I MIEI ARTICOLI

             Pterophyllum altum
 
          Hydra 13, Giugno 2002, ed. Sesto Continente

        

Pressappoco chiunque frequenti il web, acquariofilicamente parlando (www.blueverde.it), sarà al corrente della mia “storia d’amore” con una coppia di scalari, Alvaro e Beatrice, che ho allevato e riprodotto per lungo tempo e che per una mia disattenzione sono finiti tragicamente, lasciandomi triste come non mai. Per questo vorrei ricordarli, prima di dare inizio alla descrizione dell’articolo seguente che vede ancora protagonista l’acquario che li ospitò.

Per un periodo non riuscivo nemmeno a guardare questo acquario senza, inevitabilmente, cercarli nella zona in cui erano soliti stazionare, tanto che pian piano tutto stava morendo, ed anche inserendo nuove piante e volendo essere magnanimi con se stessi, risultava ancora anonimo l’acquario senza di loro. Fu così che invogliato dal mio amico Oscar Di Santo della Panaque srl, cominciai a pensare agli Altum, che, per contro, tutti mi sconsigliavano raccontandomi le loro vicissitudini nell’allevare questo pesce notoriamente difficile. Oscar mi rassicurò dicendo che i giovani altum in arrivo, pescati nell’Orinoco, sarebbero stati lentamente acclimatati a valori di pH più accettabili dalle nostre parti, quarantenati e svezzati con vari tipi di cibo, in modo di non avere problemi in seguito con l’alimentazione. E mantenne la parola. Già, direte voi... “Facile! Non tutti possono fruire, in questi termini, dell’amicizia data da un valente biologo a capo di un’equipe in un allevamento di Discus!” Ed io vi rispondo... “Badate bene, ci sono innumerevoli persone che operano in questo campo, sacrificando se stessi e non permettendo a nessuno di mettere in dubbio il loro operato. Sono persone serie, basta trovarle e premiarle rimettendo loro la nostra più totale fiducia!” L’unica perplessità mostratami dai ragazzi della Panaque era che i quattro esemplari dovessero essere ospitati in una vasca aperta e messa al centro del mio negozio, fungendo da divisorio. Questo non mi spaventò e cominciai a pensare a qualcosa che fosse come un canneto, in cui i quattro, timidi e spaesati pesci, avrebbero trovato rifugio qualora qualcosa li avrebbe infastiditi. 

Un groviglio di Echinodorus

Pterophyllum altum vive in ambienti in situazioni limite, in acqua acidissima dove non esiste vegetazione, ma trova riparo sotto le fronde dei rami caduti nell’acqua e nelle radici degli alberi sovrastanti che colonizzano la zona di ripa. Per questo pensai agli Echinodorus. Nei nostri acquari i cataboliti dei pesci devono essere per forza rimossi o, tramite cospicui cambi d’acqua, o essendo metabolizzati dalle piante presenti in acquario. E questo vuol dire, essenzialmente, che non siamo per forza legati a riprodurre un biotopo in acquario; anzi, per la salute e il benessere dei pesci, a volte conviene, magari operare delle scelte ben ponderate che ci portino a risultati, sia fisico-chimici per loro, che estetici per noi, che siano ottimali per le specie allevate a cui, difficilmente, si potrebbe arrivare cercando di riprodurre più fedelmente le caratteristiche dell’ambiente originario.

Così optai per una selva di Echinodorus, alcuni esemplari detti “cultivar”, vale a dire “di allevamento”, cioè non esistenti in natura, prodotti in coltura meristamatica da Carmine Mazzei della Tropical Fish. Mi divertii, nel frattempo a collezionare questi meravigliosi Echinodorus assieme agli esemplari tipici della specie quali E. bleheri, E. amazonicus, E. tenellus, E. cordifolius, E. schleuteri. Man mano che passava il tempo la selva si infoltiva, lasciandomi sicuro che, in un ambiente del genere, dei pesci pescati, come quelli che attendevo, nulla avrebbero avuto da temere.

Alcuni accorgimenti 

Quando arrivarono, quasi tremavo. Cesca, la biologa, arrivò tardi e mettemmo a bagno le buste quando le luci erano già state spente dal temporizzatore. I “piccoli” uscirono poco dopo e cominciarono a perlustrare il loro nuovo ambiente in lungo e in largo, ogni tanto riparandosi sotto una foglia di cordifolius sommersa.

Non mi fidai e per diverse notti stesi una zanzariera sull’acquario per paura che i pesci saltassero quando ero assente. Ben presto i quattro assunsero il ritmo giorno-notte e la mattina li trovavo lì, a scodinzolare attendendo il primo pasto. Erano abituati al secco microincapsulato da piscicoltura che Oscar mi aveva fornito e mangiavano delle Daphnie vive, quindi iniziai a stimolarli anche con del surgelato che cominciarono ad assumere per invidia nei confronti di un branco di Hyphessobricon erithrostigma, pesci tutt’altro che teneri, che mi preoccupai di ad allontanare appena possibile, quando mi resi conto che erano diventati dei concorrenti alimentari per i miei altum.

Non c’è lieto fine senza amore

Così rimasero coinquilini di questi ospiti pregiati soltanto un gruppo di Corydoras schwartzi, uno di Otocinclus affinis e un altro di Apistogramma agassizi, oltre ad uno Sturisoma aureum.

 Provai anche con delle Caridina japonica, ma ahimè, dopo pochi giorni nemmeno l’ombra, visto che i nostri sembrano non perdere l’istinto predatorio che accomuna tutti i pesci di cattura. Comunque, per ora, tutto procede per il meglio: ingrassano, crescono, e soprattutto se ne sbattono dei monelli che si agitano aldilà del vetro, flirtando con foglie e fusti di Echinodorus in abbondanza nell’acquario. Una nota particolare merita proprio questo, infatti, finora mai mi era capitato di osservare la ben nota capacità mimetica degli Pterophyllum che riprodotti da anni in allevamenti hanno perso da tempo questa loro ineluttabile caratteristica per diventare docili quasi come dei cagnolini. I miei altum sono quasi invisibili, tanto che molta gente mi chiede cosa allevi in quella vasca, e altrettanto quando acquariofili incalliti li scorgono, come l’amico Pietro, rimanendo esterrefatti dinanzi alla bellezza regale di questi animali. Spero di riprodurli e... mi dispiace Pietro, ma i miei altum sono NIV. (Non In Vendita).

Costantino Orlandi  

 

                                                                                                                                                  



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