è rimasto
indietro" E' questo l'aspetto che più mi interessa! Credo che un
buon negoziante debba riuscire ad equilibrare le sue due
"nature": quella di negoziante e quella di acquariofilo. Prima
ho detto che volevo parlare di noi clienti perchè credo che un negoziante
senza clienti è come un dottore senza pazienti o come un insegnante senza
alunni! Il cliente viene visto come quello che va nel negozio +
conveniente, che gli fa + sconti e nel quale viene trattato meglio, x
carità, tutto questo è vero...ma avete mai provato a vedere il cliente
come colui che realizza il proprio negoziante? Credo si possa essere il
miglior negoziante - acquariofilo del mondo, ma senza nessuno che ti
ascolta, che segue i tuoi consigli, che ti stima, che ti da fiducia, vali
poco. Non riusciresti a mettere in pratica quello che hai nel cuore e
nella testa, e credo che riuscire ad aiutare altre persone amiche sia il
massimo della realizzazione per una persona...se fatto con il cuore! Il
primo atteggiamento che si ha, parlando da cliente, è quello di cercare
di entrare in sintonia col proprio negoziante, di viaggiare sulla stessa
lunghezza d'onda, a volte ci si riesce e si sta bene, mentre altre volte
questo non accade o accade in parte. Per quanto riguarda la mia piccola
esperienza ho imparato a vedere il mio negoziante come un essere umano,
non so se vi è mai successo....di fronte a qualcuno che stimi tantissimo
ti senti piccolo piccolo, e non credi possa commettere errori, ma quando
capisci e ti rendi conto che anche lui è "umano", riesci ad
apprezzarlo x quello che è. Non vado in un determinato negozio per lo
sconto, anche se devo ammettere che fa sempre comodo, ma perchè mi trovo
bene nell'ambiente, col negoziante… perchè ci sto bene. Non mi piace
quantificare in un'amicizia , non sono abituata a farlo, mi piace dare e
ricevere ma non in senso materiale, anche un consiglio al momento giusto
ti può far cambiare idea su una persona; daltronde è nei momenti
difficili che si vedono gli amici, e di momenti difficili in questo hobby
ne capitano parecchi. Quando vedi che il tuo pesce sta male , che qualche
valore dell'acqua fa i capricci e non sai il perchè, in quel momento, in
cui tu ti senti piccolissimo ed impotente, proprio in quel momento il tuo
negoziante deve far prevalere la sua "natura acquariofila". Mi
rendo conto che l'aiuto non si possa pretendere, ma credo che la vita è
fatta di attimi, che passano e non tornano, di situazioni particolari, ed
è il quell' attimo che a noi serve aiuto. Non credo si possa andare in un
negozio e frequentarlo assiduamente solo perché "ricevi sconti_",
credo ci sia qualcosa in +, quel qualcosa che lo rende particolare. Non
credo sia facile stare dietro ad un bancone a contatto continuamente con
le persone, con i clienti in questo caso, ma a volte entrando in un
negozio mi è successo di notare che il negoziante fosse scocciato
...cavoli, è lui che ha scelto di fare quel mestiere e da cliente
sentirsi trattati con leggerezza non è bello. Ho fatto amicizia con
clienti, che ora sono miei amici, il negozio in cui ti servi, diventa
quasi un punto di ritrovo, e condividere con altri un hobby stupendo come
questo è il massimo!!! Il consiglio che mi sento di dare "chi è
rimasto indietro" è quello di non trattare i clienti come semplici
acquirenti, ma di instaurare un rapporto che vada oltre la semplice
vendita di un mangime, anzi, credo che a volte x amicizia valga la pena
perdere, magari, una vendita cercando di rimanere acquariofilo, piuttosto
che cercare di rifilare tutto quello che si ha nel negozio approfittando
della fiducia che sappiamo quel determinato cliente ha in noi! Negli
ultimi tempi ho capito parecchie cose che mi aiuteranno in futuro a
guardarmi da chi deve e da chi non deve essere considerato speciale; a
volte si da fiducia a persone che non la meritano, che possono essere il
nostro negoziante o un nostro amico o parente, ma questo deve darci
solamente la forza di imparare ed andare avanti. Ciao a tutti Piratina P.S
scusate per la lunghezza eccessiva del messaggio!!! |
|
trouts
(trouts@libero.it) |
Ciaooo!!!
Voglio scrivere giusto due parole sul mio rapporto (acquirente-venditore)
che intrattengo da più di sette anni: il mio negoziante (e con lui tutto
lo staff che gli ruota intorno) è un “ragazzo” veramente in gamba!!
Grande appassionato e profondo conoscitore degli organismi che ospita in
negozio, ma si sa…i soldi prima o poi rendono succube anche la persona
più onesta!! Mi spiego: sette anni fa il suo giro d’affari era
relativamente ristretto e i clienti erano trattati tutti “con i
guanti”, si poteva passare tranquillamente dei quarti d’ora a
confrontarsi sulle proprie esperienze ed errori, adesso il negozio è
sempre pieno e lui non riesce neppure a seguirti in quei 5 minuti che ti
trovi in negozio: SI LIMITA A VENDERE e a dare qualche consiglio qua e là.
Voglio sottolineare: non frega nessuno e rimane comunque una persona
onesta e corretta rispetto a molti altri addetti al nostro magico mondo,
ma noi clienti CI SENTIAMO TRASCURATI!! (il negozio si trova a Casatenovo
LC, ma questo non so se si può dire!!) Alla prossima!! CIAOOOOO!! |
|
NIK
(nicola.solia@comune.torino.it) |
Abito
a Torino e da circa 15 mesi mi occupo di acquari marini. orino, da un
punto di vista acquariologico, fa piuttosto pena: non mancano certo i
negozi ma, per esperienza diretta, è difficile trovare un commerciante
che riesca ad abbinare passione e correttezza commerciale. Dopo averne
girati molti, finalmente ne ho trovato uno, il MARINE LIFE ACQUARIO, il
cui titolare abbina serietà e passione. Il negozio è caratterizzato da
una mega vasca sempre colma di invertebrati marin pulitissima e
particolarmente osservata anche dai passanti. Il proprietario, Fulvio, dà
sempre dei consigli che non mirano a "vendere e basta" ma che si
sono per me rivelati essenziali per il buon funzionamento del mio acquario
da 220 litri lordi. Credo che Fulvio tratti tutti i suoi (suppongo)
numerosi clienti sempre alla stessa stregua: gentile, educato, affabile ma
mai servile. Riesco anche, molto facilmente, a contattare e a parlare
delle mie esperienze acquariologiche con alcuni clienti. Non mi risulta
che il negozio organizzi incontri o convegni. |
|
Gabriele
|
Ciao...Anch'io
riscontro più o meno gli stessi problemi che ho letto. Mi spiego meglio:
vivo a Roma, una città enorme che offre molto, ma devi saper scegliere.
Ho visto negozi d'acquari che fanno paura per le condizioni in cui sono
tenute le vasche e i pesci, altri invece che hanno prezzi assurdi e via
dicendo. Ho trovato, o almeno pensavo così, un negozio valido a Boccea,
di cui ometto il nome per correttezza, anche se chi vive a Roma capisce di
cosa parlo. E' una struttura molto grande, piena di vasche per pesci
marini e d'acqua dolce, piante e quant'altro. Sembra curato e strutturato
in maniera ordinata. I commessi però sono il primo punto debole: vanno
sempre di fretta, hanno modi quantomeno bruschi e, a mio parere, non sono
sempre corretti. Ho comprato da loro uno scalare, giovane, dai colori
molto particolari. Appena me l'ha messo nella busta questo si è messo in
posizione orizzontale, boccheggiando. Ero perplesso, pertanto gli ho
chiesto di rimetterlo in vasca e darmene un altro. In due secondi già
aveva fatto tutto, senza che io potessi vederlo; da qui nasce il dubbio
che mi abbia lasciato lo stesso pesce, poiché anche il presunto secondo
scalare stava male e si è messo in orizzontale, a galla, pur respirando.
Non me la sono sentita di insistere e l'ho portato a casa. Non vi dico la
pena! Questo poveraccio ha passato i primi giorni della sua vita nel mio
acquario a cercare di trovare l'orientamento, nuotava storto, a pancia in
su. Poi lo trovavo attaccato alle grate del filtro che non riusciva a
liberarsi, o incastrato nelle piante con gli altri pesci che cercavano di
mangiarselo. Una pena! Ho telefonato al negozio chiedendo istruzioni sul
da farsi... La risposta? "Ha un'infezione alla vescica, lascialo in
pace e guarirà da solo". Il giorno dopo è morto. Qualche settimana
dopo, comunque fiducioso, ho acquistato nello stesso negozio delle rasbore.
Ho chiesto specificatamente di averle piccole e sane. Sono morte una dopo
l'altra, perdendo di giorno in giorno il colore e ora sembra che
l'epidemia abbia contagiato anche in neon e i corydoras; ho perso una
decina di pesci in tre settimane e sono incavolato nero. Tutto andava bene
fino a che non sono arrivate loro, i corydoras erano fenomenali, non
stavano mai fermi, nuotavano contro corrente poi si lasciavano andare,
giocavano con le piante. Ora l'acquario è diventato un mortorio, gli
unici che sembrano non essere toccati dalle infezioni sono gli xipophorus
e i black molly...Però che cavolo, uno si aspetterebbe di più dal
negoziante di fiducia. Per non parlare della piazzata che mi hanno fatto
quando ho consigliato ad una signora, che stava iin negozio a fianco a me,
di non comprare dei pesci colorati artificialmente per il suo acquario. Mi
avrebbero voluto ammazzare. Insomma, io sto ancora punto a capo, l'unico
negozio che pensavo fosse valido a Roma, invece no...e sto di nuovo punto
a capo! |
|
UN PROBLEMA DI FONDO Marzo 2003 UN PROBLEMA DI FONDO Marzo 2003 UN PROBLEMA DI FONDO Marzo 2003 UN PROBLEMA DI FONDO Marzo 2003 UN PROBLEMA DI FONDO Marzo 2003 UN PROBLEMA DI FONDO Marzo 2003 UN PROBLEMA DI FONDO Marzo 2003 UN PROBLEMA DI FONDO Marzo 2003 UN PROBLEMA DI FONDO Marzo 2003
UN PROBLEMA DI FONDO Marzo 2003 |
Prefazione
Facciamo cadere La Goccia ora!.. La Goccia
Conclusione
Costantino Orlandi |
|
Enzo67 |
Bisognerebbe dividere l'argomento in 2 ACQUA DOLCE (da me
detta acqua sciapa) Ho notato che ultimamente vanno di moda i fondi
"terrosi" e non più quelli di ghiaia. Ho notato anche che vien
spacciata per miracolsa la semplice e fammosa (per i bonsaisti) AKADAMA.
Un consiglio cercate di trovare l'AKADAMA nei negozi di bonsai o in siti
per Bonsai ACQUA SALATA Quì il discorso si complica. 3 scuole di pensiero
a) No fondo sabbioso b) Fondo sabbioso alto (senza pompa di aspirazione)
c) Sottosabbia attivo (cioè con la pompa che aspira l'acqua attraverso la
sabbia) Quale il migliore ???? a seconda di cosa si vuole tenere. Se
invertebrati DURI meglio niente Se invertebrati molli sia niente che solo
sabbia Se Pesci o pochi invertebrati molli allora va bene anche il
sottosabbia. Quale sabbia ?????? Pure quì vare scuole a) finissima (detta
scugar) b) media c) grossa La a) è suggerita per creare ambienti
anaerobici (per favorire la denitrificazione .... vedi sistemi jaubert) la
b) è la migliore per favorire la crescita di vermi e gamberettini vari
(utile zooplacton per gli invertebrati) la c) è la migliore per i
sottosabbia (in questo modo non si intasano) C'è infine da aggiugere la
"Miracol Med" o all'italina "fanghiglia" utilizzata
per i refugium. In pratica si tratta di una sabbia fine riccamente
ferrosa. E tutto questo non è che un riassunto ...... quanto si potrebbe
aggiungere per ogni argomento. |
|
giorgio (giorgiovanzani@gaol.it) |
Il mio acquario era un acquario
chiuso che ho modificato in uno dei così detti aperti,con capacità di
240 litri, messo in funzione pochi mesi fa in sostituzione di quello
vecchio che non era più adeguato alle mie attuali esigenze. Premetto che
da sempre ho avuto delle difficoltà con le piante, non ho il cosidetto
"pollice verde"! Come un acquariofilo di vecchio stampo in
primis tutte le mie attenzioni erano per i pesci, per il resto;
decorazioni-piante, avevano l'attenzione che bastava non di più. Bene!Mi
sono detto, si cambia, voglio anche piante belle verdi e sane, allora
sotto con i libri per cercare le risposte alle domande: dove e cosa
sbaglio? Quale sarebbe il metodo migliore? Parlo anche con il mio
"pescivendolo" ma, malgrado la sua buona volontà, mi accorgo
che ne sà ancora meno di me, beh! Non possono sapere tutto neanche loro,
non vi pare?. Sant'Appollonio (espressione personale)!! Mi sembra di avere
letto da qualche parte che bisognerebbe creare una piccola circolazione
dell'acqua sotto la sabbia e fare in modo che le piante non abbiano i
"piedi freddi" e che non ci sia differenza di temperatura tra
l'acqua alta e quella sotto sabbia, differenza che ostacola anche una
efficiente circolazione a livello delle radici; cosa può fare ciò meglio
di un filtro sotto sabbia che assolutamente non voglio? IL CAVETTO
RISCALDATORE: e uno!! Ci vorrebbe anche uno spessore di fertilizzante e
qui il mio "pescivendolo" ne sapeva più di me e mi ha
consigliato: e due!! Poi per lo strato finale di "sabbia", e ho
optato per del ghiaietto di quarzo policromo che mi permetteva di sifonare
facilmente il fondo e aveva il pregio di lasciare respirare le radici: e
tre!! Il gioco è fatto!! Recapitolando: cavetto riscaldatore
fertilizzante quarzo policromo Voilà il mio fondo e a giudicare dal
risultato non cambierei un bel niente...........o forse si, per
soddisfazione personale metterei del quarzo nero.....o forse per fare una
fig.........!!!!!! Ciao a tutti, giorgio....brescia. |
|
Gianni Valentini (sorjova@tin.it) |
Ho usato sabbia corrallina fine e sopra grossa per 5/6 cm.e più.Mi ha consigliato il mio negoziante di fiducia.Però-essendo stato fatto 5 anni fa- penso che secondo le nuove tendenze dovrei aggiungerci altra sabbia anzi vorrei aggiungere dell'aragonite portandolo a 7/8 cm.Ma ci stò pensando perchè vorrei modificare il percolatore in refugium e pertanto metterei la sabbia sotto lasciando invariata quella sopra.Saluti Gianni |
|
Gina |
Al mio primo allestimento, che
è stato un disastro, sono stata attratta da quel bellissimo, quanto
sconsigliato, ghiaino colorato! Avevo messo come fondo solo quello. Era di
un bellissimo colore azzuro, ma evidentemente aveva solo quello di bello.
Ho letto poi che i ghiaini colorati sono sconsigliati, soprattutto per chi
ha bisogno di avere acque tenere per allevare i pesci sudamericani e dato
che io avevo solo pesci sudamericani... potete immaginare le conseguenze!
Come ho già detto, ho riallestito tutto da capo, con l'intenzione anche
di inserire diverse piante che ho scoperto solo dopo essere fondamentali.
Come fondo ho inserito la terra dell'anubias, secondo le istruzioni e
sopra ho messo un ghiaino molto fino di colore ambrato (naturale questa
volta!). Tutto mi è stato consigliato dall'esperienza. Ho preso la terra
dell'anubias perchè il mio negoziante mi ha detto che era ottima (e credo
avesse ragione), anche se io ero alla ricerca di qualcosa di più
economico. Per fortuna tutto ora sembra andare bene e quindi credo che se
dovessi tornare indietro rifarei la stessa scelta. Ho sentito parlare di
fondi che abbassano particolarmente il ph dell'acquario, ma non ho capito
come facciano e sinceramente per ora mi trovo bene così. Le piante stanno
egregiamente e nonostante non uso l'anidride carbonica, sembrano godere di
ottima saluta. Questo è tutto! Ciao ;-) |
|
daniele (dcostantino@lynxautomotive.it) |
1° esperienza: sabbia fine per ciclidi nani ..... piante tutte bucherellate e niente crescita..... ho deciso di mettere del fertilizzante da fondo, della tetra , ma peggio... alla fino ho dovuto svuotare tutto , e non vi dico che puzza.... Adesso sono ancora in fase di allestimento e voglio sapere tante cose prima di decidere cosa mettere nel fondale. |
|
Vega (ukc@libero.it) |
Come da principiante ho ascoltato quello che prima era il mio negoziante e quindi per il fondo ho usato solo del quarzo senza substrato senza cavetto riscaldatore...insomma senza nulla.Come detto prima mi era stato consigliato dal mio ex negoziante...cambiato al volo con uno con i fiocchi ;O) beh sinceramente se potessi tornare indietro "facilmente" il fondo lo farei molto meglio. Ciao a tutti |
|
Sergio (info@gaol.it) |
Per quanto riguarda il dolce
sono rimasto ultimamente soddisfatto da un fondo composto da sabbia
piuttosto fine mescolata con un fondo fertilizzato della Sera, aiutato
sicuramente dall'illuminazione (una HQL 80 watt su 65 - 70 litri netti
d'acqua) ho finalmente potuto vedere le mie piante crescere in maniera
decente, soprattutto l'Alternathera reinickii rosaefolia che e' cresciuta
in maniera davvero esplosiva! Per quanto riguarda il marino il mio
rapporto con il fondo e' parecchio complesso. Non riesco ad allestire un
acquario senza mettere del fondo (anche se sarebbe un problema in meno) ma
anzi, sono un convinto sostenitore del fondo alto, realizzato con sabbia
viva. Purtroppo la sabbia viva cosi' come la hanno gli americani noi qui
in Italia continuiamo a sognarcela, stesso discorso vale per i
"kit" di animaletti deputati al continuo movimento del fondo.
Per questo finisco irrimediabilmente per creare una via di mezzo che, sono
il primo a rendermene conto, serve solo a creare problemi. Spero solo un
giorno di poter allestire un DSB (deep sand bed) come il Signore comanda
per poterne testare l'effettiva validita' |
|
Eros (crash@cheapnet.it) |
Caspita che bell'argomento,io mi sono appena fatto un 250 litri e rifarei subito il fondo. A me piacciono i ciclidi e quindi non ho fatto il classico strato di fertilizzante per le piante. ERRORE, se l'avessi messo, avrei potuto scegliere di meterle o non metterle le piante, adesso posso solo non metterle!!! Ciao. Eros |
|
Milena (ziamilla@tiscali.it) |
ho un acquario da pochissimo tempo (neanche 6
mesi) e il fondo è composto da due ghiaietti tipici per acquario che ho
comprato da 2 negozianti diversi semplicemente xkè uno l'aveva finito.Ho
un piccolo acquario e mi ritengo soddisfatta.Come lo sono x i miei piccoli
di platy e di guppy che crescono una meraviglia...con mia grande
soddisfazione!!!! |
|
Davide (fdybec@tin.it) |
La scelta del fondo
dell'acquario è molto importante. Deve essere adatto per l'insediamento
dei batteri nitrificanti che sono microrganismi che elaborano i detriti.
Il fondo serve inoltre per dare sostegno e nutrimento alle piante, non
bisogna considerare il fondo solo come elemento decorativo, bisogna
pensare che il nostro fondo sarà parte del ‘‘cuore’’ del biotopo
acquario.Il ghiaietto per il fondo della nostra vasca va scelto con cura,
per i nostri acquari d’acqua dolce vanno assolutamente evitati ghiaetti
di natura calcarea (salvo eccezioni per alcuni tipi di allestimento).
Cercare di evitare di introdurre in acquario ghiaia raccolta in fiumi,
torrenti, spiagge ecc…, si rischierebbe di introdurre in vasca sostanze
nocive, inquinanti e parassiti.Vi consiglio vivamente di chiedere
consiglio al vostro negoziante di fiducia. Il ghiaietto, una volta
acquistato, va lavato molto bene varie volte sotto l'acqua corrente,
evitando l’uso di detersivi.Prima di introdurre il ghiaietto in vasca,
consiglio di stendere uno strato di fertilizzante, per far si che le
piante attecchiscano in maniera ottimale. Volendo si potrà anche
installare un cavetto riscaldatore, utile per lo sviluppo radicale e per
l’intero ecosistema acquario.Cerchiamo di allestire subito la vasca con
qualche accorgimento, per evitare spiacevoli sorprese in futuro, quali:
piante deboli e sofferenti, ecc..E’ da molti anni che sono appassionato
di acquariofilia, grazie i consigli di Fulvio di Marin L. Acquario sono
riuscito a scoprire che l’acquario non è solo un oggetto
d’arredamento, possedere un’ acquario significa possedere un piccolo
angolo di natura in casa.Ringrazio vivamente AcquaPortal per avermi
concesso questo piccolo spazio su qui poter esprimere le mie esperienze.
Saluti a tutti ciao DAVIDE B |
|
Gentile Patrick (gentile.patrick@tin.it) |
Io sto allestendo una vasca nuova da 370litri ed adotterò questo tipo di fondo: riscaldamento tramite cavetto da fondo, primo strato di brucione, carbone iperattino, Geovital laterite, humus qualche grammo, ed infine 8-10cm di Master Soil Akadama. Ospiti: i miei quattro fantastici re Turquise Red (Discus) |
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L’ACQUARIO
INSEGNA L’ACQUARIO
INSEGNA L’ACQUARIO
INSEGNA L’ACQUARIO
INSEGNA L’ACQUARIO
INSEGNA L’ACQUARIO
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INSEGNA
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PrefazioneInutile che faccia lo gnorri, sto scrivendo il pezzo all’indomani di una guerra che tutto il mondo ha dimostrato di non volere, e non posso far finta di niente, portare la discussione su temi leggeri, anche se non ci farebbe male, visto che tutti i giorni siamo “bombardati” dai vari TG, più o meno giustificatamente, spesso anche con notizie che non fanno informazione, ma solo pettegolezzo e mostrano un modo invenecondo di speculare sulla notizia come mai si era visto prima, mostrano soprattutto il cinismo di chi osa dare quella notizia inutile. Pro o contro la guerra, dovremo renderci conto di una cosa: il cuore degli uomini si sta inaridendo, si sta perdendo la sensibilità verso ogni cosa che ci circonda e non squilli o abbia quattro ruote!!! Anche se non ho mai avuto molta simpatia per il clero, devo dire che questo Papa polacco ha dimostrato di avere le palle più volte, non ultima quando ha cercato in extremis di far leva sulla coscienza di chi sta per iniziare una guerra e testualmente “dovrà renderne conto soprattutto a sé stesso”. Forse purtroppo sono passate ormai troppe generazioni che hanno badato solo a farsi loro porci comodi, sbattendosene di quelle a venire, semplicemente perché era più comodo vivere senza fare figli, senza avere responsabilità e senza fare progetti per il futuro, sparandosi tutto, bruciando tutto, fottendosene di tutto. In questo contesto mi sono sempre sentito un asociale, finquando da bambino spaccavo il naso a quegli stronzetti che trovavo sotto casa che si divertivano con le fionde ad uccidere lucertole o a ficcargli su per il culo delle miccette per poi farle esplodere… Giochi da ragazzi? Un paio di palle! Quelli sono gli stessi che hanno continuato a vivere come uno schiacciasassi, sono gli stessi che guidano quelle automobili da cui, in piena estate, vedete volare dal finestrino una cicca accesa! Quelli sono i padri di quei coglioni che per esprimersi si sentono liberi di imbrattare monumenti, autobus, metropolitane, opere pubbliche, patrimonio di tutti, realizzati con i soldi di tutti! Beh, io di questa gente mi sono rotto le palle! La scarto dalla mia cerchia di persone amiche e li ridicolizzo come e più che posso! Fortunatamente, grazie al lavoro che faccio, posso dire che difficilmente mi capita di incontrare persone così poco sensibili, perché chi rimane affascinato da un acquario è sicuramente una persona speciale, una persona che ama interessarsi di una cosa complessa come l’acquario con tutti gli obblighi che comporta, tutte le sue sfaccettature e tutte quelle nozioni da imparare per la sua manutenzione e tutte quelle lezioni di vita che ci danno i nostri pesci a cui attingiamo a piene mani! Certo, gli acquariofili non sono tutti così, che anche chi stupidamente nel nostro hobby cerca una ragione di esistere, un’affermazione personale, chi lo fa per vantarsene con gli amici, chi si spaccia per appassionato, ma non lo è affatto, come non sarà mai mio amico! ;-) Mai come questa volta vi prego di attenervi alle regole che ci siamo dati, che mi permetto ancora di ricordarvi:
Facciamo cadere La
Goccia ora!.. La Goccia
Conclusione
Costantino Orlandi |
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RINO |
Caro
Costantino, complimenti prima di tutto per il tuo operato e i temi
trattati. Indubbiamente credo che chiunque abbia un acquario si sia
emozionato e lo continui a fare, soprattutto se lo si tiene con cura e
amore. Ti rispondo dicendoti che a me è capitato all'inizio quando avevo
12 anni e da poco avevo il mio bel 50 litri.Come? Era da tempo che
aspettavo che in quella piccola vaschetta chiamata incubatrice, la mia
prima guppina desse la vita a tanti minuscoli piccoli. Sono passati circa
12 anni e ricordo che appena svegliatomi di mattina, corsi con la speranza
di vedere se il "miracolo" fosse avvenuto.....forse è da allora
e da quel preciso momento che ho deciso di andare avanti,continuare e fare
che questo non fosse un hobby, ma un vero amore(cosi' mi piace chiamarlo).
Non perchè ora non mi emozioni piu', ma guardare con gli occhi di bambino
certe cose ti danno emozioni incredibili che ti aiutano a crescere e
capire quanta bella sia la vita e la natura, in tutte le sue forme.
Continuero' a emozionarmi certamente ancor di piu' quando un giorno avro'
la possibilità di allevare diverse varietà,di diversi comportamenti e
colori, ma tutte terribilmente affascinanti e misteriose. Sono d'accordo
che la natura puo' aiutare l'uomo a cresce e a vivere meglio a mettere da
parte l'egoismo, ma questo credo sia una cultura da promuovere soprattutto
nei bambini, fin da piccoli, e riguardo a cio' sono convinto che tutte le
iniziative del mondo acuariofilo volte alle scuole, agli asili o cmq ai
bambini in genere, possano dare un piccolo contributo(ma cmq fondamentale)affinchè
ci sia piu' amore, e meno egoismo nella società di oggi e di quella che
verrà. Certamente da questo mondo si capisce tanto,soprattutto leggendo e
approfondendo, ma anche vivendo da vicino le sue sfumature. Chi non
possiede una acquario non sa che si perde! |
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Marco
Rosetti (marco_rosetti@libero.it) |
Ciao
Tino. Questo mese l'argomento mi è piaciuto moltissimo e non ho resistito
nel dire anche la mia. Dirti che per me l'acquariofilia è un emozione
continua penso sia superfluo e quindi voglio soffermarmi sul discorso del
migliorarsi nel guardare un angolo di natura dentro casa. Può sembrare un
paradosso, ma se ci pensiamo bene la natura può essere bellissima, ma
allo stesso tempo distruttiva e cinica. Penso ai mari dei caraibi e penso
anche ai terremoti, alle alluvioni, ai tornado ecc. ecc. Cosa voglio dire
con questo? Voglio dire che noi siamo figli di una natura mutevole,
strana, bizzarra e come tali non possiamo che essere simili a lei. L'uomo
è capace di creare bellezza, amore, vita, passione e allo stesso tempo è
capace di ditruggere, di fare guerre, di uccidere... Sono momenti di
riflessione importanti, che mi toccano nel profondo e che in questo
momento mi mettono angoscia e tristezza. Una cosa, però, noi uomini,
figli della natura, possiamo fare... possiamo ricreare e gestire un angolo
di natura dentro 5 lastre di vetro. Possiamo essere noi gli artefici del
bene e del male e il mio augurio è che tutti pensino prima al bene degli
esseri viventi che ospitiamo. Non è facile sostituirsi alla natura, ma
sicuramente possiamo essere più razionali, controllati e consapevoli di
lei. Siamo si suoi figli, ma abbiamo una coscienza e la dobbiamo sfruttare
e guardare un acquario, gestirlo, curarlo, non può che farci aumentare
questo senso di responsabilità che automaticamente si rifletterà su chi
ci sta accanto. |
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Daniele
(dcostantino@lynxautomotive.it) |
Vi dico solo che la prima volta cho avviato il mio acquario, sono rimasto dalla 24.00 alle 3.20 a osservare gli amatissimi essrini pinnuti, poi con gli occhi incrociato sono andato a dormire e li ho sognati.... Il perchè mi piace è un modo di essere.... amo la natura, stimo i pellirossa, nella natura mi sento vivo. Ho imparato moltissimo tecnicamente... o meglio, prima non sapevo nulla.... Una frase a effetto: Pe run orefice, direi che l'acquario è un gioiello della natura incastonato nel cristallo, per un imprenditore dire che il bilacio costi ricavi è sempre in attivo ( se consideriamo la soddisfazione un ricavo...), per un fornaio dire che è un lievitare di emozioni, per me direi che essere cullati nelle braccia della natura. Saluti Daniele. |
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Nicola
Solia |
Emozionarmi
davanti al mio acquario (almeno per quanto mi riguarda) è la cosa più
facile di questo mondo e dipende non solo dalla mia sensibilità, ma dal
fatto che mi sono reso conto ormai da molto tempo, che quello non è un
semplice contenitore che abbellisce la mia casa, ma è un vero scorcio di
natura, con le sue leggi, i suoi ritmi, la sua bellezza e la sua crudeltà.
Lo studio dell'acquario (attualmente ho un marino di barriera dedicato ai
coralli molli) mi ha portato, di necessità, ad approfondire le mie
nozioni di ecologia; ho sentito il bisogno di documentarmi in materia e,
dopo aver acquistato un testo universitario, mi sono messo a studiare come
non ho mai fatto in precedenza in vita mia. Io che non ho mai visto una
barriera corallina, sento addirittura la necessità fisica di recarmi in
una qualsiasi località dove esista il reef, per poterlo studiare da
vicino. La cosa più bella che potrei dire ad un amico, per convincerlo a
seguire la mia mania, è la seguente: "...Guarda nell'acquario con
attenzione, tutti i giorni scoprirai qualcosa di nuovo: ora sta nascendo
una piccola ofiura, ora vedi per la prima volta un piccolo organismo
filtratore, ora vedi che le alghe calcaree stanno iniziando a coprire le
pietre vive. Non ti senti forse meravigliato ed estasiato nel poter
assistere, a casa tua, a questa esplosione di vita fra cinque lastre di
vetro? Non ti sembra di assistere in prima fila alla creazione di un nuovo
mondo?...." So che quel che scrivo può apparire ai più come
qualcosa di vicino alla follia, ma parlando così ho convinto alcuni
amici(forse pazzi come me) a seguire questa, per loro nuova ed emozionante
avventura. |
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Maurizio(Kilojoule2003)
(m.colombini@usl9.toscana.it) |
1)
Emozione davanti ad un mio acquario? E che domanda é? Mi emoziona anche
prendere su una foglia marcia, misurare i valori (col patema che sìano
sballati...), vedere una guppina che partorisce (e via col dire
"lascio l'avannotto per cibare i ciclidi" e poi col metterla
nella sala-parto), e tu mi parli di emozioni? Abbi pazienza, di emozioni
ne vivo tutti i giorni, tutti i momenti che pulisco il fondo o che vedo i
miei discus che vengono a mangiare il surgelato dalle mie dita...forse
l'unico paragone che posso fare é vietato ai minori, per cui... 2)Da
quando mi sono schiantato contro un diverbio anidride carbonica=acido
carbonico, mi sono visto costretto a raprire i libri di chimica (per
evitare ultewriori figuracce, sai com'é) e comprare vari manuali di
acquariofilia. 3)Non sono un pellerossa, ma mi rendo conto quanto fastidio
possa dare vedere degli intrusi entrare in casa tua e non poter fare
niente per contrastarli. Credo che sia questo il modo in cui si sente un
animale depredato del proprio ambiente. 4)Gli direi:"Ma li hai visti
i miei acquari? Come puoi permettere che delle povere bestie vivano in una
gabbia così scomoda? Comprati un acquario, che ti regalo un po' dei miei
pesciolini !" (L'ho fatto, giuro che l'ho fatto!) Un salutone a
Costantino (e scusami per la sòla di 15 giorni fa...) Ciao. Maurizio.
Grosseto. |
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FISH PARADE FISH PARADE FISH PARADE FISH PARADE FISH PARADE FISH PARADE FISH PARADE FISH PARADE FISH PARADE FISH PARADE FISH PARADE FISH PARADE FISH PARADE |
PrefazioneEccoci di nuovo qua! Permettetemi innanzitutto di ringraziare particolarmente chi ha scritto il mese scorso, sia perché non era facile essere dell’umore giusto, sia per le cose che sono state scritte con una partecipazione davvero singolare. Spero di poter riportare tutto su Hydra senza dover tagliare troppo, anche se lo spazio che ci è stato gentilmente concesso, comincia a starci un po’ stretto!.. Non è detto che non riesca a “scucire un’altra paginetta al buon Melandri” ;-))) …Tentar non nuoce! Poi vi dirò! Comunque passiamo all’argomento di questo mese che spero vi coinvolga e sia divertente: ognuno di noi ha senza ombra di dubbio delle preferenze in fatto di pesci da allevare; ci sono persone che dedicano un’intera esistenza nell’allevamento di una singola specie o famiglia, diventando degli specialisti e spesso contribuendo in maniera importante nell’accumulare notizie e particolari che altrimenti sarebbero passati inosservati; questi sono quegli acquariofili che ci capita di ascoltare durante seminari, conferenze, riunioni di club, e che spesso firmano articoli sulle maggiori riviste specializzate. Ora, sono sicuro che senza arrivare a tanto, ognuno di noi porta con sé un piccolo segreto, un piccolo particolare che magari ha notato allevando il suo pesce preferito, e credo che ce ne saranno delle belle da leggere questo mese! Ricordatevi sempre che:
Facciamo cadere La Goccia ora!.. La Goccia Proviamo allora ad avviare questa indagine acquariofila, senza precedenti da quanto mi risulta, e provate a far partecipare anche i vostri amici, passate voce insomma, sarà divertente scoprire altre persone che come noi si sono affezionate a quel tal pesce, e vedere se i motivi coincidono oppure no, e scoprire chissà quali tante altre cose. Eccovi la traccia, provate a rispondere alle seguenti domande:
ConclusionePenso che tutto risulterà
molto divertente e istruttivo, spero che questa volta anche i più timidi
abbandonino ogni timore, e partecipino a questa piccola grande rubrica che
sta crescendo proprio grazie al contributo di tutti, e che sta entrando a
far parte del nostro quotidiano come tutto quello che ci appartiene, come
AcquaPortal appunto! Costantino Orlandi |
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daniele (dcos@libero.it) |
Il
mio preferito è un apistogramma agassizi di taglia grande. Essendo grande
non è bellissimo, ma ha una bocca espressiva. Sembra comunicare con me,
mi guarda attentamente e si calma se in lite con il mio ram, si muove
lentamente e si avvicina al mio viso... Lo vizio assicuramdomi che
mangia... Di solito i miei preferiti sono i ram... perchè mi ricordano
gli indiani..... Sono bellissimi. E un mio vecchio preferito era..
purtroppo ... il mio serpentello ( Killi mi sembra ), simpaticissimo. E
comunque li vizio tutti i miei pesci... Mi dedico a lui da quando ho
iniziato ... circa 8 mesi.... Saluti a tutti gli acquariofili del
mondo........ |
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baby (elena_cheli@yahoo.it) |
Bello l'argomento di questo mese, mi piace!
Dunque, premettendo che sono una principiante e che non ho avuto avuto
occasioni per allevare (più che allevare tenere) molti pesci, ma senza
dubbio il pesce preferito che tengo in un mio acquario è un ramirezi. In
realtà sono una coppia, hanno un 45 litri esclusivamente per loro,
arredato con ghiaino piccolo in modo da non ferire le loro bocche, qualche
anubias, qualche microsorium e una cabomba. Li ho da Novembre e sono i
miei preferiti perchè li reputo come una "vittoria personale"
sui miei genitori che non volevano che io prendessi il secondo acquario,
ma soprattutto perchè secondo me sono molto affascinanti. Riescono ad
incantarmi, con i loro colori accesi e con le danze che fanno di tanto in
tanto. Inoltre mi affascina il fatto che abbiano cura della prole, anche
se non ho avuto la fortuna di vederlo fare ai miei nel mio acquario, ma
aspetterò, non c'è problema ;-)! Vizio i miei pesci dando loro
chironomus che gradiscono molto, dando artemie, e cambiando loro l'acqua
ogni settimana. Più che viziarli cerco di tenerli al meglio possibile!
Ciao, baby. |
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Sergio Bassetti (info@gaol.it) |
Nella mia vita acquariofila ho avuto tantissimi pesci, sia d'acqua dolce che marini e a tutti mi sono un poco affezzionato pero' se mi chiedi qual'e' il mio pesce preferito in assoluto ti rispondo il cavalluccio marino! Perche'? Credo di non sapertelo spiegare, forse per quell'aria indifesa che ti costringe a creare un acquario solo per lui, o per la sua buffa forma, o per il modo che ha di cacciare le prede o anche perche' e' uno dei pochi pesci marini riproducibile in cattivita'. Fatto sta che ormai ho deciso di dedicare le mie vasche solo a questo animale. Come lo vizio? Innanzitutto informandomi sempre sul suo mantenimento, tramite libri e mailing list, poi fornendogli l'ambiente adatto e cibo vivo della migliore qualita'! 'iao Sergio |
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william (williamradice@hotmail.com) |
Tra tutti i pesci i miei preferiti sono i ciclidi e in prticolare gli apistogramma viejita che allevo da qualche mese. Quello che mi piace di piu di questi pesci è il comportamento con il loro temperamento forte pronti a scacciare anche pesci molto piu grandi di loro senza nessuna paura soprattutto nel momento di difendere i propri piccoli e questo forse li rende un po piu simili a noi di altri pesci ed è questo che mi piace! Li allevo da circa 5 mesi e in questo periodo mi hanno dato molte soddisfazioni! L'acquario è stato allestito per loro in un secondo momento mettendo dei vasi per la riproduzione, i valori erano già a posto perchè ospito tutti pesci sud-americani e ho ricreato questo tipo di biotopo. La cosa che mi piace di piu oltre al comportamento come detto prima sono i magnifici colori che è in grado di cambiare in pochi istanti in base al proprio umore, poi quando si sono riprodotti e se ne andavano in giro con i loro piccoli e stato veramente bello! Non li vizio ma cerco di dar loro tutto quello che serve ma questo lo faccio con tutti i miei pesci e non solo col loro! |
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Giovanni (shalanka@hotmail.com) |
Salve a tutti. In questo momento, la coppia di pesci più viziata del mio acquario è una di Colisa Ialia. Non sono certo di grandi pretese come del resto il mio acquario (un semplice acquario comunitario d'acqua dolce da 90 litri), ma li trovo molto carini ed espressivi. Quando gli do da mangiare, quando il timer accende e spegne le luci, si vede che la loro tensione cresce e alzano tutte le pinne come due creste di gallo; e se ne vanno in giro tutti innervositi con queste pinne irte sulla schiena e sul ventre. Per non parlare poi degli interminabili corteggiamenti cui il maschio sottopone la sua "bella". Si rincorrono per tutto l'acquario, oppure lui le fa le "finte", facendo il vago fino a quando lei le capita a tiro... ed allora l'inseguimento ricomincia... Spero di assistere presto ad una loro riproduzione: proprio per questo ho allestito l'acquario con molte piante e pochi pesci: oltre a loro ci sono solo 7 neon, uno squaletto, un mangiatore di lumache (Quello nero e arancione - scusate, ma ancora non ricordo tutti i nomi) e qualche pulitore. Dimenticavo: c'è anche un granchietto tanto vispo che si fa "imboccare"... nel senso che quando gli allungo, con una pinza in plastica, qualche compressa di mangime per pesci da fondo, lui non esita a saltare fuori dal suo buco e strapparmi di mano il cibo. Riguardo ai vizi, mi comporto come tutti gli altri inserzionisti, cercando di dare a tutti gli ospiti il meglio delle condizioni ed un ambiente il meno inquinato possibile. Ciao A tutti |
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giorgio (giorgiovanzani@gaol.it) |
Anche se molti penseranno che sono
"sorpassato" quando leggeranno che il mio pesce preferito è
ancora e sempre sarà lo/il Pterophillum cioè lo Scalare, ciò è dovuto
ai ricordi e agli affetti che hanno fatto parte della mia vita da
quarant'anni a questa parte.Penso che bisognerebbe andare oltre alla
bellezza di un pesce per volerlo allevare; bisogna che esso susciti anche
delle emozioni, che in un certo senso faccia parte anche dei nostri
ricordi di vita. Tanto tempo fa (purtroppo :-))ritornando in Italia per le
solite vacanze estive recai visita a mia sorella,come entrai nel salottino
vidi l'acquario di mio cognato: o meglio,vidi quel pesce così maestoso e....solo
poi vidi l'acquario:-);corrisponde meglio alla realtà. Volli sapere tutto
su quel pesce che vedevo per la prima volta, eravamo a cavallo degli anni
sessanta, così lo ascoltai tutta la serata parlare di pesci, alghe,
acqua,pH ecc.Argomento nuovo per me.Inutile dire che non riuscii quasi mai
a staccare gli occhi da quel pesce,dal suo andare elegante e maestoso
intercalato da guizzi velocissimi se disturbato.Ne ero affascinato.
Rientrando in Francia per prima cosa mi comperai un 90 litri(all'epoca gli
acquari costavano parecchio)e due Scalari:fui fiero di vedere la mia
"vaschetta" con tutte quelle piante e i miei due pesci
troneggiare nel mio salottino e .......fu così che lo Scalare mi iniziò
all'acquariofilia. Ragass.....come potrei preferire un'altro pesce? Quando
il mio primo Scalare rimase in famiglia per ben sette, dico sette anni,
condividendo inconsapevolmente fatti, gioie e dolori di casa Vanzani!
Indubbiamente nei miei acquari non mancherà mai questa specie che anche
le mie due figlie ne "erano" e ne sono innamorate. Oggi ho
un'acquario di 240 litri che si può vedere sul sito www.gaol.it e sul
sito www.dietroilvetro.it, certamente l'"habitat" è in funzione
dei miei tre Scalari, anche se ci sono altri pesci, peccato che siano
maschi e così da cinque anni non posso assistere a delle nascite.Una cosa
mi meraviglierà sempre: è la loro intelligenza (non che gli altri pesci
siano scemi :-)))).Tutte le volte che mi avvicino alla vasca, eccoli lì
che vengono vicino al vetro allontanando tutti gli altri pesci, non per
mangiare,sanno che non sempre è l'ora ma devo abbassarmi e mettere il mio
viso al loro livello e come si arrabbiano se non lo faccio e...... stiamo
li, ci guardiamo, contenti loro!E anch'io! Però il momento più bello,
quello che attendo sempre con impazienza è quando dò il mangime,vengono
direttamente nella mano e ci credete o no li posso anche toccare
leggermente. Pensate che li ho viziati? Penso invece che siano stati loro
a viziarmi.Ciao Tino, ciao a tutti. |
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SPLASH...
LIQUIDI NELL'ACQUARIO! Giugno 2003SPLASH...
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LIQUIDI NELL'ACQUARIO! Giugno 2003 |
PrefazioneSplash… non è il
rumore di una goccia, ma quello prodotto da qualche “…lilitro” di
“nonsòcheccosa” mentre cade nel nostro acquario! Stiamo parlando
ovviamente di biocondizionatori, integratori, fertilizzanti, prodotti
vitaminici, etc. Ma ci siamo mai passati parola su questo o quel prodotto,
e siamo quindi documentati sull’effettiva validità di un prodotto
quando lo acquistiamo? Per quanto mi riguarda, posso dire di aver provato
sui miei acquari quasi tutte le linee di prodotti esistenti oggi sul
mercato, e di averne poi scelte tre, perché in verità, proprio non ci
riesco a vendere qualcosa di cui non sia profondamente convinto! Per
quanto riguarda voi, sarebbe interessante che ci facciate sapere qualcosa
riguardo le vostre esperienze e soprattutto i risultati che avete
raggiunto utilizzando quel tal prodotto piuttosto che un altro. Tagliando
la testa al toro, vi dico subito che sono assolutamente contrario
all’uso di prodotti liquidi “fai da te”, come all’uso
indiscriminato in acquario di sostanze farmacologiche create per uso umano
e vi consiglio, per questo, di diffidare alacremente dai vari
“santoni” che girano indisturbati in Internet a distribuire
“consigli” gratuiti e sacrosanti (a detta loro!). Personalmente, tutto
quello che mi sono imparato l’ho letto su libri e riviste specializzate,
per poi verificarlo di persona sui miei acquari, e continuerò sempre di
questo passo; se volete un vero consiglio, in acquariofilia fidatevi solo
della vostra esperienza! Basatevi esclusivamente su questo e condividete
con altri ciò che sapete, che poi è un po’ il senso di questa rubrica.
Documentatevi leggendo il più possibile, mantenendo però sempre una
certa autonomia o, meglio, una certa capacità critica in quello che si
legge. Memorandum
Facciamo cadere La
Goccia ora!.. La Goccia
ConclusioneSpero che non
sottovalutiate il tema, perché è sacrosanto che “tutto ciò che
entra facilmente in acquario difficilmente ne esce” per cui è molto
importante usare dei prodotti di cui ci fidiamo e che riteniamo
indispensabili per il benessere di piante e pesci. Appro, vi dico
l’ultima e poi vi saluto, circa un anno fa ho abbandonato
un’associazione appena ho sentito dire fesserie tipo “il
biocondizionatore non serve a niente”… “sono andato in farmacia e mi
sono fatto il fertilizzante”… “ho usato l’Idroplurivit e ho
risparmiato 1 €uro!”… Le associazioni non servono a questo;
dovrebbero servire semmai a far vendere più prodotti, e quelli giusti,
possibilmente! |
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Xaverio |
Ciao a tutti, questa volta voglio provare a dire la mia. E'
da poco che faccio parte di questo mondo o meglio è da poco che a casa
mia computer e acquario interagiscono, solo da Natale, data che mi ha
fatto tuffare in questo nuovo mondo almeno per me. In questi mesi ho
visitato diversi siti e ho trovato qua il mio riferimento. Devo dire che
Orlandi non ha tutti i torti, infatti anche un acquariofilo di vecchia
data (il primo acquario lo ebbi 30anni fa)come me ha avuto il suo bel
daffare a muoversi in questo mondo così pieno dinformazioni, spesso che
mi hanno lasciato abbastanza perplesso. Ai miei tempi,ho da parecchio
superato gli anta, non si cambiava nemmeno l'acqua, figuriamoci i
fertilizzanti. Spesso i miei primi acquari si sono risolti in si e no un
paio di specie tra piante e pesci. Negli ultimi 15anni l'acquariofilia ha
fatto passi da gigante e così ho cominciato ad usare una sfilza di
prodotti facendo spesso una sorta di minestrone nel mio acquario. Poi ho
cominciato a capire delle sinergie tra i prodotti studiati da certe case e
ho visto i primi risultati ai quali ormai mi sono abituato, e meno male!
Uso quasi esclusivamente prodotti della Sera, aqutan, nitrivec e florena e
i miei acquari (2)non hanno più avuto problemi. Anche se ho sentito
parlare di anidride carbonica e fertilizzanti da dare ogni giorno, per ora
mi trovo bene così, anche se certe piante, tipo quelle che vanno di moda
adesso non mi campano. Nella mia scelta mi ha influenzato il rapporto
qualità-prezzo che mi sembra raggionevole eppoi il fatto che la Sera da
anni mi sembra più acquariofila di tutte, nel senso dei libretti che ha
sempre distribuito e anche del magnifico sito che ha. Anche Aquaportal è
bello e finora vi ho trovato molte informazioni utili, ho riprodotto quasi
tutto tranne i discus che mi stanno antipatici. Scusate l'intrusione di
questo "vecchietto" e continuate così! |
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Gina |
Premetto che parlo da inesperta,
anche se debbo dire che un po' comincio a capirci di acquari, anche perchè
mi sono messa sotto con la lettura. L'unico liquido che uso, per ora, è
il biocondizionatore della Tetra aquasafe che aggiungo sempre durante i
cambi dell'acqua. Non so dirti se sia di aiuto o meno per i pesci, ma
credo che male non faccia e poi, a dirla tutta, non è neanche una spesa
eccessiva, dato che mi dura per moltissimo tempo. Dovrei comprare un
fertilizzante per le mie anubias, anche se debbo dire stanno
discretamente, quindi sono ancora indecisa. Di più non saprei che dire.
Ciao ;-) |
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Raffaele Mengoli |
Nel mio acquario aperto uso prodotti Dupla, dopo aver usato all'inizio dei prodotti commerciali. Uso i liquidi della Dupla, perché ho notato i risultati diversi da quelli ottentuti con i prodotti di altre case. Soprattutto il GAN, che non è solo un biocondizionatore, ma un integratore a tutti gli effetti, penso che sia un liquido eccezzionale. Ma i risultati si vedono sopratutto con i fertilizzanti, non ho mai avuto piante così! Sono proprio soddisfatto, regalo un sacco di piante a tutti gli amici! Anche il Duplavit ho notato che è diverso dalle altre vitamine, costa un po' di più ma è molto più denso e aderisce meglio al mangime. Nella loro scelta mi ha influenzato il mio negoziante di fiducia che è di Gubbio (si può dire?) e un vostro articolo sul Duplarium su Aquarium oggi, complimenti, La seguo sempre ed ora ho scoperto anche questa sua rubrica. Saluti |
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giorgio (giorgio.vanzani@gaol.it) |
In tanti non ci crederanno ma ho incominciato a preoccuparmi dell'acqua solo quando sono rientrato in Italia dalla Francia,cioè diciotto anni fa. Perchè? Come faceva allora? Questo è matto! Penserete voi. No, niente di tutto questo, solo che ho avuto la fortuna (o sfortuna ) di abitare in una cittadina dove l'acqua era ed è tutt'ora perfetta, aveva tutti i parametri giusti per un acquario, un sogno, credetemi. Come scrivevo, ritornato a Brescia, la musica è cambiata e ho dovuto confrontarmi con dei problemi che non avevo mai avuto. Allora eccomi alla ricerca di tutte le informazioni possibili sui prodotti per migliorare la qualità dell'acqua e scelsi come biocondizionatore quello della Tetra consigliatomi dal mio "pescivendolo" dell'epoca. In questi anni ho cambiato commerciante ma ho sempre tenuto questa marca per il "bio", i miei pesci ne sono soddisfatti :-)) allora perchè cambiare? Ogni 20gg circa disinfetto l'acqua e prendo i prodotti della Wind-fish, sconosciuta? Lo sò ma la ditta che li fabbrica è a pochi km da casa e così oltre che all'ottimo prodotto e alla comodità ho anche un'ottimo prezzo.Wind-fish giallo e blu dunque per disinfettare l'acquario e tonificare i pesci. Per le piante uso solo Fer-Plus sempre della stessa ditta e il risultato è ottimo, visto le piante del mio acquario.Quando invece i miei pesci si decidono a depositare le uova uso del blu di metilene per prevenzione contro la micosi delle uova.Altri liquidi non ne metto, il mio acquario ha trovato il suo equilibrio così. Ciao a tutti. giorgio |
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VonK (andreapenna@libero.it) |
Ciao, io ho cominciato con un fritto misto da 60L (circa 4 anni fa), poi sono passato ad un 120L e adesso ho una vasca da 20L. Con la prima vasca ho provato praticamente tutti i classici prodotti per acquariofili che cominciano: medicinale blu di metilene e verde malachite - peccato aver saputo solo qualche mese fa (da uno dei "santoni" di cui sopra e non dal negoziante che me lo aveva venduto) che quest'ultimo e' cancerogeno. Poi biocondizionatore e fertilizzanti liquidi di tetra e sera. Insomma direi quasi il percorso classico per chi comincia. Poi con la vasca da 120L ho utillizzato prodotti ADA, erogazione di CO2 a bombola e tantissima luce. I risultati sono stati eccellenti (almeno per me), a tal punto che portavo le potature in vendita al mio negoziante :-))) Purtroppo a causa di varie eventi sono stato costretto a vendere la vasca e per un paio d'anni mi sono convinto che non avrei piu' avuto tempo a sufficienza per gestire un'acquario (del tipo che piaceva a me, cioe' alla Amano). Poi un giorno, direi febbrai dell'anno scorso, sono capitato su un sito di un certo Costantino, un "matto" con la casa piena di vasche, alcune piuttosto piccole e tutto sommato non cosi' esigenti in termini di attenzioni. Ricominciata l'avventura, pero' e' grazie alle informazioni pubblicate sul sito di uno di quei "santoni" di cui sopra che riesco a mettere a fuoco cosa voglio realizzare: una vasca "bonsai" (da 20L appunto) ma alla Amano, cioe' nell'unico modo in cui posso concepire una vasca dolce di piante. Non uso prodotti specifici per acquari ne' per allestire il fondo, ne' per l'illuminazione ne' tantomeno per 'condizionare' l'acqua; realizzo tre soluzioni saline per indurire l'acqua di osmosi, acquistando prodotti in un negozio di prodotti chimici (sempre secondo ricette fai da te). Sono passato a liquidi commerciali solo dopo i primi sei mesi di vita della vasca; ho comprato la linea di fertilizzazione liquida della Elos (Fase1, Fase2, K40). Perche' Elos e non Ada (l'alternativa che mi ero posto era tra queste due)? Perche' i contenitori Ada sono troppo grandi per il mio 20L e non credo i prodotti rimangano inalterati nel tempo. Sono ormai 8 mesi che uso questi fertilizzanti e piu' di un anno che uso le soluzioni per indurire l'acqua e credo di aver trovato un buon compromesso da "commerciale" - "fai da te" e tra costo/risultati (ho messo delle foto, la scheda tecnica della vasca e il diario su un sito: www.andreapenna.it, tanto per avere un'idea del risultato). Inutile dire che di medicinali ne' la vasca da 120L ne' tanto meno quest' ultima ne abbiano mai visti :-))) |
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Federico (febardu@tin.it) |
Io credo che il tema affrontato non
sia tra i più semplici e come spesso accade in questi casi non c'è una
verità ma varie opinioni spesso contrastanti ma non necessariamente
sbagliate. Tu Costantino hai scritto ''Tagliando la testa al toro, vi dico
subito che sono assolutamente contrario all’uso di prodotti liquidi
“fai da te”, ''. Io non mi sento di depennare nè il fai da tè nè il
classico commercio. Credo però una cosa secondo me importante. La tecnica
''acquariofila'' è cresciuta soprattutto grazie al fai da te.Non
dimentichiamoci che molti prodotti ora in commercio non sono altro che la
'' rivisitazione'' di altri prodotti pensati e creati in altri campi molti
anni fa.Basta citare i vari schiumatoi denitratori debaterizzatori e
osmosi inversa di uso + che decennale in campo civile. Penso che di questo
gli acquariofili se ne sono accorti e le varie ditte si sono dovute
adattare fornendo prodotti sempre più specializzati e validi.Insomma si
può dire che ci sia una sorta di curiosa competizione molto positiva che
non bisogna assolutamente disprezzare. Inoltre trovo una sorta di
contraddizione quando scrivi ''Documentatevi leggendo il più possibile,
mantenendo però sempre una certa autonomia o, meglio, una certa capacità
critica in quello che si legge.'' Credo che sia proprio questa capacità
critica, questa autonomia a spingere gli appassionati al fai da te. E'
chiaro che comunque stiamo parlando di un fai da te razionale e
documentato perchè altrimenti il discorso non sussiste.Si possono fare
tanti tanti danni anche con la linea Elos! Concludo sottolineando che la
creatività razionale sia il motore di questa stupenda passione! |
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Luca Torre (lucatorre@inwind.it) |
Ciao Costantino, ciao staff di Acquaportal. Aver provato e selezionato i prodotti per acquari ti rende onore. Per quanto riguarda le esperienze che ognuno di noi ha fatto con i vari prodotti esse sono talmente soggettive, mutevoli da un acquario ad un altro, e da un acquariofilo ad un altro, che non è possibile stabilire con poche opinioni quale sia un prodotto valido e quale no. Ciò vale anche per i prodotti fai da te e per usi farmacologici: le esperienze sono talmente varie che c'è e ci sarà sempre chi si trova bene e chi no. Tu non ti sei trovato bene, ma questa è la TUA esperienza. Vorrei però far riflettere sul fatto che se questi prodotti fai da te vengono usati e si diffondono un po', qualcuno pur dovrà essersi trovato bene, altrimenti se tutti avessero avuto esperienze negative il prodotto-alchimia sarebbe andato in disuso o più probabilmente non avrebbe mai cominciato ad essere usato. Per questo è sacrosanto il tuo consiglio di discutere, leggere criticamente (tutto, anche il fai da te!), e fidarsi in fin dei conti solo della propria esperienza. I prodotti che uso io sono i Seachem, li trovo ottimi (e i miei acquari sono in ottima forma) ma peccato che le traduzioni in italiano delle etichette siano pessime, riportando a volte errori sostanziali oltre che di ortografia. Consiglio a tutti di leggere l'etichetta inglese che sta sotto l'italiana. Li ho provati su consiglio di un negoziante di cui mi fido, ma credo che non esistano prodotti che funzionano sicuramente perchè dipende da come li si usa, nè esistono prodotti che sicuramente non funzionano o non servono (con le dovute eccezioni, esistono infatti prodotti realizzati solo ed esclusivamente per fini di marketing che nulla hanno a che fare con un acquario ben tenuto e funzionante; usando tali prodotti, che spesso si propongono come rimedi contro un determinato male come gli antialghe e i 'depuratori' d'acqua, si può solo aggiungere male al male). Inoltre da quanto scrivi sulla associazione che hai abbandonato, la motivazione non mi sembra valida (perchè in una associazione dovrebbe esistere il confronto e non le prese di posizione incondizionate) ed inoltre si capisce da ciò che scrivi che le frasi da te riportate sono state bollate come 'fesserie' prima ancora di averle potute sperimentare, come se tu partissi prevenuto contro il fai da te. Se pure fosse vero (ma non è vero) che le associazioni debbano servire a far vendere più prodotti e i migliori, sappi che esse già lo fanno! Infatti con l'associazionismo, "condividendo con altri ciò che si sa" (frase detta da te), e anche con il fai da te e i consigli dei più esperti, i meno bravi possono evitare di incorrere in errori che, prima o poi, farebbero abbandonar loro l'hobby. Ti assicuro che personalmente per ogni euro risparmiato grazie al fai da te e al confronto con altre persone, ne ho spesi dieci in più e ben più volentieri. Infatti se non avessi avuto la possibilità di capire a fondo come si conduce un acquario (e non l'ho capito, ti assicuro, presso nessun negoziante per quanto bravo nè su alcun libro), l'acquariofilia l'avrei abbandonata ben presto. Ciao. Luca. |
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Prefazione
Questo
volta, niente domande, niente tema! Ok, abbandoniamo il campo! Fa troppo
caldo, poi comincio a delirare davvero!!! ;-))) Facciamo così, in vista
della pausa estiva, vi lascio campo libero per due mesi! Ci rileggeremo
infatti non prima del 15 Agosto e intanto sfruttate questa opportunità
nel miglior modo possibile! Intendo infatti lasciarvi lo spazio per
esprimervi e dire qualunque cosa sia, chiaramente, inerente
all’acquariofilia, bello no? J
Però… dovrete pubblicare solo messaggi positivi, messaggi di gioia,
solari come la stagione che stiamo vivendo! I messaggi negativi,
offensivi e le polemiche saranno prontamente rimosse. Bene, avete due
mesi per farci pervenire i vostri pensieri più positivi, un semplice
saluto, farci sapere se avete avuto nascite o siete riusciti in qualcosa
di particolare col vostro acquario, insomma tutto quello che volete, come
si è soliti fare a Londra, nei corner di Hyde Park. Ovviamente, anche
stavolta tutto sarà pubblicato su Hydra, e quindi sarà interessante
leggere quello che avrete da dire, quello che pensiate sia importante
comunicare al mondo acquariofilo italiano, e non fatevi troppi problemi
per scrivere! J
Magari, sceglierò di pubblicare proprio quello che per la prima volta è
riuscito a non perdere neanche un avannotto dell’ultima covata dei suoi
beniamini! L’importante non sarà l’argomento, ma la gioia con la
quale scriverete! Memorandum
Facciamo cadere La Goccia ora!.. La Goccia
ConclusioneVi
auguro di fare buone ferie con la speranza che vi divertiate davvero, come
mi auguro avvenga su La Goccia scrivendo a “briglia sciolta” durante
questi due mesi in cui mi mancherete, uh, se mi mancherete!.. Melanconicamente
vostro… Costantino Orlandi |
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Giorgio
Vanzani (giorgio.vanzani@gaol.it) |
Posso
scrivere quello che voglio? Questa occasione non la lascio scappare. 14
Giugno 2003, una data che non dimenticherò facilmente e con me tanti
altri, motivo? L'istallazione di un'acquario alla Clinica Pediatrica
Spedali Civili di Brescia, donato dalla nostra Associazione Acquariofili
On Line in altre parole il GAOL di cui sono socio e da una nota casa,
possiamo dirlo? La Sera, che ancora una volta ringrazio personalmente.
Certo è un bell'impegno che mi sono preso,dovrò seguirlo regolarmente
per la normale manutenzione ma sarò ricompensato da tanti sorrisi e da
tanti sguardi di stupore di quei bambini che si soffermeranno davanti.
Qualcosa del genere è successo proprio ieri mattina, quando una mamma
portò la sua figlioletta un pò capricciosa davanti all'acquario e...........stop,
capricci finiti e sguardo meravigliato e pure il sorriso della mammina era
eloquente; Sergio, Willy zitti....stò parlando dell'acquario,
eh!!:-))Loro,con Liliana la consorte di Willy, sono i soci che sono venuti
ad aiutarmi per l'istallazione, sono venuti da Varese e da Ferrara, un
bell'esempio......, li ringrazio non solo per il lavoro ma anche per la
bella e spensierata compagnia. Ha! Dimenticavo un ringraziamento anche a
Tino Orlandi, che ci ha fornito il materiale che mancava, gratuitamente!
Altro argomento di cui vorrei scrivere due parole è la sperimentazione
che stiamo facendo con le piante carnivore acquatiche in collaborazione
con l' AIPC. In questo periodo ho nel mio acquario una "Aldovandra",
piantina che mangia i microrganismi, le sue trappole sono velocissime e a
scatto, insomma, una perfezione della natura. Per ora tutto procede bene e
se continuerà così la nostra soddisfazione sarà grande poichè,
sembrerebbe, che pochi coltivatori di piante carnivore siano riusciti a
farla sopravvivere, noiu speriamo di riuscirci così ci sarà qualcosa in
più nei nostri acquari. Grande GAOL. Buone ferie a tutti belli e brutti
:-)))))). giorgio....brescia |
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Massimo
De Martin (celconsulenze@infinito.it) |
Quando ero a scuola e mi si poneva davanti la scelta del tema da comporre ero sempre indeciso.. tema uno tema due tema libero.. le prime volte mi buttavo sul tema libero.. ma ho imparato che è un suicidio.. e quindi eccomi qua.. a distanza di anni a rifare lo stesso errore.. ma.. almeno.. adesso ho qualche esperienza in più.. e si parla di un argomento a me più congeniale.. gli acquari e il mondo che li abbraccia e che ci affascina.. Io ho la passione degli acquari da sempre.. ma non ho potuto averne uno fino a 6 anni fa circa.. poi le cose sono cambiate.. prima un 80 litri.. poi un 120... poi la seconda vasca.. e la terza e via così fino ad oggi e al sogno che con la mia compagna stiamo cullando e portando a termine.. Sono felice di aver intrapreso questo hobby con la mia fidanzata di aver potuto condividere con lei molte delle gioie che abbiamo vissuto.. le innumerevoli nascite.. le scoperte di nuove vite in vasca.. i viaggi fatti per vedere e imparare cose nuove.. e la voglia che tutt'ora condividiamo di sperimentare e avere di più.. Da poco abbiamo anche intrapreso la via del marino.. con alti e bassi.. molto bassi alle volte.. ma non ci siamo mai scoraggiati.. e stiamo andando avanti e delle belle cose stanno arrivando.. abbiamo imparato molto dalle nostre passioni e abbiamo apprezzato molto questo piccolo mondo che tante soddisfazioni può dare.. Dovete sapere che .. se c'è la passione.. prendere una roccia viva colonizzata che è in una vasca di barriera da molti anni.. e porla in una vasca vuota.. beh. può dare tante di quelle soddisfazioni .. sedersi li davanti con la faccia a pochi cm dal vetro e veder che in quella roccia.. c'è una città che si muove.. io lo avevo letto sui libri.. ma non lo avevo mai visto.. letto si.. ma visto no.. e c'è parecchia differenza.. vedere che in 10 cmq c'è un mondo che vive e che si sviluppa che crea e distrugge che modifica il mondo attorno a se per sopravvivere.. è meraviglioso quello che si puo' ammirare in uno spazio così piccolo.. non servono spazi grandi per dare libero sfogo alla fantasia.. e mi piace pensare di avere tante cose da vedere in un acquario che non riuscirò mai a vedere e che mi permetteranno di vedere le vasche sempre come cose nuove.. diverse.. è vero che è un mondo che necessita le nostre cure.. molto più che non un gatto o un cane.. che è molto impegnativo (ma avete mai provato a corteggiare una ragazza ???) ma è anche vero che se trattato con amore e con le giuste attrezzature sa riempire di soddisfazione.. sono andato a milano tempo addietro.. e ho visto la vasca di un amico di AP.. beh.. la vasca era veramente bella.. ma la cosa più bella che ho visto era la sua passione e il suo amore nei confronti di quello che aveva fatto.. mi ha regalato delle talee che ha fatto lui.. e sembravano diamanti ai suoi occhi (e ai miei lo erano..) quello che mi piace di più delle mie vasche sono gli occhi della mia ragazza quando guarda l'acquario.. o la sua voce quando mi chiede informazioni per telefono sui nostri pessiolini (con due s..) è l'amore che ci turbina attorno e che fa sorridere chi vede la vasca.. è quello che mi piace.. non il fatto in se.. ma il fatto che quella vasca possa comunicare emozioni.. come la goccia.. un mezzo.. non il fine ultimo.. un mezzo per trasportare le nostre emozioni agli altri.. e le emozioni che suscita una vasca dolce o marina che sia sono sempre buone.. anche nella vasca più "brutta" e mal concia l'occhio attento di un vero appassionato trova le luci che la fanno brillare.. Sono felice di aver intrapreso questo che per me è un hobby piacevole e che mi sta donando molte soddisfazioni.. spero che con il tempo anche altri possano avvicinarsi a questo mondo anche solo leggendo come ho fatto io per diversi anni.. e vedrete che sarà un po’ come immergersi in un mondo diverso.. una fiaba.. un qualcosa di separato dalla realtà.. un viaggio che vi porterà altrove.. Ringrazio anche la Goccia e Costantino per non aver abbandonato il progetto che è e resta importante ai miei occhi… il mondo degli acquari e dei loro ospiti non deve rimanere isolato dal mondo “esterno”.. e la goccia ci permette di ampliarne la conoscenza e aiutarci a trovare persone che condividono con noi la nostra passione e che ci possono aiutare a crescere… Come al solito prenderò un bel 4— da qualche parte mi sa che sono uscito di tema :) |
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Mario |
Ciao
Costantino, ciao a tutti i lettori della "La Goccia" Questa
volta ci dai una grandissima occasione invitandoci a parlare a ruota
libera delle nostre esperienze, negative o positive che siano, e sarebbe
un peccato non approfittarne visto che il mondo acquariofilo vive anche
delle notizie trasmesse tramite il "Tam-Tam" dei suoi
componenti. Quella che mi accingo a raccontare e' la storia di un genitore
che per accontentare la figlia ha comprato una vaschetta con due pesci
rossi ed adesso si ritrova, dopo alcuni anni, ad ospitare dei Discus. E'
tutto nato per accontentare la figlia che desiderava avere un animaletto
in casa, per svariati motivi non potevamo prendere cani, gatti &
company, ed allora la scelta e' caduta sulla "classica" boccia
di vetro con un paio di pesci rossi. Non sapevamo, ne' mia moglie ne' io,
in che trappola ci eravamo andati a ficcare. Da sempre amanti degli
animali il passo dalla boccia di vetro alla vasca di 150 litri lordi e'
stato breve, cosi come e' stato breve il lasso di tempo che ci ha fatto
passare dall'allevare i nobili Carassius all'allevare i Poecilia
reticulata. Dopo aver ottenuto svariate deposizioni, di quello di cui
abbiamo saputo in seguito essere il pesce piu' prolifico del panorama
acquariofilo, ci siamo innamorati di altre varieta' di pesci. Cosi abbiamo
popolato la vasca di altri inquilini che tenessero compagnia ai nostri
Guppy. Ovviamente siamo rimasti colpiti dal comportamento maestoso e del
particolare "snobbismo" del Pterophyllum scalare. Senza nessuna
cognizione abbiamo inserito nel nostro acquario di comunità 5 esemplari
di scalare, molto piccoli a dir la verita', ed abbiamo passato diverse
sere incantati davanti al vetro frontale della vasca non riuscendo a
capire se eravamo noi due ad osservare o ad essere osservati. Lascio a voi
indovinare cosa sia successo ai guppy....sigh!! Le continue morti dei
coloratissimi guppy hanno risvegliato le nostre coscienze assopite, e non
riuscendo a capire come mai i nostri beniamini venivano a
"mancare" nonostante i valori dell'acqua fossero nella norma
abbiamo acquistato il nostro primo libro acquariofilo. Apriti cielo!!!
Tutto, ma assolutamente tutto cio' che avevamo fatto era errato!!
Abbinamento scalare-guppy?? Una bestemmia!! Quantita' di piante presenti
in vasca?? Assolutamente insufficiente!! Valori PH, KH, GH etc etc per
mantenere in vita degli scalari??? Assolutamente fuori dalla norma!!
Ovviamente ci siamo rimboccati le maniche ed abbiamo cercato di
"adeguarci" ai consigli forniti dall'autore. Unica deroga il
numero degli esemplari, io non volevo assolutamente limitarmi ai soli due
esemplari consigliati per una vasca dal litraggio come quella in mio
possesso. Nel giro di qualche mese gli scalari, che convivevano
pacificamente con alcuni corydoras e petitelle, sono cresciuti ed a nostra
insaputa si era venuta a formare una coppia. L'ormai marito e moglie hanno
deciso che il loro talamo era decisamente troppo affollato affinche'
potessero crescere, prosperare e riprodursi, ed in pochi giorni hanno
sistematicamente eliminatoi tre inquilini di troppo. Dopo aver fatto cio'
hanno cominciato a riprodursi. Dopo le prime deposizioni “andate
buche” abbiamo avuto la soddisfazione di vedere nascere e crescere
alcune covate di avanotti. La coppia ci ha allietato della sua compagnia
per diversi anni, non ricordo piu’ quanti, perdonatemi la memoria
comincia a vacillare. Una volta che la femmina e’ morta abbiamo provato
a “ricreare” una coppia, ma avete idea di quanto sia difficile trovare
una femmina, certa, di scalare? Il risultato e’ che abbiamo dato via
anche il maschio ed abbiamo preso Due coppie di Microgeophagus ramirezi,
che pero’ stentavano a decollare, insomma i due maschi passavano il loro
tempo a suonarsele di santa ragione e non degnavano della minima
attenzione le due femmine. Nel frattempo, per vari motivi personali,
stavamo trascurando la manutenzione della nostra vasca con gli esiti che
tutti voi potete benissimo immaginare; i pesci morivano, gli unici a
sembrare immuni a tutto erano i ram, e la cosa mi stupisce tutt’ora
perche’ ho sempre letto che i ram sono molto sensibili alla qualita’
dell’acqua. Le piante non solo non crescevano, ma morivano una dietro
l’altra. Quanti soldi ho speso in quel periodo in piante, ma non avevamo
avuto molta “fortuna” con le piante fin dai nostri esordi. Siamo
partiti per le vacanze sistemando una mangiatoia automatica giusto per
placare le nostre coscienze. In noi, incosapevolmente, era sempre piu’
radicata l’idea di smantellare il tutto e relegare per sempre quella,
ormai, vasca della morte in cantina….. Al nostro ritorno ci aspettavamo
di trovare i resti dei pochi pesci rimasti sul fondo, ormai trasformati in
lische. Invece abbiamo trovato le due coppie di ram intente ad accudire
due nuvole di avanotti!!! E’ stata la svolta, abbiamo ripreso ad
approfondire le nostre conoscenze, abbiamo smantellato la vasca e siamo
ripartiti da capo, ormai non era piu’ “il semplice desiderio della
figlia”, era diventata la passione di mamma e papa’. I nostri ram
hanno fatto la gioia di parecchi amici e conoscenti che condividono il
nostro hobby e nel frattempo noi abbiamo dotato la nostra vasca di qualche
accessorio in piu’, come un impianto per la fertilizzazione mediante
apporto di CO2, di un nuovo filtro esterno. Mediante l’apporto di CO2
abbiamo risolto il 90% dei nostri problemi con le piante al punto tale che
ormai sono mesi e mesi che non acquistiamo piu’ una pianta nuova e la
nostra vasca sembra una foresta, quanti soldi abbiamo letteralmente
buttato prima….. Poi, circa un anno fa’ la svolta. Il Discus. Con
molta cautela, viste le esperienze passate, ci siamo informati e
documentati su questo stupendo pesce. Tutto era contro di noi, iniziando
dal timore che avevamo dentro. Dopo molte ricerche ci siamo buttati, ed
oggi siamo contenti della scelta fatta. Ovviamente i problemi non sono
mancati, ma con impegno e costanza sono anche stati superati ed oggi
possiamo affermare che sono state piu’ le gioie che le delusioni
regalateci dai nostri amici, al punto che stiamo pensando di dare ai
nostri beniamini una nuova casa piu’ spaziosa. Ma questa e’ un’altra
storia…… Scusatemi se mi sono dilungato troppo. Saluti da Mario |
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Daniele
Lemmi (sniff5) (sniff5@libero.it) |
Grazie all'acquariofilia ultimamente ho conosciuto nella mia zona delle persone fantastiche e adesso ci stiamo mettendo d'accordo per organizzare dei raduni per imparare sempre di più su questo magnifico "mondo" e per me che sono un ragazzo di vent'anni con non molta esperienza acquariofila è una cosa molto importante! |
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Andy
(andy_nest@vivacity.it) |
Eccomi qua! Che dire....la cosa che mi sta dando maggiori soddisfazioni in questo momento di calura estiva è il lento ma costante evolvere della nuova vasca che ho allestito ormai circa 50 giorni fa e che ha sostituito il vecchio acquario. Il vedere le piante riprendersi dallo shock del trapianto (2 giorni nella vasca da bagno), le nuove piante attecchire e infoltirsi, le poche alghe verdi a puntino che si contraggono sempre più, ed oggi rendermi conto che in qualche modo le caridine si sono riprodotte e se ne vanno a spasso in cerca delle sempre più rare alghe filamentose. I miei amati Discus poi che hanno dimostrato subito di gradire il maggiore spazio d'acqua a disposizione. Ecco tutto questo mi dà una volta di più il senso del "lasciare fare alla natura", agevolarla ma non forzarla; rimanere in paziente attesa che una vasca riempita d'acqua, piante, sabbia, pesci, diventi un Acquario degno di questo nome. Non è retorica, ma il cercare un momento di equilibrio, come una finestra aperta su di noi stessi, dopo tutta una giornata passata fuori di casa, dedicare questi pochi minuti a contemplare la nostra vasca, ci regala quella serenità e quel relax che aiuta a sopravvivere a questa vita caotica di ogni giorno. |
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dario
(info@acquariofacile.it) |
E' la sera quando la calura estiva cede il passo ad un po’di refrigerio che godo appieno del mio hobby. Scruto perplesso i miei acquari nel timore di trovare piccole vite sopraffatte dal caldo, segni di cedimento da parte delle piante... No, la vita continua, si adatta, non si arrende. A dispetto del caldo, delle nostre regole, teorie, è la vita che vince. Le echinodorus non sono mai state così rigogliose, pronte a gratificarmi con una splendida fioritura. I discus attendono pazienti il mio arrivo, scodinzolando allegramente al primo segnale di un pasto. Le vasche dei caracidi e dei ciclidi nani pullulano anch'esse di vita: le Nannacara hanno messo su famiglia e con loro anche una coppia di Borelli, dal canto loro anche gli Altum sembrano darsi da fare pulendo ripetutamente le ampie foglie della Ozelot. Allora continuando ad osservare queste piccole vite, mi perdo nei miei pensieri, volo anch'io sulle rive dell'Orinoco, sui fondali del tanganika, tra le placide acque delle risaie asiatiche. Trovo così nuovi stimoli, nuove avventure in cui cimentarmi, nuove storie da raccontare. No, l'estate non è una noia per un acquariofilo. I nostri pesci continuano a parlarci, a noi la capacità di starli ad ascoltare. |
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Niko
(domenico_barreca@tin.it) |
La mia e' una storia un po’ trafficata, da sempre, nato in una citta' di mare, ho avuto un forte legame con tutto cio' che riguarda l'acqua.Ma la passione per l'acquariofilia e' stata sempre una cosa non ben radicata dentro me.In passato ho avuto blande esperienze in questo mondo meraviglioso, vuoi per la giovane eta' vuoi per le delusioni ed i cattivi consigli di negozianti che si spacciavano per "gotha" dell'acquariofilia e ne sapevano meno di me, aggiungiamo anche che negli ultimi anni e' stato un girovagare di citta' in citta' per motivi di lavoro, quindi con un trasloco all'anno avere un'acquario era un problema.Poi ho conosciuto una donna, la mia attuale moglie, ho cambiato lavoro, ho ritrovato la pace e la tranquillita'. Da qui ho dedotto che era arrivato il momento di ricominciare ad allestire un'acquario.All'inizio e' stata dura convincere mia moglie per motivi di spazio, la nostra casa non e' molto grande ed io pensavo gia' di allestire una "piscina", alla fine mi sono accontentato di un 100lt.Beh non trovo le parole per descrivere la soddisfazione che si prova nel creare un piccolo angolo di natura sommersa, di veder nascere la vita sia animale che vegetale. E' uno spettacolo, passo delle ore davanti al mio acquario ed a volte mi ci perdo dentro, il mio primo pensiero quando torno dall'ufficio, dopo aver salutato la moglie, e' andare a trovare i miei pesciolini. Non posso far a meno di star li a guardare cosa succede in quei 100 litri d'acqua, fino al punto di non rendermi conto dell'ora tarda, e' molto meglio di stare a guardare la televisione. Inoltre grazie a questo mondo sono venuto a contatto con delle persone che hanno la stessa mia passione, si sono create delle amicizie anche a livello familiare, il che e' molto bello in quanto non si vive di solo acquario ma' e' magnifico quello che riesce a ruotare intorno ad esso, non prevaricando l'obiettivo principale che e' quello del benessere dei nostri amici pesci, e' grazie agli amici pesci, che io posso asserire che sono nate nuove amicizie, ma la cosa che piu' mi rende soddisfatto e' che anche la mia compagna e' rimasta affascinata da questo angolo di paradiso che e' l'acquario, ed in vista della nuova e definitiva casa molto piu' grande ha acconsentito all'allestimento di un'acquario piscina (non esageriamo). Grazie ancora a Costantino e a La Goccia per avermi dato la possibilita' di poter esprimere lo stato d'animo e la soddisfazione interiore in cui verso in questo momento, per aver realizzato il mio angolo di natura. |
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NO
ALLA COLORAZIONE ARTIFICIALE! Settembre 2003
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Corsivo
Non
voglio allargarmi troppo in convenevoli… Ultimamente, (chi segue La
Goccia lo saprà) c’è
stato chi ha usato le mie opinioni personali (fraintendendo
grossolanamente, e a suo comodo per giunta!) per scagliare attacchi verso
me e la rubrica che conduco su AP; a questi “signori” (virgolettato
dato quello che hanno scritto sul mio conto) non risponderò mai
direttamente perché non lo meritano e li invito a leggersi quello che fu
scritto dal sottoscritto circa un anno fa, quando appunto presentai La
Goccia come rubrica di tutti, da me curata ed ideata, ma non certo mia, in
senso lato! Non è infatti tanto importante quello che io scrivo per
introdurre l’argomento del mese (quello serve solo a far conoscere a chi
partecipa la mia personale opinione in merito) , la forza de La Goccia sta
appunto nelle esternazioni spontanee (ed attenzione… sincere, e senza
secondi fini… quelle sappiamo riconoscerle!) di chi ci partecipa e sente
di dire la sua in merito, aldilà di vecchi rancori personali che nutrono
verso me certi personaggi. Questo è quanto. La Goccia continuerà ad
esistere non per mio volere (!), ma per volere degli altri, per chi ha già
partecipato, per chi ha ancora qualcosa da dire, e per chi la ritiene uno
strumento indispensabile per diffondere la sua voce e consapevolmente lo
farà in un ambito di rilevanza nazionale, a scapito di quello che offrono
altri, che si ritengono erroneamente detentori di tutte le verità. Ne La
Goccia c’è posto per tutti quindi… tranne per chi non ha
nient’altro da fare e per chi vive l’acquariofilia come una sorta di
vendetta personale nei confronti della società e del posto che occupa in
essa! Se siete insoddisfatti esistono gli psicoterapeuti! Stralciamo
quindi tutto, per me parentesi chiusa, ed arriviamo al punto di questo
mese: certo, c’è stata l’estate di mezzo, una bella pausa, e ci siamo
dati appuntamento appunto a Ferragosto, ed io puntuale eccomi qua, come
credo ci siano anche tutti quelli a cui preme di partecipare a questa
rubrica… Cioa bbelli! J
In questo momento di difficoltà , (in cui stavo per decidere di mollare
tutto) devo dire che di grande aiuto mi sono stati vicini i ragazzi, le
persone che frequentano il forum di AP che ho scoperto seguivano, seppur a
volte non intervenendo direttamente, la rubrica. E’ essenzialmente per
loro che sono ancora qui, e non so ancora se dovranno essere orgogliosi
dell’affetto che hanno dimostrato verso questa rubrica, non so nemmeno
se continueranno ad essermi vicini, ma so di sicuro che hanno toccato uno
degli argomenti che più mi sta a cuore nella mia lunga ed interminabile
carriera di acquariofilo: vale a dire la colorazione artificiale dei
pesci… Abbiamo scritto lunghi Topic nel forum, e tutti abbiamo detto
“NO ALLA COLORAZIONE ARTIFICIALE!” Ci siamo già mossi in questo
senso, migliaia di e-mail sono state inviate agli account delle
trasmissioni televisive più famose ed attinenti al problema. Problema che
vorremmo risolvere con una proposta di legge che vieti in assoluto il
commercio di certe specie soggette a questa pratica barbara che costringe
questi esseri viventi a sopportare una lunga e lenta agonia negli acquari
dei malcapitati che si trovano ad acquistarli, sottoponendo gli altri
coinquilini al rischio della famigerata linfocistiosi, che potrebbe
propagarsi nell’acquario. Poi, nello stesso ambito è intervenuto Marco
Milanesi, che ha sottoposto a tutti il problema dei Chaetodon e di tutti
quei pesci marini che mal si adattano ancora, nonostante i progressi, alla
vita in cattività cui sono sottoposti in acquario. Sostanzialmente
dovremmo cercare di NON ACQUISTARE PESCI COLORATI ARTIFICIALMENTE e di NON
CONTRIBUIRE AL PRELIEVO IN NATURA DI SPECIE CHE MAL SI ADATTANO ALLA VITA
IN CATTIVITA’… questo, è evidente, si potrebbe tradurre in una specie
di spada di Damocle sulla testa di ogni acquariofilo, ma noi di AP, dopo
aver comunque discusso, ci siamo sentiti in grado di accettare la sfida,
perché siamo certi di condurre il nostro hobby con sommo rispetto per la
Natura ed anzi, con l’impegno di conoscerLa e quindi preservarLa! Non so
se è chiaro il concetto, vorrei evitare di fare citazioni, ma CON NOI O
CONTRO DI NOI ci sta tutta a prescindere dall’autore della medesima e
dalla nostra identità politica. Chi mi conosce sa bene quanto sia
complicato collocarmi in un quadro politico attuale che non vede tuttora
chi possa rappresentarmi appieno nel mio modo di vedere le regole che
governano la Terra allo stato attuale delle cose, se pensate che io sia…
vi invito a leggere questo www.blueverde.it/links/politica.htm
e poi parliamo (in pvt)… J
Ragazzi, ho parlato di politica, mio malgrado, perché solo in questo modo
potremo eliminare un problema che
ci sta a cuore ed ha mobilitato tutti per una giusta causa… Se potessi,
andrei a parlare personalmente con la Corte Costituzionale, ma chi volete
dia retta ad uno scellerato che invece di vendere, fare il commerciante,
si professi ancora acquariofilo? Abbiamo bisogno di un politico che prenda
a cuore il nostro problema… e sono sicuro che lo troveremo! J
Nel frattempo noi avremmo realizzato un logo che identifichi la nostra
protesta, comprato una pagina su Hydra per evidenziarla e chissa
quant’altro verrà… Grazie ad AP! Memorandum Facciamo
cadere La Goccia ora! La
Goccia
Questa
volta, dato il problema opto per una domanda secca: 1.
Dici NO ALLA COLORAZIONE ARTIFICIALE e NO AL PRELIEVO IN NATURA DI
SPECIE CHE MAL SI ADATTANO ALLA VITA IN CATTIVITA’ …spiegaci perché? Conclusione
La
mia paginetta è finita… il senso de La Goccia è sempre questo… dite
la vostra che ho detto la mia!.. Cioa
bbelli! Costantino
Orlandi
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QUESTA È L'ULTIMA GOCCIA CADUTA... |
SE
VUOI PARTECIPARE COLLEGATI A www.acquaportal.it/Lagoccia.htm E LASCIA UN COMMENTO! (I commenti più interessanti verranno pubblicati su Hydra) |
Oggi LA GOCCIA non esiste più, qualcuno ha
cercato già di imitarla mentre paradossalmente non è stata mai apprezzata e
valorizzata appieno, quindi ritenni di smetterla di continuare ad espormi
impegnandomi così seriamente.
Di seguito vi riporto quello che considero l'epilogo di questa storia, un
messaggio tratto dal forum di AcquaPortal, in cui Emanuele, alias Merdus, ha cercato invano di
farmi tornare sui miei passi.
Grazie comunque, per averci almeno provato!
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