I MIEI ARTICOLI

Questo è uno dei miei temi svolti durante le superiori, il professore di lettere del Planck,
il prof. Calciano, a volte si divertiva a leggere in classe i miei temi riempiendomi d'orgoglio davanti ai miei compagni e stimolandomi ad impegnarmi sempre di più nella sua materia. Vorrei ringraziarlo ancora per questo...
Erano gli ultimi favolosi anni 70 e i primi anni 80...

Lo sport non deve dividere gli uomini, ma unirli.

In teoria dovrebbe essere così, in pratica mai.
Troppe volte ci si fa grandi con delle frasi fatte che poi, al momento di metterle in atto, vengono totalmente rinnegate. Secondo me, l'uomo è un animale, certamente superiore agli altri, ma pur sempre tale e la solidarietà, la reciproca benevolenza non sono sentimenti insiti nella nostra natura, al massimo sono da considerarsi indotti. Così lo sport, la musica, la politica e tutti gli altri fattori che si intervengono nella nostre problematiche sociali, ci dividono in opposte fazioni. Ciò, in teoria non dovrebbe accadere perché lo sport, la musica e la politica sono dei momenti in cui l'uomo dovrebbe divertirsi (eccezion fatta per politica, per la quale il discorso si fa un pochino particolare, ma che dovrebbe essere comunque un punto di contatto, un momento chiarificatore e non divisorio). Durante questi duemila anni di civiltà, diciamo che l'albero genealogico dell'uomo è cresciuto un po' per storto e con lui anche i suoi frutti. Infatti, le ragioni di questo comportamento, penso debbano essere tratte da quello che ci insegna la storia: infatti, quando l'uomo cominciò a uccidere per mangiare e a riunirsi in piccolo tribù era già irrimediabilmente perso e da Essere Superiore, quale era stato creato, si mise alla stregua di tutti gli altri esseri viventi che popolavano la Terra. In seguito le tribù divennero villaggi, città, regioni e infine stati. Allora venne innalzato il sentimento nazionalistico e tutt'oggi è uso comune che ogni militare giuri di essere fedele unicamente alla propria patria. Questo è il mondo che abbiamo voluto, un mondo in cui si nasce tutti uguali (il Nostro Creatore si ostina a credere nella sua idea originale!) e poi ci si divide dagli altri solo usando lingue, religioni, usi e costumi diversi! Non dico che il mondo non doveva essere così, dico soltanto che l'uomo ha commesso gravi errori nella sua lenta evoluzione, che forse erano evitabili. A causa di queste "sviste" la "sua lenta evoluzione", sotto certi aspetti si è tramutata in involuzione. L'uomo è progredito in tecnologia, ma sta assomigliando sempre più ad una bestia, perdendo man mano quei valori assoluti che avrebbero dovuto distinguerlo. E il progresso non è detto che sia sempre positivo, semplicemente le cose cambiano col passare del tempo, in meglio e in peggio. Lo sport, ad esempio era nato come attività ricreativa ed ora invece è un business! Più conteranno i soldi, più lo sport dividerà gli uomini. Lo dimostra il fatto che l'atletica leggera non essendo molto remunerativa è rimasto lo sport più puro e che anche se lo stadio è stracolmo, non si verificano incidenti sugli spalti. Semmai, alle Olimpiadi, a me danno fastidio i politici che badano soltanto alla propria bandiera, quelli che non riescono ad essere sinceri nemmeno in simili occasioni, rovinando per la maggior parte delle volte la festa. In questi ultimi anni è successo di tutto:USA, URSS, Stati africani, una volta gli uni, una volta gli altri decidono di boicottare questo tipo di manifestazioni che invece erano state create per unire e divertire il mondo intero. E' triste, non c'è rimasto proprio nulla! Per non parlare poi del calcio, seguitissimo e quindi ricchissimo: non passa una domenica senza che si verifichino incidenti sugli spalti degli stadi, opportunamente divisi in settori dalle due opposte tifoserie, che francamente hanno molto in comune con quelle tribù a cui accennavo prima! L'uomo si riuniva in tribù per sentirsi più forte, ora che non ce ne sarebbe bisogno forse lo fa perché si sente debole. Al tifoso non interessa l'andamento della gara, ma il risultato, perché con la vittoria della propria squadra, avrà vinto anch'esso e si sentirà più forte dei tifosi della squadra perdente. Questo si ricollega appunto, al sentimento nazionalistico, allo scindersi in opposte fazioni in un campo dove ci si dovrebbe invece solo divertire, al massimo con qualche sberleffo come ai tempi di Testaccio e tornare a casa comunque contenti e divertiti. Purtroppo non c’è riuscita ancora una cosa, dividere il bene dal male, sono due valori interpretabili e che si compenetrano. Tutti però potremmo cercare di essere più sportivi che tifosi, più uomini che bestie!

 



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