I MIEI ARTICOLI

Questo è uno dei miei temi svolti durante le superiori, il professore di lettere del Planck,
il prof. Calciano, a volte si divertiva a leggere in classe i miei temi riempiendomi d'orgoglio davanti ai miei compagni e stimolandomi ad impegnarmi sempre di più nella sua materia. Vorrei ringraziarlo ancora per questo...
Erano gli ultimi favolosi anni 70 e i primi anni 80...

"L'istruzione è la più valida difesa della libertà"
Alla luce della vostra esperienza commentate questa pensiero di Carlo Cattaneo.

Innanzitutto per trattare a fondo questo tema bisognerebbe avere un chiaro concetto di libertà, il che ancora oggi è un impresa molto ardua. Molti intellettuali, da che il Mondo è civile ai sono impegnati a focalizzare, a circoscrivere, a delineare i contorni di questo valore che ognuno poi tende a misurare a proprio piacimento. Teoricamente la libertà di un uomo finisce dove inizia quella di un altro. Praticamente, non è quasi mai così. Quindi volendo fare un discorso pratico e attuale si potrebbe dire che in uno Stato moderno il contratto sociale, che dovrebbe garantire la propria libertà e la difesa dei propri diritti, a volte non è rispettato e quasi sempre sono i ricchi, i potenti a prevalere sul resto della comunità, arrecando gravi danni alla nazione e limitando le possibilità altrui, in modo indiretto quindi , anche la libertà. Inserita in questo contesto la frase di Cattaneo assume un certo valore, ma non é detto che per difendere la propria libertà si debba essere per forza istruiti;  provate a pestare i piedi a uno di quei grossi contadini, con la faccia sempre accesa non si sa mai se dal vino, dal freddo o dalla rabbia e vedrete come vi ritroverete a correre senza nemmeno toccare coi piedi per terra. Il nocciolo della questione sta invece, tutto nel fatto che la libertà degli uni non é sempre quella degli altri e sarebbe un'utopia crederlo. Inoltre, volendo ipotizzare un appiattimento sociale, irrealizzabile tra l'altro, non si farebbe affatto del bene allo Stato. Bisognerebbe, invece, soltanto far sì che il progresso si occupi anche della mente umana, dei suoi valori, una rivalutazione dell'uomo come entità fisica a se stante, e non un semplice ingranaggio uguale a tanti altri , come si tende a farlo diventare. Comunque ciò che asserisce Cattaneo è giusto, ma non risolve interamente il problema; ci sono persone molto istruite che ad esempio non hanno la forza d'animo di combattere, altre che proferiscono essere guidate ed inoltre l'istruzione è stata sempre monopolio delle classi elevate.Quindi bisognerebbe saper istruire e sinceramente, non credo che la libertà la si conosca a scuola, dove ce ne è veramente poca; per chiarire questa mia posizione posso portare l'esempio di una classe qualunque di una scuola media superiore. Potremo rapportare questa classe a un modellino di stato formato da persone istruite: i  "secchioni" possono rappresentare industriali "tipo FIAT", forti della loro posizione, se ne infischiano degli altri e dei loro problemi; i mediocri possono rappresentare le classi medio-alte il cui motto è "mal comune, mezzo gaudio" e campano sulle disgrazie altrui; infine ci sono le "zappe" che possono rappresentare il proletariato, dimenticati da tutti e domiciliati nella periferia della classe, negli angoli più bui e pieni di cartacce. Detto questo... A buon intenditor poche parole Cattaneo! L'istruzione è certamente molto importante, ma deve essere correlata a tante altre cose per essere la più valida difesa della libertà. Fa parte dell'istruzione insegnare a un uomo ad essere tale e invece, spesso non si esplica questa funzione; spesso la scuola forma degli enormi schedari, quasi mai degli uomini. E agli schedari cosa vuoi che gliene importi della libertà!?!! Hanno le gambe, ma da soli non possono muoversi, non possono andare avanti e quello che più sconcerta è che sono molto istruiti!!!

P.S. Non me ne abbia il prof. Calciano se quasi mai faccio temi di letteratura o di storia. I problemi attuali, i dibattiti mi stimolano di più e non riesco a fermare la penna e...

 

Roma 21/03/1983

 

 



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